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Compro oro, maxi blitz della Finanza: coinvolte anche gioiellerie e aziende produttrici

Oltre cento gli indagati, molti dei quali operatori dei distretti di Marcianise, Arezzo e Valenza: sequestrati beni per 163 milioni di euro

Compro oro fuorilegge, ha portato al sequestro di beni per 163 milioni di euro il maxi blitz della Guardia di Finanza di Arezzo e di Napoli che, a partire dalle prime ore del mattino, ha coinvolto l’intero territorio nazionale e anche la Svizzera. L’operazione “Fort Knox”, alla quale hanno preso parte oltre 300 pattuglie, ha smantellato un’organizzazione dedita a riciclaggio, ricettazione, frode fiscale ed esercizio abusivo del commercio del metallo giallo: circa 260 le perquisizioni effettuate dalle fiamme gialle in attività di compro oro non in regola con la legge; 118 gli indagati e 500 i rapporti bancari sequestrati.

La base dell’organizzazione era nella nazione elvetica, ma i bracci operativi dislocati nei tre distretti orafi di Arezzo, Marcianise e Valenza. L’oro veniva venduto in nero: i contanti – in banconote di grosso taglio – arrivavano in Svizzera nascosto nel doppiofondo delle automobili utilizzate da insospettabili corrieri.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, solo nell’ultimo anno l’organizzazione, strutturata secondo una schema a piramide, ha gestito e scambiato 4.500 kg d’oro e 11 mila d’argento (anche in base a queste cifre è stato stimato il giro d’affari che supera i 160 milioni). Nei tre distretti orafi gli agenti intermediari raccoglievano i metalli utilizzando i contatti intessuti con una fitta rete di “compro oro” e operatori del settore. In una delle operazioni, sono stati sequestrati  oltre 63 kg di oro in lamine e verghe, più di 20 kg di oreficeria usata, oltre 450 kg di argento in grani.

Ad essere coinvolti, però, non erano soltanto numerosi “compro oro”, ma anche gioiellerie e aziende orafe. Tra queste, 23 società del distretto orafo di Arezzo, 16 del centro produttivo campano “Il Tarì” e una del distretto di Valenza.

Tra i beni cui sono stati apposti i sigilli, anche una villa a Monte San Savino (provincia di Arezzo), base operativa della banda, acquistata “ufficialmente” da una società con sede a Malta e soprannominata  dai finanzieri “Fort Knox” per l’elevatissimo livello di sorveglianza. Undici le regioni destinatarie delle perquisizioni: Toscana (74), Campania (91), Lazio (30), Sicilia (16), Puglia (16), e Lombardia (7).

Le indagini dei Nuclei di Polizia Tributaria di Arezzo e Napoli proseguono sui flussi finanziari e sul riciclaggio dei capitali sporchi, agendo a 360 gradi in ogni direzione.

Video in apertura da Ilmattino.it


1 commento

  1. […] la convalida del sequestro dei 500 conti bancari riconducibili ai 118 indagati dell’operazione Fort Knox. Il Gip Giampiero Borraccia ha così confermato il provvedimento disposto d’urgenza dal Pm […]


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