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Club degli Orafi, per il gioiello export in calo ma fatturati in crescita

Secondo i dati elaborati dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo nel rapporto congiunto con l’Associazione, persi 300 milioni sui mercati esteri

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Per il gioiello italiano il 2016 è stato un anno complesso: se da un lato, infatti, i fatturati sono risultati in crescita, sul fronte export sono stati persi circa 300 milioni. È una delle evidenze emerse dal rapporto congiunto di Club degli Orafi Italia e Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, nato per condividere le rispettive conoscenze sul settore. I dati ISTAT relativi alla produzione (-1,9%) e alle esportazioni, sia in valore (-4,6%) che in quantità (-1,8% per i soli gioielli in metalli preziosi) confermano le difficoltà del settore orafo nel 2016, in corrispondenza con un calo importante della domanda mondiale di gioielli in oro, in particolare da parte dei due grandi acquirenti, Cina e India.

Secondo i dati elaborati dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, nel 2016 le esportazioni italiane di gioielleria e bigiotteria hanno perso circa 300 milioni di euro rispetto al 2015 su quasi tutti i mercati, con una nuova significativa contrazione negli Emirati Arabi Uniti (-15%, pari a 160 milioni di euro in meno), paese di “entrata” per il resto del Medio Oriente e l’India. Negative anche le esportazioni verso Svizzera e Francia (-6,7% e -10,6%), paesi dove sono spesso spediti i gioielli Made in Italy commissionati dalle grandi maison di moda, e verso Hong Kong (-9,1%).

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Stefania Trenti

Con il segno positivo invece i dati sul fatturato (dall’indagine ISTAT campionaria rivolta, però, alle sole imprese con più di 20 addetti): il settore gioielleria e bigiotteria avrebbe chiuso il 2016 in crescita del 9,3%, grazie a risultati brillanti sia sul mercato interno (+6,7%) che su quelli esteri (+10,7%). “Per il settore orafo, al pari che per l’intero Made in Italy – sottolinea Stefania Trenti, della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo – i risultati 2016 sono stati condizionati da una domanda mondiale non favorevole, in particolare nella prima parte dell’anno. Lo scenario internazionale si è mostrato in miglioramento nel corso dell’anno e le attese per il 2017 sono di moderata accelerazione del PIL mondiale: le esportazioni di gioielleria e bigiotteria dell’ultimo trimestre dello scorso anno hanno interrotto la discesa, un buon segnale che potrebbe sottintendere una vicina inversione di tendenza, nonostante il clima di forte incertezza condizioni le scelte di acquisto di gioielli a livello internazionale”.

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Gabriele Aprea

“Gli indicatori economici mostrano chiaramente i limiti della filiera italiana del gioiello – spiega Gabriele Aprea, Presidente del Club degli Orafi Italia – ove la micro-dimensione delle imprese (circa 25.000 per un totale di 75mila addetti, con una media di appena 3 addetti per azienda) risulta essere elemento di preoccupazione per il futuro delle stesse, specie in un contesto economico così incerto e volatile. Al tempo stesso, i dati confermano il valore del percorso di formazione imprenditoriale e manageriale intrapreso dal Club a sostegno delle piccole e medie imprese del gioiello. Vogliamo supportarle con ogni strumento utile e innovativo al fine di intraprendere percorsi di crescita sani e duraturi, volti ad acquisire le competenze idonee per farsi valere adeguatamente sul mercato globale”.


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