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Conclusa la 27ª edizione del SIHH di Ginevra

Cala il sipario sulla 27ª edizione del Salon International de la Haute Horlogerie di Ginevra

Riservato da sempre ai professionisti del settore, il SIHH quest’anno ha aperto le porte anche al pubblico di semplici appassionati, riservandogli però una sola giornata (il 20 gennaio, ultimo giorno di esposizione), dalle 11 alle 18 e fino ad esaurimento dei biglietti disponibili. Meglio che niente, almeno per i pochi eletti che hanno avuto la possibilità di poter ammirare da vicino autentiche opere d’arte delle più rinomate manifatture internazionali.

La manifestazione è oggi un punto di riferimento imperdibile per gli operatori di genere, cresciuta nei numeri e nella qualità (beninteso laddove sia ancora possibile), offrendo un panorama esaustivo e spettacolare dell’alta gamma dell’orologeria mondiale. I numeri: 45.000 mq di esposizione, 17 manifatture storiche (A. Lange & Söhne, Audemars Piguet, Baume & Mercier, Cartier, Girard-Perregaux, new entry insieme a Ulysse Nardin, entrambi in coabitazione nel Kering Group, quindi Greubel Forsey, IWC, Jaeger-LeCoultre, Montblanc, Officine Panerai, Parmigiani Fleurier, Piaget, Richard Mille, Roger Dubuis, Vacheron Constantin e Van Cleef & Arpels), 13 marchi indipendenti, quattro in più della passata edizione (Christophe Claret, Grönefeld, H. Moser & Cie, Hautlence, HYT, Kari Voutilainen, Laurent Ferrier, MB&F, Manufacture Contemporaine du Temps, Ressence, Romain Jerome, Speake-Marin, Urwerk).

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Per l’edizione da poco conclusa, sia le manifatture storiche che i marchi indipendenti hanno comunque privilegiato forme e volumi meno esuberanti e più sobri rispetto all’edizione 2016, predisponendosi per un’eleganza espressa più di testa che di pancia. Un lusso meno urlato, forse, ma più condivisibile.

https://sihh.org/


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