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Ciabatti (Federorafi): pronti per il 2019, il Giappone tra i paesi obiettivo

UN INNOVATIVO PROGETTO DI PROMOZIONE IN COLLABORAZIONE CON VICENZAORO; NUOVI PIANI PER IL GIAPPONE E LO STUDIO DELLE OPPORTUNITÀ CHE SI APRONO IN CINA DOPO L’APERTURA IN TEMA DI DAZI


Per Federorafi il passaggio di consegne tra il 2018 e il nuovo anno appena iniziato è ricco di attività


Un anno complesso, quello che si è appena chiuso, ma per la presidente Ivana Ciabatti non c’è tempo di fermarsi a guardare indietro: piuttosto, meglio rimboccarsi le maniche e programmare il prossimo futuro. La numero uno di Federorafi affronta così, a tu per tu con Preziosa Magazine, gli orizzonti del settore orafo tra conferme e nuove occasioni.


Ivana Ciabatti, presidente di Confindustria Federorafi

Come Federorafi, abbiamo sviluppato con l’Agenzia nuovi progetti sulla formazione con il Jewellery export Lab, coinvolgendo oltre 100 imprenditori


Anche il 2019 di Federorafi sarà all’insegna della collaborazione con Ice. Quali sono i punti chiave di questa sinergia?
“Proprio recentemente abbiamo avuto un incontro con ICE Agenzia per mettere a punto i programmi 2019 alla luce anche degli importanti risultati ottenuti negli ultimi anni dove, come Federorafi, abbiamo sviluppato con l’Agenzia nuovi progetti sulla formazione con il Jewellery export Lab, coinvolgendo oltre 100 imprenditori, sulla promozione con gli accordi con la GdO a partire dagli USA con oltre 560 aziende coinvolte e, di queste, ben 230 hanno acquisito nuovi clienti oltre atlantico e sulla comunicazione con l’avvio di uno studio per la realizzazione di una nuova creatività per la comunicazione del gioiello italiano. La collaborazione con ICE c’è sempre stata ma in questi termini e con questi risultati da circa tre anni, da quando, pochi mesi dopo il lancio da parte del MISE del “Piano Straordinario per il made in Italy”, come Federorafi abbiamo presentato un nostro “Progetto Integrato per l’Internazionalizzazione delle Imprese e dei Prodotti orafi – argentieri – gioiellieri Made in Italy” scaturito dal lavoro di un gruppo ad hoc Federorafi dedicato all’internazionalizzazione e formato dagli imprenditori delle diverse tipologie di impresa e di prodotto. Questa sinergia nasce innanzitutto dalla reciproca condivisione degli obiettivi e dal clima collaborativo che si è instaurato con l’Agenzia a tutti i livelli ed in tutte le Aree: formazione, promozione e comunicazione e, sono certa, che con il recente cambio ai vertici con il ritorno di Roberto Luongo come Direttore Generale, tutto proseguirà come prima (e se possibile meglio di prima) perché il nostro settore è in grado di portare in dote dei risultati oggettivi. Gli obiettivi sono molto semplici: promuovere il gioiello italiano; realizzare iniziative commerciali finalizzate all’incremental business; misurare i risultati. Queste le premesse di questa proficua sinergia che si è ulteriormente consolidata con l’accordo tra Federorafi e IEG per coordinare le azioni sull’internazionalizzazione riguardanti il sistema fieristico”.


Vetrina Gioielli-min


Si rafforza anche la cooperazione con Italian Exhibition Group, già a partire dalla prossima edizione di Vicenzaoro January.  Quali attività di incoming sono state già confermate e a quali attività si sta lavorando? 
“Oltre a una novità che sarà lanciata a Vicenzaoro January – il progetto “#PrimaVicenzaOro” che prevede delle nuove formule di selezione ed ospitalità dei buyer dell’alto di gamma nonché uno sforzo anche da parte degli espositori italiani affinché si realizzi un effetto moltiplicatore attraverso la presentazione a Vicenza delle prime collezioni dell’anno – con IEG abbiamo lavorato a un piano di comunicazione istituzionale (#TheExtraordinaryItalianJewelry) che è stato testato a VOD Dubai. Proprio l’evento di Dubai, che fin dall’inizio aveva raccolto le nostre perplessità, dall’edizione 2018 è stato oggetto di una prima rivisitazione concordata con IEG e ICE per preparare al meglio la presenza italiana in vista dell’EXPO 2020. Quanto a Vicenzaoro, con IEG abbiamo cercato di migliorare la profilazione dei buyer che vengono invitati in fiera attraverso una selezione fatta da ICE e IEG. Da parte nostra lavoriamo per proseguire anche nel 2019 con le missioni di acquisto collegate agli accordi con la GdO (USA). L’obiettivo è quello di poter fornire alle imprese con maggior anticipo gli elenchi dei buyer invitati e migliorare il monitoraggio della presenza in fiera di questi operatori”.


Nel 2019 entrerà in vigore l’accordo EPA di libero scambio tra UE e Giappone che azzererà i dazi anche nel settore del prezioso


Il Giappone figura tra i paesi target del piano gioielleria. Con quali iniziative?
“Esatto! All’inizio del 2018 abbiamo presentato a ICE il “Progetto Speciale Giappone” forti di queste premesse: innanzi tutto, nel 2019 entrerà in vigore l’accordo EPA di libero scambio tra UE e Giappone che azzererà i dazi anche nel settore del prezioso; in secondo luogo, nel 2020 il Giappone ospiterà le Olimpiadi. Infine, pur nelle attuali difficoltà economiche, il Giappone è un mercato di grande interesse per la gioielleria italiana che, però, nell’ultimo decennio ha perso rilevanti quote di mercato a vantaggio di produzioni non solo locali ma anche USA e francesi e non solo riguardanti i brand. Quindi abbiamo individuato un piano di azione graduale per un “nuovo” approccio al mercato e alla distribuzione nipponica che parta dall’analisi dello stato dei nostri competitor, dei distributori locali, delle modalità di vendita e di pagamento e, ovviamente del consumatore. Sulla base di questa analisi, che verrà svolta da 3 esperti giapponesi (area mercato, media e commerciale) e che verrà condivisa con il comparto attraverso delle giornate di informazione e formazione che programmeremo in primavera, avvieremo con ICE Agenzia un programma specifico sempre con l’obiettivo di permettere alle imprese italiane di approcciare o di consolidare o di incrementare il business verso il Giappone. Sottolineo il fatto che l’azzeramento del dazio verso il Giappone dovrebbe rappresentare il “turbo” per il nostro prodotto alla luce di quello che sta succedendo con il Canada dove l’accordo di libero scambio con l’UE ha già permesso nei primi 6 mesi del 2018 un incremento del 70% delle nostre esportazioni verso il paese nordamericano”.


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Dopo il China International Import Expo sono previste altre attività in Cina?
“La partecipazione di Federorafi al CIIE di Shanghai è stata molto utile ed interessante. Abbiamo accompagnato anche 8 imprese orafe dei 4 distretti italiani che hanno avuto modo di testare un evento che ha visto la partecipazione di quasi 900mila visitatori. Sull’area, oltre ovviamente alla collettiva di Hong Kong, avranno sempre più spazio ed attenzione le operazioni rivolte alla Cina continentale perché i segnali di apertura del mercato da parte del Governo cinese sono continui e ben motivati. Già la riduzione dei dazi dal 25/30% all’8/10% dello scorso luglio sono una conferma di come la Cina da Paese produttore stia diventando anche e soprattutto un Paese consumatore. Quindi per il 2019 e se saranno migliorate alcune criticità della prima edizione dell’evento di Shanghai sarà molto probabile una nuova e più articolata presenza del gioiello italiano al CIIE 2019”.


Quali sono i mercati chiave da osservare nel 2019 per intercettare l’interesse estero nella gioielleria italiana?
“Abbiamo messo a punto con Confindustria e con Confindustria Moda un panel di Paesi target. In ogni caso, per le motivazioni prima evidenziate, rimangono prioritari gli USA, il Giappone e la Cina. La Russia rimane ancora tra quelli più appetibili ma le sanzioni non aiutano. Ovviamente non sottovalutiamo gli altri Paesi UE (Germania in primis) mentre continuiamo a monitorare alcuni Paesi con grandi potenziali ma al momento non avvicinabili direttamente come l’Iran e alcuni Paesi africani”.


Ci aspettiamo anche dall’attuale Governo chiare indicazioni circa l’attenzione verso il settore manifatturiero e verso l’internazionalizzazione


Quali sono le prospettive per il gioiello italiano nel 2019?
“Innanzi tutto confido che nel 2019 vada a regime la programmazione della nuova creatività per il gioiello made in Italy che sta trovando grande apprezzamento nei test che stiamo effettuando anche per l’abbinamento dei nostri prodotti con i simboli dell’”Italian Life Style”. Questa azione, unitamente a quelle con la distribuzione internazionale (accordi con la GDO), l’avvio di nuovi progetti come quello rivolto al Giappone, le sinergie con il sistema fieristico (IEG) e con gli altri comparti del fashion (Confindustria Moda) dovrebbero aiutarci a dare ancora più possibilità alle nostre imprese di fare business e contrastare gli scenari non positivi che si stanno delineando sia sul mercato domestico sia verso alcune aree di esportazione. Ci aspettiamo inoltre anche dall’attuale Governo chiare indicazioni circa l’attenzione verso il settore manifatturiero e verso l’internazionalizzazione ridando slancio ad alcuni strumenti come “Industria 4.0” e trasformando il “Piano per il Made in Italy” da straordinario a ordinario! Stabilità, semplificazioni burocratiche e certezze normative sono le condizioni di base per continuare a fare impresa in Italia. La nostra creatività e il nostro “saper fare” prodotti belli e ben fatti che tutto il mondo ci invidia fanno il resto e completano il quadro di un Paese non piegato su se stesso ma ambizioso di mantenere e migliorare le proprie performances in molti settori come, appunto, in quello orafo, gioielliero ed argentiero. Buon lavoro e 2019 a tutti!”.


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