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Club degli Orafi, le strategie per l’industria orafa italiana

Il convegno di lunedì ha affrontato temi come le difficoltà di capitalizzazione, la rincorsa ai nuovi gusti e le possibili leve di crescita per il gioiello made in Italy

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La tavola rotonda al Museo Poldi Pezzoli

Come coniugare la cultura di mestiere con la cultura d’impresa, senza che nessuna prevalga sull’altra, ma nel rispetto delle reciproche potenzialità: di questo (e molto altro) si è discusso lunedì al Museo Poldi Pezzoli di Milano, durante l’incontro organizzato dal Club degli Orafi sul passato e il presente del gioiello italiano. Al tavolo, molti rappresentanti istituzionali di aziende storiche del lusso orafo made in Italy: società di rilievo che hanno portato, ciascuna secondo la propria esperienza, il proprio modello di crescita.

La tavola rotonda, coordinata da Paolo Preti, Università di Aosta e SDA Bocconi, ha visto gli interventi di Emanuele Aliotti Visdomini, Vice Presidente Vhernier, che si è concentrato sui tentativi di dare vita a sinergie con il mondo della moda; Andrea Buccellati, Presidente Buccellati, che ha raccontato l’esperienza di stampo familiare che da sempre ha contraddistinto il marchio, anche in seguito all’acquisizione prima da parte di un fondo e poi da un gruppo cineseEmanuela Burgener, amministratore delegato e responsabile creativo Margherita Burgener, che ha raccontato le difficoltà di resistere nell’intento di creare un prodotto sempre bello e sempre italiano; Silvia Grassi Damiani, Vice Presidente Damiani, che ha illustrato i vantaggi di una gestione manageriale dell’azienda.

A seguire, Alessandra de Nitto, Direttore Editoriale Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, ha concentrato il proprio intervento sulle iniziative volte a diffondere un messaggio positivo sul mestiere dell’artigiano orafo, che non va visto come mestiere secondario o di ripiego; Matteo Marzotto, Vice Presidente Italian Exhibition Group, si è soffermato sulla necessità di Fiera di Vicenza di fare squadra con il gruppo fieristico di Rimini; Diego Nardin, Amministratore Delegato Fope, ha invece ricordato il percorso che ha portato la società a quotarsi sul mercato AIM Italia. In chiusura, Augusto Ungarelli, Presidente Vendorafa Lombardi e Past President Club degli Orafi Italia si è soffermato sull’importanza della formazione dei più giovani.

Gabriele Aprea: “Ancoriamo il gioiello a nuovi valori”

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Gabriele Aprea, presidente Club degli Orafi

“Il punto di partenza è il valore imprescindibile del mestiere orafo e il patrimonio culturale oggi può essere un asset da trasmettere alle nuove generazioni e da far conoscere perché unico al mondo”. Così Gabriele Aprea, presidente di Club degli Orafi e di Chantecler, introduce alcuni dei temi affrontati durante l’incontro. A Preziosa magazine racconta cosa ha raccolto dei singoli interventi e quali sono le sue personali opinioni rispetto alle reali leve di sviluppo.

Presidente, quali sono le criticità attuali del comparto orafo?
“Abbiamo assistito in questi ultimi anni a una polverizzazione che ha coinvolto tutta la filiera, dal retail alla produzione. I tanti interventi del convegno hanno messo in luce tutte le difficoltà concrete incontrate da aziende orafe di alto livello, eppure interessate da problemi quali la capitalizzazione, la mancanza di investimenti e il costo del lavoro. Se l’unico modo di capitalizzare è fare utili e non distribuire dividendi, la possibilità concreta che ciò avvenga è davvero scarsa. Le faccio un esempio concreto: a fronte di 10 milioni e un utile del 2% – cioè 200mila euro – se ne elimino il 40% da destinare al fisco, mi resta una cifra che non mi consente una capitalizzazione significativa. A questo punto, una via può essere quella di attrarre investitori, ma anche in questo caso non bisogna sedersi sugli allori ma lavorare duro, presentando bilanci in ordine, indebitamenti corretti e redditività accettabili. Il tutto nella più totale trasparenza”.

Quali sono allora gli strumenti che le aziende possono mettere in campo?
“Io ne vedo almeno tre. Il primo è cercare nuovi valori da associare al gioiello: un tempo chi aveva possibilità di acquistare amava ostentare. Oggi, giovani e meno giovani hanno molto più pudore, la loro scala di valori è cambiata e preferiscono l’esperienza al possesso. Intercettiamo questo gusto con concetti come, per esempio, la sostenibilità. Secondo strumento: ripensare gli spazi di vendita. Le gioiellerie sono ancora un luogo poco accogliente, quasi ostile: comprendo le difficoltà dei giovani a entrarci. Terzo: ripensiamo il modo di comunicare il gioiello. Senza questi tre passi, non andremo molto lontano”.

E la moda? Esiste una possibilità di dialogo con un comparto così forte?
“Si potrebbe, certo. Anche se non è così facile come sembra. Anche la probabile presenza del gioiello alla prossima Settimana della moda di Milano crea in alcuni difficoltà e dubbi. Di sicuro il Ministero allo sviluppo economico dovrebbe farsi capofila di una politica seria sui distretti orafi, investendo su progetti seri al di là dei campanilismi. È tempo di fare cose fatte bene: se non siamo in grado, non possiamo aspettarci aiuto. Potremmo pensare a sgravi fiscali per gli imprenditori virtuosi che reinvestono nel capitale sociale: ma le risorse sono poche e ormai dobbiamo abituarci a ragionare come se non ci fossero e cominciare a rimboccarci le maniche da soli”.

Il Club degli orafi è attivo nel cercare di colmare i gap dell’industria. Quali sono le prossime iniziative?
“Il 3 luglio ci incontreremo con Borsa Italiana per parlare di “Imperativo della crescita”, perché con un totale di 25mila imprese e 75mila addetti, la crescita non è un’opzione, è una scelta obbligata. Poi riprenderemo il filo lanciato nel 216 con i workshop alla scoperta di temi come l’e.commerce e i multimarca. Infine, aggiungeremo un nuovo capitolo al nostro “Retail Tour”: come abbiamo già fatto a Milano, riproporremo a Roma una “gita” in punti vendita che hanno saputo rivoluzionare il proprio aspetto e l’esperienza di acquisto offerta al cliente, per prendere spunti da applicare alle nostre imprese”.


1 commento

  1. paolo says:

    Grazie Aprea,
    per i tuoi interventi a favore del comparto. Ci vediamo il prossimo 3 Luglio per gli altri ed ulteriori approfondimenti.


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