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Cibjo, la sostenibilità al centro del Congresso appena concluso

Dopo cinque giorni di lavori in Armenia, la Confederazione mondiale della gioielleria tira le somme sui prossimi appuntamenti e sugli obiettivi da raggiungere

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Si è chiuso il congresso 2016 della Cibjo, che per la prima volta si è svolto in un paese dell’Asia centrale: cinque giorni intensi di discussione a Yerevan, in Armenia, che hanno fatto il punto sui principali problemi del settore della gioielleria e delle gemme, oltre ad aver assistito alle sessioni delle sue commissioni speciali come quelle relative a diamanti, pietre colorate, perle, corallo, metalli preziosi e laboratori gemmologici. Un’edizione speciale dal momento che nel 2016 il CIBJO ha celebrato il 90esimo anniversario dalla fondazione.

Il Congresso CIBJO ha visto la partecipazione di circa 120 delegati provenienti da tutto il mondo, tra rappresentanti degli stati della CSI, tra cui l’Armenia, la Federazione Russa, Kazakistan e Kirghizistan. L’evento è stato ospitato dalla Armenian Jewellers Association. I meeting annuali sono il forum dei membri – attualmente, 87 associazioni nazionali del settore dei gioielli e delle pietre provenienti da 43 paesi.

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Da sinistra: Eduardo Escobedo, Executive Director del Responsible Ecosystems Sourcing Platform; Stephane Fischler, presidente dell’Antwerp World Diamond Centre; Andrew Bone, Executive Director del Responsible Jewellery Council; Ian Harebottle, presidente e CEO di Gemfields; Gaetano Cavalieri, presidente CIBJO

Il primo giorno del congresso si è concentrato soprattutto sui temi della responsabilità sociale d’impresa e della sostenibilità, con un grande numero partecipanti sia del settore sia della società civile, come, tra gli altri, Ahmed Bin Sulayem, presidente del processo di Kimberley e presidente esecutivo del Dubai Multi Commodities Centre; Andrey Zharkov, Presidente di Alrosa; Ian Harebottle, presidente e CEO di  Gemfields; Andrei Polyakov, presidente del World Diamond Council; Andrew Bone, direttore esecutivo del Responsible Jewellery Council; Stephane Fischler, presidente dell’Antwerp World Diamond Centre.

Durante il congresso, Moya McKeown ha assegnato un attestato a CIBJO per la scelta di ridurre le emissioni di gas serra convertendoli nel 2015 in crediti di carbonio (rendendo la Confederazione la prima associazione di categoria “carbon-neutral”) e lo stesso riconoscimento è andato anche a due società che fanno parte di un’iniziativa CIBJO – GECI e Osigem Srl di Milano. Tra gli highlights del Congresso, una sessione speciale organizzata dalla Commissione Gemmologica che ha esaminato il problema delle incongruenze nelle relazioni di laboratorio di gemme colorate prodotte da diverse organizzazioni, in particolare per il rubino “sangue di piccione” e lo zaffiro “Royal Blue.

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Da sinistra: Moya McKeown, di Carbon-Expert, con Gaetano Cavalieri, presidente Cibjo, e Francesca Manfredi, General Manager di GECI

A breve, inoltre, sarà rilasciato un aggiornamento della Commissione Perle; per quanto riguarda i diamanti, l’apposita commissione ha deciso di aggiungere nuove definizioni su trattamenti, imitazioni, ricottura, prodotti artificiali che non sono cristallizzati e pietre artificialmente cristallizzate. Criteri più uniformi saranno presentati anche relativamente alle pietre preziose, probabilmente durante il congresso 2017.

 


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