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Cibjo: l’ambiente è tra le prime preoccupazioni del consumatore. Nel 2013 attesa crescita del 5% in gioielleria

Emerge dall’indagine di una delle Commissioni della Confederazione mondiale che a maggio si riunisce a Tel Aviv

A poche settimane dal Congresso mondiale che si svolgerà dal 7 al 9 maggio a Tel Aviv, la Cibjo pubblica i risultati dei primi due studi compiuti dalle sue commissioni, quella Metalli Preziosi e quella Marketing e Formazione. In attesa dell’evento annuale previsto tra poco meno di un mese, dunque, la Confederazione mondiale della gioielleria ha reso pubblici gli abstract delle relazioni che saranno disponibili in versione integrale durante il meeting.

La Commissione speciale Marketing e Formazione ha rilasciato il report a firma del presidente Jonathan Kendall: l’impatto ambientale delle aziende, secondo lo studio, sarà una delle principali preoccupazioni dei consumatori nei prossimi anni. “Basta dare un’occhiata ai titoli dei giornali dell’anno appena concluso per comprendere le preoccupazioni dei consumatori – ha spiegato Kendall, nella foto a sinistra – per capire perché tante persone riconoscono come fondamentali le questioni relative all’ambiente. Nessuno può negare che la gestione dell’Impatto Ambientale di un’azienda è diventato un tema caldo nel mondo di oggi, soprattutto nelle opinioni delle donne tra i 15 e i 35 anni, un gruppo chiave di consumo nel settore della gioielleria”.

Il report fornisce anche le aspettative per il mercato rispetto al 2013, suggerendo che si prevede una crescita in positivo del 5 per cento grazie a una maggiore stabilità politica della Cina, una ragionevole crescita negli Usa e di un anno positivo per l’India.

Il secondo report pubblicato, quello a cura della Commissione Metalli Preziosi della Cibjo, esamina le modifiche legislative che interessano i settori di gioielli, orologi e articoli affini nell’ambito dell’Unione Europea e della Associazione europea di libero scambio. L’indagine condotta dalla commissione presieduta da Michael Allchin (nella foto a destra) descrive nel dettaglio la direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti, che ha lo scopo di garantire che i prodotti di consumo non creino rischi per la salute e la sicurezza, direttiva da applicare in assenza di norme comunitarie più specifiche nel singolo stato.

La relazione esamina anche l’estensione del REACH, il regolamento dell’Unione europea concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche, e in particolare di tutte le sostanze che contengono tossine (il riferimento, nello specifico, è alla tanto avversata norma sui nuovi metodi di calcolo delle soglie di nichel nei prodotti di gioielleria entrata in vigore lo scorso primo aprile anche in Italia) e, infine, la direttiva UE RoHS, nota anche come direttiva RoHS 2, che limita l’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.


1 commento

  1. […] i report pubblicati dalla commissione Metalli e Preziosi e da quella Marketing e Formazione, è stata la volta della […]


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