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Intervista a Gabriele Aprea: “Sostenibilità, è tempo di agire”. Il Club degli Orafi a Vicenzaoro

"La sostenibilità non è più procrastinabile: è una necessità, e può far bene anche al business"


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“La sostenibilità non è più procrastinabile: è una necessità, e può far bene anche al business”. Così Gabriele Aprea, presidente del Club degli Orafi Italia, motiva la scelta di dedicare a questo delicato tema un convegno durante Vicenzaoro September, domenica 23 settembre. L’appuntamento con l’approfondimento intitolato “New frontiers for sustainability: how ready are you to step into the future?” è nella VO Square (Hall 6) a partire dalle 11.30 e godrà di un autorevole parterre di relatori, come Gaetano Cavalieri, presidente della Cibjo, la Confederazione mondiale della gioielleria; Diana Verde Nieto, Ad di Positive Luxury; Costantino Papadimitriou, Global CMO di Forevermark e vicepresidente Club degli Orafi Italia; Giorgio Villa, ad dell’azienda 8853 S.p.A. e vicepresidente del Club. Modererà l’incontro il neo-direttore generale del Club, Alexandra Trosin.

A spiegare nel dettaglio i contenuti dell’incontro e gli step che il Club degli Orafi Italia sta già muovendo a sostegno dell’industria del gioiello è il presidente Gabriele Aprea. Al vertice dell’associazione dal marzo 2016 e presidente di Chantecler, Aprea è convinto che anche il settore orafo debba fare la sua parte.


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Gabriele Aprea

“Non si tratta di buonismo, la sostenibilità è diventata una necessità: o diventiamo sostenibili, o il mondo ci cade addosso”


Presidente, perché un incontro sulla sostenibilità?
“Perché è uno dei temi di maggiore attualità per ogni industria, non solo per quella orafa. Partiamo dalla sua definizione: è un concetto etico legato ai valori umani della persona. Tocca temi come il rispetto dell’ambiente e del lavoratore. Non si tratta di buonismo, la sostenibilità è diventata una necessità: o diventiamo sostenibili, o il mondo ci cade addosso. Al di là dei valori di ciascuno, è una questione di sopravvivenza del genere umano. Noi come comparto della gioielleria ne siamo un pezzo, ma dobbiamo fare la nostra parte, per lasciare qualcosa ai nostri figli, dargli un futuro”.

Come è stato organizzato il convegno?
“Cominceremo con un video introduttivo a cura di Caroline Scheufele, direttore creativo e Co-Presidente di Chopard. Un gruppo che ha fatto della sostenibilità uno dei suoi valori fondanti, con l’adesione a programmi come quello portato avanti da Livia Firth, fondatore e direttore creativo di Eco-Age, o la scelta di utilizzare solo oro etico per i propri gioielli. Chopard è riuscita a trarne vantaggio per il proprio business. Poi, dopo l’intervento di Gaetano Cavalieri, che racconterà le attività della Cibjo portate avanti a vari livelli e in vari segmenti produttivi, ci sarà Diana Verde Nieto che illustrerà il progetto della sua Positive Luxury, una piattaforma che promuove le aziende sostenibili anche tramite un canale e-commerce. Un’opportunità importante anche per le Pmi. Con Costantino Papadimitriou e Giorgio Villa parleremo di sostenibilità di oro e diamanti”.


“Lo scopo delle nostre iniziative è quello di trasmettere questi concetti ad ogni livello della filiera, fino al retail”


Che peso ha la sostenibilità all’interno delle attività del Club degli Orafi?
“Sempre più preponderante. Lo scopo delle nostre iniziative è quello di trasmettere questi concetti ad ogni livello della filiera, fino al retail. Ci sono ambiti, nel nostro settore, che hanno già manifestato una maggiore sensibilità – penso ai diamanti, all’oro – ma ci sono temi su cui siamo ancora troppo indietro. Stiamo studiando ogni mossa cercando di tenere un giusto equilibrio: fornire conoscenze precise, senza eccedere nei dettagli. Probabilmente continueremo a promuovere incontri durante le fiere, così da parlare a un pubblico più trasversale. Contemporaneamente, porteremo avanti anche i nostri consueti workshop”.

Quali sono i prossimi appuntamenti con l’Associazione?
“Nei prossimi mesi dedicheremo un workshop al tema del visual merchandising: un esperto del settore spiegherà come realizzare un allestimento vetrina valido con risorse contenute, tenendo presenti le specificità del nostro prodotto. Anche questo è un tema di particolare interesse per noi: se guardiamo ai big brand della moda, capiamo quanta strada c’è ancora da fare. Non solo per le nostre piccole e medie imprese – di cui il settore del dettaglio è costellato – ma anche per i grandi marchi della gioielleria. Non possiamo permetterci di essere le “pecore nere” del lusso. Poi ci sarà un nuovo workshop sulla governance delle imprese di famiglia. Insomma, con quella che abbiamo chiamato “Club degli Orafi Academy” vorremmo creare conoscenza per far crescere le nostre Pmi, perché la cultura può e deve essere l’anima dei ‘piccoli'”.

Altri progetti in cantiere?
“Stiamo lavorando con grande impegno e dedizione ad una pubblicazione, la cui uscita è prevista per settembre 2019, da noi coordinata e curata in collaborazione con le università milanesi Bocconi, Politecnico e Cattolica, che si occuperanno rispettivamente degli aspetti legati al business, al prodotto e alla comunicazione, con il prezioso supporto del Milano Fashion Institute (fondato dai tre Atenei). Esamineremo cosa è accaduto negli ultimi 10 anni del settore che hanno letteralmente cambiato il mondo. Al momento siamo nella fase dei focus group: incontri tra imprenditori, manager e docenti accademici. Vogliamo proporre un modo concreto di fare squadra, al di là delle resistenze”. 

 


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