di


Ciges, il mondo della ricerca dialoga con le imprese: “Uniti per una regolamentazione del settore gemmologico”

Ieri a Napoli la prima giornata del IV Convegno di Gemmologia Scientifica. Oggi l’ultima sessione di studi presso il Real Museo Mineralogico

Unire le forze per far confluire le richieste del settore in una proposta unica e di rapida approvazione che regolamenti il comparto delle pietre preziose: è una delle proposte concrete emerse dal IV Convegno di Gemmologia Scientifica iniziato domenica a Napoli. Una giornata densa di contenuti, ieri, per le prime sessioni scientifiche presso la Camera di Commercio del capoluogo campano, per il congresso organizzato dal Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e dall’Università di Bari, con la collaborazione della Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Napoli e della Camera di Commercio di Napoli.

“Gemme: dalla identificazione alla tracciabilità. Problematiche gemmologiche, commerciali e legislative”: alla realizzazione del Convegno, di cui Preziosa Magazine è media partner, ha collaborato il Consorzio Promos Ricerche nella qualità di Sportello Camerale per la Promozione della Responsabilità Sociale d’Impresa. Tra gli sponsor tecnici, E-Motion, GemTech, Paolo Minieri, Masterstones, Gemmoraman, Medias, Arcogem. Numerosi gli aspetti affrontati rispetto al tema centrale intorno al quale sono stati costruiti gli interventi di operatori del settore, gemmologi ma anche studiosi. Proprio la confluenza tra le istanze del mondo imprenditoriale e quelle del mondo della ricerca è l’obiettivo ultimo del CIGES, giunto alla sua quarta edizione.

Dopo i saluti istituzionali – oltre al sindaco di Napoli Luigi de Magistris, a introdurre i lavori il presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni, il presidente del CNR Luigi Nicolais, il prorettore della Federico II Gaetano Manfredi, il vicepresidente della Regione Campania Guido Trombetti (nella foto d’apertura) – hanno dato il proprio benvenuto il presidente del Consorzio Antico Borgo Orefici Roberto de Laurentiis e il numero uno della Federazione Orafa Campana Giovan Giuseppe Lanfreschi: fin dai primi interventi è emersa la necessità di far dialogare gli operatori professionali e la formazione.

Da sinistra Paolo Minieri, presidente Gemtech; Roberto de Laurentiis, presidente del Consorzio Antico Borgo Orefici, e Giovan Giuseppe Lanfreschi, presidente della Federazione Orafa Campana

“Contenitori come il Convegno di Gemmologia Scientifica – ha spiegato Paolo Minieri, presidente di Gemtech, tra gli organizzatori del Cigesdevono diventare stabili: il Convegno è sempre più orientato verso la tracciabilità nell’ottica dei principi  etici e della tutela del consumatore”.

Eugenio Scandale, Professore dell'Università di Bari Aldo Moro

“Assistiamo a una crescente consapevolezza da parte di entrambi i mondi – ha detto Eugenio Scandale, professore presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ateneo coinvolto direttamente nell’organizzazione dell’iniziativa  – e della necessità di un confronto diretto. Non è un caso, tra l’altro, che il Convegno quest’anno si svolga a Napoli, luogo che coniuga una grande tradizione, culturale ma anche scientifica“.

Ad aprire la giornata di studi, Maria Rosaria Ghiara, professore alla Università partenopea Federico II nonché ‘anima’ dell’evento, che ha spiegato le premesse da cui è nata l’iniziativa e i motivi per i quali, quest’anno, la location prescelta è stata la città di Napoli.

La prima sessione scientifica è entrata nel vivo con l’intervento di Jeffery Bergman (Gemstone Specialist Primagem) che ha centrato il proprio contributo sulla tanzanite, svelando gli aspetti meno esplorati della gemma naturale e delle implicazioni connesse a questa pietra ‘giovane’: scoperta negli anni ’60, è stata a lungo commercializzata da Tiffany & Co. Bergman ne ha a lungo analizzato i trattamenti, specificando che quello termico – che consente alla gemma di ottenere la colorazione blu intenso che la caratterizza – è l’unico riconosciuto per la tanzanite.

Jeffery Bergman, Gemstone Specialist Primagem

“Galilei può essere considerato a pieno titolo il primo gemmologo della storia – ha spiegato Annibale Mottana, dell’Università di Roma Tre – grazie agli studi compiuti sulla bilancetta, che gli consentirono di determinare non solo il peso specifico dei metalli ma anche quello delle pietre. Si è trattato del primo dato quantitativo della letteratura gemmologica occidentale”.

Il contributo scientifico del Prof. Scandale è partito dalla necessità del settore di aggiornare le metodologie di classificazione delle gemme, anche attraverso tecniche come la topografia XRD effettuata su pietre provenienti dalle miniere di Argyle, in Australia, dal Sudafrica e dalla Yakutia. Il suo intervento è stato completato da quello di Anna Brajkovic, dell’Università degli Studi Di Milano Bicocca, che ha messo a confronto 60 diamanti provenienti proprio dalla miniera australiana e 10 estratti nella miniera russa.

Il tema della tracciabilità è stato introdotto dall’analisi di Valentina Grado, dell’Università partenopea L’Orientale. “Per catena di fornitura si intendono quelle attività svolte dal momento dell’estrazione fino alla fruizione da parte del consumatore – ha spiegato – e includono quelle problematiche che riguardano l’utilizzo di materiali preziosi per finanziare conflitti armati e giustificare repressioni politiche. Lo standard dominante, finora, è stato quello del codice di condotta adottato dai fornitori che devono adeguarsi a norme etiche: questo strumento, però, si è dimostrato insufficiente per la difficoltà nel produrre prove adeguate”. Secondo la prof.ssa Grado ci sono due tipi di responsabilità: una prima, che riguarda la mancata correlazione con conflitti e/o abusi; la seconda, più complessa, che riguarda l’impatto dei terzi con i quali un’azienda è in affari. “Il futuro – ha spiegato Valentina Grado – è nella progressiva vincolatività di queste regole”.

La prima sessione scientifica si è conclusa con il contributo congiunto di Paolo Minieri, presidente Gemtech, e Luisa La Via di Bulgari, a capo del Comitato Etico delle Gemme di colore istituito da Assogemme a maggio per rendere effettive le pratiche di responsabilità sociale d’impresa. “Una esigenza che chiede sempre più spazio – ha commentato La Via – e che in grandi aziende come Bulgari, ma anche Pasquale Bruni e Pomellato, ha già trovato una via di attuazione”.

Da sinistra, Luisa La Via di Bulgari, Paolo Minieri, presidente Gemtech e il Prof. Eugenio Scandale dell'Università di Bari Aldo Moro

Si è tornati sul versante tecnico-scientifico con l’intervento di Thomas Hainschwang, dei laboratori GGTL (Lichtenstein): il tema del suo contributo si è dipanato intorno a trattamenti dei diamanti sintetici, coltivati secondo le due tecniche dell’HTHP (alta temperatura  ed alta pressione) e alla meno diffusa CVD, in grado oggi di produrre anche diamanti monocristallini.

Da sinistra Thomas Hainschwang, dei laboratori GGTL (Lichtenstein), e Annibale Mottana, dell'Università di Roma Tre

Un excursus sul gioiello napoletano dal 1700 ad oggi è stato affrontato da Paola Giusti, della Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Napoli, tra le parure ricche di gemme del 1700 – pietre preziosissime montate per lo più in argento – e gli stili del 1800.

Un focus di approfondimento sulla rodonite, pietra caratterizzata dal colore rosa e presente anche in alcuni depositi italiani, è stato realizzato da Valeria Diella, dell’Università di Milano Statale, mentre la fotoluminescenza come strumento di analisi gemmologica è stato l’oggetto del contributo di Alberto Scarani, responsabile scientifico di Assogemme.

Alberto Scarani, responsabile scientifico di Assogemme

La seconda sessione scientifica, che ha preceduto la tavola rotonda prevista a chiusura della prima giornata, si è chiusa con l’intervento di Michele Macrì (Università di Roma La Sapienza) che ha esaminato le problematiche più comuni della professione di gemmologo, tra insidie del settore e indicazione più o meno univoca dell’origine delle gemme.

Hanno dato il via alla discussione finale che ha messo sul tavolo di discussione tutte le questioni ancora aperte legate alla gemmologia, in Italia e nel mondo, il presidente di Federpreziosi Giuseppe Aquilino, Adriana Maras dell’Università La Sapienza di Roma, e Luigi Costantini, gemmologo dell’IGI di Anversa. Accesa la partecipazione del pubblico nel mettere l’accento sulle urgenze del settore, come una regolamentazione in materia gemmologica.

Da sinistra: Giuseppe Aquilino, presidente Federpreziosi; Adriana Maras, dell'Università La Sapienza di Roma; Luigi Costantini, gemmologo dell'IGI di Anversa; Paolo Minieri, presidente Gemtech

Approvata alla Camera nel novembre del 2011, la proposta di legge che attualmente porta il nome dell’onorevole Donella Mattesini è attualmente ferma al Senato e l’instabilità politica del paese rende il percorso di approvazione ed entrata in vigore sempre più accidentato.  “La definizione di materiale gemmologico va resa più chiara – ha commentato Aquilino – soprattutto per evitare che si finisca verso l’estremo opposto. E’ interesse dell’intera categoria regolamentare il settore, ma occorre rapidità”. Oltre all’esigenza di una sempre più pressante formazione degli operatori, il presidente di Federpreziosi ha fatto appello anche al versante politico: “Siamo pronti e siamo uniti”, ha detto, chiudendo il suo appello con una raccomandazione all’onorevole Mattesini. “Sentiamoci e concordiamo una linea che sia la migliore possibile, così che il percorso di approvazione sia condiviso e veloce”.

Oggi i lavori riprendono, per l’ultima sessione scientifica, presso il Real Museo Mineralogico ubicato nel Complesso monumentale del San Salvatore in via Mezzocannone, a Napoli. Previsti, tra gli altri, gli interventi di Richard Hughes, il più accreditato studioso nel ramo dei corindoni e con una spiccata sensibilità verso le tematiche ambientali, Antonello Donini ed Elena Gambini del CISGEM di Milano.


1 commento

  1. […] suggestivo salone del Museo di Mineralogia la seconda e ultima giornata del Ciges, dopo il fitto calendario di ieri, ha preso il via dall’analisi di Antonello Donini, del Cisgem (laboratorio gemmologico della […]


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *