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Compro Oro. Gianni Lepre: “Tutti dovranno iscriversi ad un apposito registro per gli operatori”

L’attività dei “compro oro” dal punto di vista economico rappresenta un business considerevole, per numero di imprese, per numero di addetti, per giro d’affari complessivo, ma ha anche, se svolta con onestà da parte degli operatori del settore, una valenza sociale importante. Può infatti servire da supporto alle famiglie in difficoltà che intendano disfarsi del proprio tesoretto prezioso. Sulle novità relative al settore abbiamo intervistato Gianni Lepre, Segretario generale di Oroitaly.

Qual è oggi la dimensione economica dei “compro oro”?
Dopo il boom degli anni che vanno dal 2010 al 2012, ad oggi il numero degli esercenti l’attività di “compro oro” è di circa 20 mila esercizi in tutt’italia, per circa 80 mila addetti e un giro d’affari di 7 miliardi all’anno. A questo tipo di esercizi si rivolgono ogni anno in media ben 6 milioni di persone. In Campania sono attivi 1.500 “compro oro”, per 6.000 addetti e un giro d’affari complessivo che arriva a un miliardo di euro.

Quali le ultime novità nel campo dei Compro oro?
Il mondo dei “Compro oro” sarà regolamentato in modo molto attento e severo dalla legge 92/17 del 25 maggio e dalla legge 90/17, che attiene specificamente all’antiriciclaggio. Non solo i “compro oro”, ma anche le gioiellerie classiche e gli operatori professionali in oro, i cosiddetti “Banco Metalli“, si dovranno attenere alla nuova normativa, se vorranno acquistare e permutare preziosi usati. Per preziosi sono intesi: oro-argento-platino-palladio, ma nello specifico verrà coinvolto anche il mondo gemmologico, in quanto saranno considerate usate anche le pietre preziose rivendute a commercianti del settore pietre.         

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Qual è la più grande innovazione nel quadro di questa riforma del comparto?
L’istituzione di un apposito registro per gli operatori. L’iscrizione all’OAM, l’Organismo per la gestione degli Elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi, è propedeutica, assieme alla licenza di P.S., per poter svolgere l’attività di compra-vendita di preziosi usati, anche se ad oggi, pur essendo obbligatoria l’iscrizione, non si conoscono ancora né modalità,né costi. L’Oam ha solo specificato che entro tre mesi il Ministero dell’Economia emanerà un decreto con le modalità di invio dei dati e di alimentazione del registro. Quello che invece è certo è che la mancata iscrizione comporta gravi sanzioni penali: arresto da sei mesi a quattro anni e una multa da 2 mila a 10 mila euro.   

Ci sono novità relative alle modalità di pagamento?
Si, novità importanti che riguardano i pagamenti in contanti. Infatti contrariamente alle regole generali, nella fattispecie non è possibile superare il tetto di 500 euro. Per cifre superiori, è’ consentito soltanto effettuare pagamenti con modalità tracciate con assegni o bonifici.  

Se al momento dell’acquisto di preziosi usati ci si accorge che può trattarsi di operazione sospetta, come ci si deve comportare?
Immediatamente, quindi contestualmente all’acquisto, il “compro oro” è tenuto a segnalare l’operazione all’UIF, Unità di informazione finanziaria. La difficoltà consiste nell’individuare l’operazione sospetta, perché i parametri sono a discrezionalità dell’operatore. Anche in questo caso le sanzioni sono gravi e vanno da 5 mila a 50 mila euro e la revoca o la sospensione dell’attività da 15 giorni a tre mesi. L’attività di controllo spetta al nucleo speciale di polizia tributaria della guardia di finanza.

Il compro oro, dal punto di vista bancario come si deve comportare?
Purtroppo non basterà più tenere un solo conto, dove convogliare tutte le operazioni bancarie relative all’esercizio dell’attività, ma bisognerà avere un conto corrente dedicato esclusivamente alle operazioni di compra-vendita di preziosi usati.   

Ci dice in sintesi a quali altri adempimenti si deve sottoporre chi svolge l’attività in questione?
Identificare il cliente mediante un valido documento di riconoscimento; predisporre una scheda con estremi completi del cliente; fare la descrizione degli oggetti acquistati con natura-qualità-quantità; indicare la quotazione dell’oro e dei metalli preziosi ricavati da una fonte affidabile; indicare l’importo corrisposto e le modalità di pagamento; fare due fotografie in formato digitale dei preziosi usati, ripresi da prospettive diverse, da conservare per dieci anni; rilasciare una copia della scheda al venditore; integrare successivamente la scheda con le informazioni relative alla destinazione dei preziosi. Gli oggetti acquistati dal privato vanno tenuti fermi per 10 giorni, Si è in attesa di sapere se per i passaggi successivi sussiste sempre l’obbligo del fermo.

Un ultimo chiarimento, per gli artigiani iscritti al relativo albo e che fino ad ora erano esentati dalla licenza di P.S., ma obbligati a tenere il relativo registro per gli acquisti da privati, cosa succede?
Non cambierà nulla se non acquisteranno preziosi usati. Se lo volessero fare, dovranno invece sottoporsi alla nuova legge e quindi richiedere la licenza di Pubblica Sicurezza e iscriversi all’OAM.

 

 

 


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