di


Commercio, con il nuovo contratto di lavoro stop all’assenteismo

Il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro del Commercio e dei Servizi contiene una radicale novità, per ora unica tra tutti i contratti collettivi nazionali, per contrastare gli abusi legati all’assenteismo per malattia. Al tempo stesso, sono state potenziate le tutele a favore dei lavoratori colpiti da gravi patologie.
Ma vediamo di cosa si tratta. Il nuovo contratto prevede che i primi tre giorni di malattia, in caso di malattie con prognosi inferiori ai 12 giorni, saranno pagati per intero al lavoratore solo per i primi 2 eventi che si verificheranno nel corso dell’anno. Per il terzo evento, i primi tre giorni saranno retribuiti al 66% e per il quarto al 50%. Dal quinto evento di malattia essi non saranno più retribuiti.

In pratica, i primi tre giorni, in caso di malattia breve (inferiore a 12 giorni), vengono retribuiti per intero solo la prima e la seconda volta che si verifichi un’assenza per malattia durante l’anno. Ciò vale anche se l’assenza per malattia è di un solo giorno per volta. A partire dal terzo evento, la retribuzione dei primi tre giorni decresce dal 66% al 50% fino a cessare del tutto al quinto evento.

Il calcolo degli eventi di malattia viene effettuato in base all’anno solare (1 gennaio – 31 dicembre); solo per quest’anno esso decorre dal 1 aprile. Quindi, per il 2011, gli eventi di malattia verificatisi prima del 1 marzo non verranno computati.

Ricapitolando: il lavoratore che accumula più di due periodi di malattia durante l’anno, anche se ognuno di essi dura un giorno solo, al terzo periodo si vedrà ribassata la retribuzione dei primi tre giorni al 66% della paga normale;al quarto periodo al 50%; dal quinto periodo in poi, i primi tre giorni non saranno più retribuiti.

Tale regola non si applica, come già detto, ai casi di malattia con prognosi iniziale superiore a 12 giorni, alle malattie contratte dalle lavoratrici durante il periodo di gravidanza, nonché nei casi di ricovero, emodialisi, day hospital o patologie gravi e continuative che richiedono terapie salvavita.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *