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Comprare le pietre per affare

Grandi affari. Il gioielliere di solito è ancora sedotto dal richiamo dell’acquisto “per affare”. Una chimera irresistibile che ammalia recando profumi di viaggi fortunati in esotici paesi poco sviluppati dove non si conoscerebbero i minerali che vi si producono. Miti e leggende dure a morire anche nel terzo millennio, quello della globalizzazione e dell’informazione. Vai a capire perché ancora tanti operatori, dal fare pratico e diffidenti con tutti, si lascino poi incantare da personaggi nebulosi e scaltri oppure, se in buona fede, ignari del prodotto e del tutto impreparati gemmologicamente.

Io lo dichiaro ufficialmente: nella mia carriera commerciale non ho mai fatto “il grande affare”. Ho compiuto decine e decine di viaggi in molti continenti incontrando professionisti capaci, ho stipulato accordi vantaggiosi, ho portato a casa acquisti a volte ben congegnati e convenienti. Ma “il grande affare”, quello, non l’ho mai fatto. Statisticamente non avrei dovuto farne almeno uno? No. Mai.

Se chi mi legge scarterà l’ipotesi, che doverosamente ammetto legittima, che io sia stato sfortunato o del tutto incapace di fiutare “il grande affare”, quando avrei potuto realizzarlo, ecco allora che mi permetto di suggerire molto modestamente alcune domande che vi potreste porre. Mettiamo che vi si presenti sul banco un rubino di oltre 10 carati, ben saturo di colore, ben tagliato, d’apparenza naturale (o certificato in modo anonimo come tale). Diciamo al prezzo di 100 euro al carato. Ma il presunto affare potrebbe essere un diamante in cartina o uno smeraldo.
Poniamoci dunque qualche domanda.

Da quanto tempo in bottega non mi capita una rivista di gemmologia? Trovo il tempo di spulciare notizie sulle novità nel campo delle gemme magari navigando in rete? “Il grande affare” spesso è infatti nient’altro che il primo sciagurato incontro con un trattamento migliorativo o con un’imitazione.
Chi è costui che mi sta mostrando la presunta gemma? C’è dietro di lui un’azienda riconoscibile, con una reputazione commerciale? Perché c’è lotta per spuntare qualche punto in meno sul Rapaport e l’affare mi arriva comodamente in casa? La gemma mi è fornita con uno straccio di certificato?
Che attendibilità ha l’eventuale documento? Posso verificare l’attendibilità del certificato? Il prezzo conveniente non potrebbe essere conseguenza di ricettazione? Il fatto che io abbia di fronte a me con uno smeraldo un cittadino d’indubitabile provenienza colombiana attesta inequivocabilmente che la gemma sia uno smeraldo? Il diamante è naturale. Lo abbiamo appurato. Posso sincerarmi che il suo prezzo molto conveniente non derivi da traffici opachi legati alle forniture di armi in Africa centromeridionale (diamanti da conflitto)?

In conclusione “i grandi affari” aumentano in diretta relazione all’affacciarsi di prodotti con trattamenti inediti o nuovi tipi di sintetici. Ne sanno qualcosa quelle agenzie di pegno che non molto tempo fa acquisirono moissaniti credendole diamanti. Esiste un periodo buio tra l’introduzione di un prodotto trattato o sintetico e la sua piena divulgazione. Ma a ben pensarci “il grande affare” lo feci anch’io. A Tucson, in occasione della fiera dei minerali che si tiene in Arizona. Un messicano aveva accettato di vendere grezzi di opale al mio prezzo, molto vantaggioso per il sottoscritto.
Quando me ne andai, d’un tratto capii e tornai in fretta senza trovarlo. Coi miei soldi era andato a mangiare.


3 commenti

  1. Gianfranco Lenti says:

    Buona sera

    complimenti all’autore, che ha scritto con grande dignità professionale una verità che ben pochi vogliono ammettere!

    Spero di leggere altri interventi, magari pubblicati in modo più leggibile…
    Ovvero senza la dilettantesca grafica che ne rende difficile, o comunque sgradevole, la fruizione.

    Con l’occasione porgo tanto all’autore quanto alla redazione i più cordiali auguri di buon anno.

    Gianfranco Lenti.
    Valenza, 28.12.2010


  2. Coppola Luigi says:

    Condivido pienamente quanto espresso dal Gianfranco Lenti che rispecchia in tutto una verità che non pochi ma pochissimi vogliono ammettere . In Italia infatti vi è ancora una altissima percentuale di ignoranza in materia (sebbene anche chi si è dedicato a studiare per saperne di più in questo settore da anni ha ancora da imparare !!!) e cercare oggi il ” grande affare ” è sempre , SECONDO ME , solo una illusione . Per questo mi sono sempre battuto e mi batterò perchè tutti i Commercianti ed i Professionisti del settore della Gioielleria si affidino ai Laboratori di analisi gemmologiche. In questo modo ,oltre a essere (in parte) garantiti commercialmente, dimostrerebbero anche serità e professionalità nei confronti di chi vende e di compra .
    Mi ripeto nelle righe del Lenti dicendo che occorrerebbe più informazione in materia su tutte le fonti di informazione specializzate nel settore .
    Auguro in fine i migliori auguri di buone feste a tutto lo staff .
    Luigi Coppola
    Bo. 29/12/2010


  3. Landini Pierluigi says:

    Buon giorno e buon 2011!!
    Condivido pienamente, quanto già datto…il vero affare nasconde sempre qualcosa di poco chiaro.
    Speriamo che questo nuovo anno sia migliore per il nostro settore!!

    Landini Pierluigi
    Ar 01/01/2011


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