di


Compro Oro: è tempo di una legge

Fenomeno inevitabile connesso alla sua primaria funzione di investimento, la diffusione dei cosiddetti “Compro oro” è oggi al centro dell’attenzione come attività redditizia e come fonte, in taluni casi e secondo le statistiche delle forze dell’ordine, di attività illegali, ma anche come realtà economica esistente della quale è necessario discutere, in un comparto nel quale acquisisce porzioni sempre maggiori di mercato. Alla crescita esponenziale di questi negozi – di cui a breve analizzeremo i dati – ha fatto eco la nascita di associazioni, non legate a sigle sindacali e quindi autonome, che li rappresentano e portano le loro istanze sul tavolo nazionale di discussione.

Tra queste due in particolare, l’Anopo, l’Associazione Nazionale Operatori Professionali Oro, con sede a Ferrara, e l’Associazione nazionale “Tutela i compro oro”, con sede a Bari. Due centri di aggregazione di interessi di una categoria che reclama legittimazione, soprattutto per quella fetta dei 25-28mila operatori che esercitano l’attività in modo trasparente e secondo i requisiti di legge. Una regolamentazione più dettagliata e più specifica per il settore è la prima delle loro richieste: al momento, il testo di riferimento è la “Nuova disciplina del mercato dell’oro, anche in attuazione della direttiva 98/80/CE del Consiglio, del 12 ottobre 1998”, emanata con Legge 17 Gennaio 2000, n. 7. Non tutti, però, rispettano queste norme e il primo biasimo arriva proprio dagli operatori qualificati che vedono mortificata la propria attività perché associata, in modo generalizzato, a fenomeni illegali.

Preziosa ha voluto chiedere direttamente a chi rappresenta le due associazioni quali sono le doglianze, quali i miti da sfatare e cosa può essere fatto a livello nazionale per arginare il diffondersi di una frangia della criminalità che si arricchisce tramite la compravendita di oro usato.

Il comparto: A luglio abbiamo incontrato Letta, ora attendiamo i nuovi interlocutori

La regolamentazione dei “Compro oro” è uno dei 23 punti portati all’attenzione di Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio Berlusconi (caduto il 16 novembre e sostituito da quello tecnico del neo premier Mario Monti), dai rappresentanti dei maggiori sindacati e associazioni del mondo orafo: Federdettaglianti-Confcommercio con il presidente Giuseppe Aquilino, Federorafi-Confindustria con la presidente Licia Mattioli, Unionorafi-Confapi con il presidente Maurizio Colombo, Confartigianato Orafi rappresentato da Luciano Bigazzi e un rappresentante di C.N.A. nazionale in sostituzione del presidente degli orafi, Aurelio Franchi. Uno dei problemi al centro dell’attenzione è quello dell’applicazione del reverse charge nel comparto in materia di IVA per le pietre preziose e per i platinoidi. Anche Giuseppe Aquilino, presidente della Federdettaglianti, ha apprezzato l’evento vedendovi l’inizio di una stagione di nuovi rapporti fra la politica e l’impresa e fra le varie componenti del settore. E oggi, rispetto alla nuova compagine governativa, dice: «Ci auguriamo che i tavoli tecnici previsti dall’incontro con Letta siano stati soltanto spostati e credo che sarà così, perché si tratta di incontri con funzionari. Seguiremo con attenzione gli sviluppi del prossimo futuro». «Se il settore non avesse scelto la strada dell’unione – aggiunge Licia Mattioli – incontri come questi non sarebbero stati possibili e il comparto orafo italiano probabilmente si sarebbe negato occasioni di trovare importanti sponde politiche e tecniche per cercare di risolvere i tanti problemi della categoria».

Associazione Nazionale Operatori Professionali Oro: Solo il 20% è illegale

Andrea Zironi titolare dello Studio 18 Karati SpA e oggi presidente dell’Associazione Nazionale Operatori Professionali Oro che raggruppa 8 imprenditori e circa 130 negozi su tutto il territorio nazionale. L’Anopo è l’associazione che, insieme all’Aira – l’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio – ha presentato una proposta di legge di modifica del settore. Ad aprile i “Compro oro” erano 20mila, oggi sono già 28mila (nel dato è incluso anche quella percentuale di gioiellerie che si occupano prevalentemente di compravendita di oro usato). Si assiste dunque ad un incremento esponenziale del fenomeno, mentre gli operatori professionali regolarmente iscritti alla Banca d’Italia sono attualmente pari a 346 (dato di aprile: 291).

Presidente Zironi, qual è il giro di affari di un “Compro oro”?
«Circa 400/500mila euro all’anno, il che, moltiplicato per il numero di unità, fa un fatturato di circa 14 miliardi di euro. Con queste cifre, è normale che quest’attività faccia gola alla criminalità organizzata. Per distanziarci dai fenomeni illeciti che possono talvolta nascondere abbiamo deciso di darci una veste “ufficiale” e di chiedere con forza la tutela di chi lavora onestamente e la regolamentazione del settore verso una maggiore trasparenza e professionalità».

Qual è attualmente il ruolo di questo segmento nel nostro Paese?
«Si tratta di un vero e proprio comparto industriale, che però non lavora in modo uniforme su tutto il territorio. La confusione ingenerata da un circa 20% di negozi che opera in modo non legale (attività di riciclaggio e evasione fiscale che in alcuni casi nascondono la criminalità organizzata, secondo quanto evidenziato dalle forze dell’ordine) rischia di ledere tutti: il cittadino, il gioielliere e anche la nostra stessa categoria. Gli episodi evidenziati dall’attività di contrasto di polizia, carabinieri e guardia di finanza danneggiano l’intera economia legata ai metalli e agli oggetti preziosi».

È quindi necessario intervenire.
«Senza dubbio. Ma gli operatori professionali devono ringraziare anche la Federazione nazionale dettaglianti orafi per i riflettori che hanno acceso sul pericolo connesso a tali attività illegali. Sono un esponente del settore, nel quale lavoro da oltre 22 anni, ma sono purtroppo costretto a essere d’accordo con loro su alcune osservazioni e perciò chiediamo che questo segmento venga qualificato e responsabilizzato».

Come si pone rispetto alle diverse professionalità del settore?
«Sono principalmente due e due devono restare. Da un lato il gioielliere, che offre al pubblico oggetti preziosi frutto di lavorazione sofisticata, raffinatezza e alta manifattura, in grado di regalare emozioni e valore insieme. Gli operatori professionali in oro, invece, sono più vicini ad un’attività finanziaria che non al commercio: in questo ramo, i negozi vendono contante e in cambio del danaro ricevono materia prima, convertita, con i tempi e i modi previsti dalla legge, in altro danaro, una volta trasformati e fusi gli oggetti dai soggetti deputati a farlo».

Come fa, di fronte ad una richiesta di adesione, a verificare se il soggetto in questione è “in regola”?
«Chiediamo non soltanto che rispettino il Tulps (il Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza) ma anche il regolamento 7/2000 e del nostro statuto. Ci stiamo battendo per dare la possibilità a chiunque di conoscere il rispetto di tali requisiti attraverso un archivio unico che segnali gli operatori sospetti. In ogni caso, auspico una collaborazione con il dettaglio italiano perché ne rispettiamo il ruolo e l’importanza».

A lei, come a molti, non piace il nome “Compro oro”.
«Mi sembra molto più adeguato “operatori professionali in oro”».

Associazione Nazionale “Tutela i Compro Oro”: Una buona normativa? La tracciabilità e un borsino dell’usato

Anche l’Associazione nazionale “Tutela i compro oro” invoca una normativa certa, dal punto di vista fiscale e di quello relativo a possibili attività di riciclaggio. Conta al suo interno migliaia di operatori (non è stato possibile ottenere un numero preciso), tra cui anche qualche gioielliere che ha riconvertito la propria attività, e ha come obiettivo quello di tutelare ed assistere gli associati in funzione del riconoscimento delle loro attività, dei loro diritti e delle loro aspettative. Presidente del Comitato tecnico-scientifico dell’Associazione, Nunzio Ragno dottore commercialista ed esperto contabile, si fa portavoce di un punto di vista interno al settore per sfatare quelli che, secondo gli operatori che commerciano oro usato, rappresentano falsi miti.

Dottor Ragno, quale pregiudizio vuole abbattere?
«Quello secondo il quale la maggior parte dei cosiddetti “Compro oro” nasconde attività illegali. In tutti i settori, purtroppo, c’è una percentuale di persone che non svolge onestamente il proprio lavoro ma generalizzare non fa bene a nessuno. Ecco perché stiamo lavorando per una regolamentazione più stringente e a tal fine abbiamo già incontrato alcuni esponenti del Parlamento».

Quali sono i requisiti irrinunciabili per una nuova normativa?
«La tracciabilità, senza dubbio, e paletti certi per esercitare quest’attività. Non esiste una legge dedicata, ma soltanto indicazioni. L’idea di un Borsino dell’oro usato (contenuta nella proposta di legge Mattesini, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, ndr) che stabilisca un minimo e un massimo di prezzo, per esempio, incontra tutto il nostro appoggio. Anche perché occorre mettere un freno: questo settore, nel crescere, rischia di popolarsi ulteriormente di persone che operano oltre i limiti della legalità».

Quali sono le cause di questa diffusione massiccia di Compro oro?
«Perché è un’attività ad alta redditività ma con un investimento iniziale basso: non occorrono locali molto ampi né una strumentazione particolarmente costosa più una buona quantità di denaro contante con cui iniziare a lavorare pagando gli oggetti che la gente porta presso di loro. Molti arrivano da altri settori, come quello immobiliare. I cosiddetti Compro oro, nome che peraltro non mi piace, fanno gola a molti».

Se “Compro oro” non le piace, come li chiamerebbe?
«Provocatoriamente, mi viene da chiamarli attività di prestazione di servizi: ovviamente è una “licenza poetica”, ma è per dire che in realtà che al commercio si avvicina solo per pochi aspetti, dal momento che nel caso della compravendita di oro usato non è il proprietario del bene a decidere il prezzo».

Qual è il messaggio che vuole trasmettere?
«Che, in base agli studi che ho compiuto negli ultimi anni, ricchi di dati e business plan, svolgere quest’attività nel modo più corretto possibile è l’unica via percorribile, perché quella improntata sulla non trasparenza non è affatto conveniente. In questo settore il mercato, per fortuna, non premia chi non rispetta le regole».

La proposta: un albo presso la Banca d’Italia e il divieto di pagamento in contanti

A supporto della richiesta di regolamentazione del mercato del commercio in oro usato,  Anopo e Aira (l’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio) hanno preparato congiuntamente una proposta di legge che si articola in punti precisi e dettagliati. In primis, si auspica una maggiore regolamentazione che si basi su registri completi, dettagli fotografici e documenti inerenti alla merce e ai suoi venditori e l’obbligatorietà della ricevuta fiscale. In secondo luogo, la proposta intende estendere a tutti i soggetti operanti nel settore oro i presidi antiriciclaggio della normativa D.lg 231/2007 e le successive modifiche, considerando soprattutto la limitazione dell’uso del contante, e la richiesta di iscrizione ad un Albo (se in possesso di determinate caratteristiche come esperienze passate nel settore e qualifiche professionali) che possa essere controllato da un’Autorità di vigilanza di settore preposta, o da un eventuale ufficio incaricato dalla Banca d’Italia. L’impatto che tale legge potrebbe avere sul comparto è spiegato dal Professore Ranieri Razzante, presidente di Aira e consulente della Commissione Parlamentare Antimafia.

Quali sono i principi cardine del progetto di legge che sarà proposto?
«Scopo della proposta è una migliore regolamentazione del mercato dell’oro in generale, onde evitare fenomeni di abusivismo. Si prevedono perciò nuovi requisiti di accesso per i soggetti intermediari, un albo tenuto presso la Banca d’Italia, la vigilanza congiunta di Camere di commercio e Uif, inasprimento di sanzioni, stringenti obblighi antiriciclaggio, divieto di pagamenti in contante».

Chi lo sostiene? A che punto è l’iter?
«La proposta è stata presentata alla Commissione Parlamentare Antimafia,mentre in Parlamento si è in fase di interlocuzione con alcune forze politiche proprio in questi giorni».

Qualora diventasse legge nella formulazione attuale, quali sono presumibilmente i cambiamenti che porterà nel comparto?
«Il principale cambiamento nel comparto speriamo sia la scomparsa dell’abusivismo, nonché delle attività di compro oro che operano nell’illegalità».

Qual è il nome più adatto a individuare quest’attività, oggi comunemente indicata come “Compro oro”?
«Parliamo di mercato dell’oro o settore dell’oro, così come di “operatori professionali” in generale».


3 commenti

  1. In realtà già esistano leggi precise come la necessità di esibire un documento d’identità per vendere i proprio oro usato, in modo da risalire a chi ha venduto gli oggetti in oro e molte altre regole che i compro oro onesti rispettano. Il problema è come spesso accade in Italia è quello di far rispettare le regole, è inutile aumentarne il numero o complicarne l’esecuzione per chi ha intenzione di rispettarle.


    • lotti says:

      devo dare ragione a chi ha scritto questo.anche io voglio lavorare al massimo della legalità, ma gia le leggi hanno mille interpretazioni diverse…vado al ufficcio delle entrate, dicono che non pago l’iva.il mio commercialista uguale….la fonderia che aquista da me, dice che devo pagare l’iva sull margine.
      ma si puo sapere che devo fare.tengo il registro delle transazioni con documenti della persona che porta l’oro usato, fatture regolari….ogni cosa piu che regolare.ma poi hai semre il timore che qualcosa non è regolare, perche nessuno, ne anche l’ufficio delle entrate sà darti la legge per il scritto…povera italia


  2. Bruno says:

    Ho sbirciato un po ovunque su attività di compro oro, ma mi sorge un dubbio.
    L’attività dei compro oro, fermo restando i requisiti, può accedere al regime dei minimi ?
    Naturalmente, parliamo di un soggetto che acquista da privati e cede tutto a fornitori autorizzati, senza alcuna rivendita.
    Grazie in anticipo


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Orizzontale AMERICA