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Club degli orafi, a Milano “Gioiello arte e nutrimento dell’anima”

Al Museo Poldi Pezzoli dal 25 giugno la mostra che ripercorre la tradizione italiana dell’artigianato orafo dalle botteghe del Rinascimento fino a oggi

Mostra club degli orafi
“Gioiello – arte e nutrimento dell’anima” è il titolo della mostra realizzata da Club degli Orafi Italia che ripercorre, dal 25 giugno al 27 luglio al Museo Poldi Pezzoli di Milano, la tradizione italiana del gioiello dall’alto artigianato dalle botteghe rinascimentali – bene rappresentate dalla collezione permanente del Museo – alla contemporaneità dell’imprenditorialità manifatturiera.

La mostra, attraverso le creazioni esposte delle grandi firme dell’alta gioielleria italiana, racconta l’eccellenza, l’abilità, la raffinatezza del Made in Italy e il patrimonio di saperi unico di questo settore. Affinità, dunque, con il Poldi Pezzoli, prestigioso museo milanese, fortemente interessato alle arti e ai mestieri e in particolare al gioiello. Il rapporto tra le due realtà, inoltre, si estrinseca anche nel sostegno del Club per il restauro di due preziosi smalti limosini, ora restituiti al loro splendore: una Pace con l’Adozione del bambino e una Pace con la Pietà, entrambe del 1500 circa.

Nomi di eccellenza come Broggian, Cesari e Rinaldi, Chantecler, Fope, Forevemark, Enzo Liverino, Vendorafa Lombardi e Vhernier che per la prima volta espongono, tutti insieme e in un museo, pezzi delle proprie collezioni: imprese che incarnano appieno i valori del nuovo artigianato e che, innovando costantemente i materiali, i prodotti e le tecniche, non perdono mai il legame con la tradizione, la storia, il patrimonio artistico, il territorio e la qualità.

Tra i pezzi esposti, i gioielli di Giovanna Broggian / Mimì Broggian Milano (Collezione Mimì – profilato, 2015, oro e diamanti) che esaltano le arti del tessuto del gioiello: fili di oro purissimo che diventano gioielli o sciarpe. E ancora, “I doni di Cerere” di Jo Frascali per Cesari & Rinaldi Gemmai (2015, rubellite, tanzanite, granato mandarino), un trio di pietre, affiancate da un prototipo di design stampato in 3D, che rimandano alla dea del raccolto.

Chantecler Design Dept / Chantecler Capri presenta la Collezione Agrumi (argento dorato vermeil e smalto, giallo o arancio): i gioielli che ne fanno parte richiamano l’antica tecnica di smaltatura detta smalto cattedrale, o a vetrata, che non prevede nessun supporto risultando così trasparente. I gioielli sono realizzati in resina, un materiale innovativo e più resistente dello smalto tradizionale. Fope espone la Collezione Mia Luce – Flex’it in oro e diamanti, che nasconde nelle forme classiche della gioielleria una innovazione tecnologica che rende i gioielli elastici poiché nella trama della maglia sono celate microscopiche molle in oro.

Constantine Papadimitriou / Forevermark porta a Milano il bracciale “The Forever mark Cornerstones” in oro bianco e diamanti. Su questo bracciale il diamante rappresenta il legame amoroso, nutrimento per l’anima. La collezione Cornerstones, di cui il gioiello fa parte, richiama i quattro diamanti che contornano quello centrale.

Enzo Liverino 1894 è protagonista alla mostra con una Collana accodata di corallo moro (1994 – 2014, corallium japonicum) realizzata lungo un ventennio, conservando ogni anno la miglior parte di questo raro corallo giapponese, che per natura, presenta venature bianche. La particolare e meticolosa lavorazione fa sì che le sfere siano completamente rosse. Daniela Lombardi / Vendorafa Lombardi presenta la Collezione Orto prezioso (2015, oro giallo e bianco, diamanti bianchi e brown, rubini, peridoto, quarzo citrino, rodolite, smalto) realizzataa partire da vere foglie e con la tecnica antica della fusione a cera persa, i gioielli sono impreziositi da incisione a bulino, martellatura, smalto, taglio e incastonatura delle pietre.

Si chiama Aladino l’anello con cui Vhernier partecipa all’esposizione: oro rosa, madreperla grigia (Tahiti) e cristallo di rocca: forme astratte, ergonomico per la mano destra, normalmente priva di gioielli. Con questa pietra, estratta nelle Alpi, a Milano nel Cinquecento gli orafi Miseroni e Saracchi crearono oggetti che furono collezionati da tutte le corti europee.

Il Museo è aperto dalle ore 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30), chiuso tutti i martedì, biglietto (mostra + collezione permanente) 10 euro intero.


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