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Cielo, un Quinquennale! Però serio.

Chi non è più giovanissimo ricorderà senz’altro i piani quinquennali dell’Unione Sovietica, mitici strumenti di pianificazione economica che in genere funzionavano a singhiozzo: se si raggiungevano gli obiettivi della produzione di acciaio, per esempio, si fallivano quelli indicati nei settori del petrolio e del carbone o viceversa. C’erano sempre delle ottime ragioni a giustificare questo o quell’insuccesso; e in ogni caso le contestazioni provenivano solo da quei pochissimi che avevano in programma un soggiorno vitalizio nella fresca Siberia.
Ebbene, siccome il settore orafo italiano non si fa mancare niente, ora anche dalle nostre parti c’è un bel Piano Quinquennale (2011-2015). E’ un vero e proprio brivido della memoria quello che ci regala la Fiera di Vicenza ed è una cosa decisamente complessa (il piano, intendo dire, consultabile su www.vicenzafiera.it). Si prevede un investimento vicino ai 30 milioni di euro, c’è tantissima carne al fuoco: al presidente Ditri (nella foto) sono occorse quasi due ore per illustrare alla stampa internazionale la struttura e gli ambiziosi obiettivi del piano. Beh, giusto impegno: come dicono i più preparati, fare e non far sapere è come non fare. Peggio: è sprecare.
E allora, auguri sincerissimi alla Fiera di Vicenza, corredati di un sommesso invito: con il suo quinquennale molto serio vada dritta al bersaglio, perché cinque anni sembrano tanti ma sono poco più dell’intervallo fra un’olimpiade e un’altra. Pare ieri che Fidippide lasciava Maratona di corsa…


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