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Club degli Orafi, un workshop per realizzare vetrine vincenti

5 NOVEMBRE A MILANO FOCUS SUL NEGOZIO DEL PROSSIMO FUTURO: DUE ESPERTI PER UNA STRATEGIA EFFICACE DEL VISUAL MERCHANDISING

LUNEDÌ 5 NOVEMBRE A MILANO FOCUS SUL NEGOZIO DEL PROSSIMO FUTURO: DUE ESPERTI PER UNA STRATEGIA EFFICACE DEL VISUAL MERCHANDISING


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Il primo passo per far entrare (e far tornare) il cliente in gioielleria è la vetrinaRealizzarla tenendo a mente principi basilari come la coerenza e la capacità attrattiva è l’obiettivo del workshop che il Club degli Orafi Italia ha organizzato per il prossimo 5 novembre. Nella nuova sede dell’associazione in Fondazione Altagamma (Via Montenapoleone 9 a Milano) l’Academy del Club degli Orafi pone l’accento sul Visual merchandising, cioè l’insieme di strategie strutturate per creare un impatto visivo capace di spingere i consumatori a entrare in negozio.

Relatori dell’incontro, che sarà introdotto da Gabriele Aprea, presidente del Club degli Orafi e di Chantecler Spa, saranno due esperti del settore,  Gianluigi Contin, Associate Partner di Valdani & Vicari Associati ed esperto in Marketing esperienziale, e Antonio Scaburri, Visual Creative Director, Flower & Design Expert.


“Ci prefiggiamo di aiutare i dettaglianti a valorizzare l’appeal dei loro negozi”

Gabriele Aprea

Gabriele Aprea_Club degli orafi“Nel nostro ciclo di workshop torna protagonista il retail – spiega Gabriele Aprea -: ci prefiggiamo di aiutare i dettaglianti a valorizzare l’appeal dei loro negozi, che spesso soffrono del duro confronto con i big brand. È ovvio che l’investimento di una grande maison non potrà essere riprodotto in realtà di dimensioni inferiori, come le piccole e medie imprese che costituiscono la maggioranza nell’universo delle gioiellerie.
Ma da quelle esperienze possiamo trarre spunti replicabili su piccola scala per imprimere una svolta nei punti vendita. La parola chiave di una vetrina vincente è l’esperenzialità e, sotto questo aspetto, il gioiello ha potenzialità da vendere. Dobbiamo proteggere il dettaglio dal rischio di scomparire”.


“Analizzerò quali sono i punti di forza dell’e-commerce che possono essere adattati al negozio fisico”

Gianluigi Contin

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Sul tema si alterneranno i contributi di Gianluigi Contin e Antonio Scaburri. Il primo, laureato in Business and Economics all’Università Bocconi, ha lavorato per 12 anni come Consulente di Direzione in importanti società  italiane e multinazionali, occupandosi di Marketing strategico e operativo e accompagnando nello sviluppo internazionale le organizzazioni clienti. Ha guidato progetti imprenditoriali a livello internazionale per il settore life style e experience goods. “Partiremo con l’analisi del ruolo del negozio fisico – spiega Contin – e ci muoveremo secondo tre concetti chiave. Il primo è il “talento”: il consumatore desidera entrarci in contatto, quando per talento intendiamo la conoscenza del prodotto e del cliente così come la capacità di interpretare i suoi gusti. Il secondo è la “fiducia”, una affidabilità proattiva basata su un legame empatico tutto da costruire. Infine, provocatoriamente, analizzerò quali sono i punti di forza dell’e-commerce che possono essere adattati al negozio fisico. Faremo poi dei parallelismi con altri tipi di punti vendita di molti settori e di luoghi dove si condivide benessere. C’è un potenziale clamoroso per essere più attraenti e non bisogna spaventarsi”. 


“Dimostreremo è che si può realizzare una vetrina efficace anche con piccoli investimenti”

Antonio Scaburri

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Antonio Scaburri è visual creative director, allestitore, flower e interior designer, ha vissuto a New York dove ha lavorato, diventandone poi direttore artistico, a The Flower, uno dei più importanti flowershop e interior decor di Soho. Cura allestimenti per eventi, cene, sfilate e presentazioni di collezioni private di alcune delle più importanti maison del lusso e tra i suoi clienti figurano anche Audemars Piguet, Buccellati e Damiani. “A Milano per il Club degli Orafi ho progettato un workshop creativo – spiega Scaburri – in cui, dopo aver presentato i trend del momento, i partecipanti saranno coinvolti nella progettazione di una vetrina. Divisi per gruppi, dovranno far venire fuori la creatività che è presente in tutti e magari è sopita e impareranno a collaborare creando. In base agli spunti emersi dal reciproco confronto, troverò un tema secondo il quale dovranno sviluppare il progetto (che poi resterà a loro). Quello che dimostreremo è che si può realizzare una vetrina efficace anche con piccoli investimenti”. Qualche suggerimento da anticipare? “Per i multibrand, dove l’organizzazione dello spazio è più complessa, il mio consiglio è di mettere meno prodotto, di ridurre l’estetica all’essenziale, di alleggerire. Chi ha un negozio di proprietà ha poi la fortuna di creare uno spazio unico e inimitabile. L’importante, per tutti, sarà imparare a raccontare una storia”.

 


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