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Chiusura delle liti fiscali pendenti

Sull’ultimo numero di Preziosa avevamo dato notizia della possibilità di chiudere le controversie con il Fisco di entità inferiore a 20.000 euro. E’ uscita nei giorni scorsi una circolare dell’Agenzia delle Entrate che fornisce tutti i chiarimenti per usufruire di tale opportunità : vediamone i dettagli.

Quali sono le liti pendenti che si possono chiudere ?

Tutte le controversie in cui sia controparte l’Agenzia delle Entrate originate da avvisi di accertamento, sanzioni ed altri atti impositivi per le quali entro il 1° maggio 2011 sia stato notificato il ricorso agli uffici competenti e per le quali non sia intervenuta una pronuncia definitiva entro il 5 luglio 2011. In pratica, possono essere chiuse tutte le liti ancora pendenti o appellabili i cui termini di impugnazione non siano ancora scaduti.

Se il ricorso non è stato effettuato dal contribuente entro il primo maggio, anche se i termini di impugnazione erano ancora aperti a quella data, la lite non può essere conclusa. Tra le liti che rientrano in questo provvedimento vi sono anche quelle riguardanti i contributi al SSN, i crediti d’imposta per i quali il Fisco chiede la restituzione, le sanzioni collegate ai tributi. Non vi rientrano i contributi previdenziali ed assistenziali, i tributi locali, le sanzioni per l’impiego di lavoratori irregolari, il canone TV, il mancato versamento delle tasse automobilistiche, ed il diniego o la revoca di una agevolazione fiscale, quando non comportino la richiesta di maggiori imposte da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Come si calcola il valore della lite

Il valore massimo della lite è di 20.000 Euro; tale valore è dato dall’ammontare dell’imposta accertata oggetto di contestazione al netto di interessi e sanzioni, o, per le cause riguardanti gli atti sanzionatori, dall’importo della sanzione. Quindi, il valore della lite va calcolato senza tenere in conto interessi, more e sanzioni sui tributi non versati, per cui tali importi non possono contribuire a superare il limite di 20.000 Euro.

Inoltre, il valore della lite si calcola in base ai singoli atti oggetto di contestazione : ad esempio, una pluralità di avvisi di accertamento costituiscono altrettante liti autonome, anche se vengono impugnati con un medesimo atto. Invece, quando un atto impugnato comprende più tributi (per esempio, Irpef ed Irap) il valore della lite si calcola in base all’importo totale delle imposte oggetto di contestazione, e non ai singoli tributi.

Come si chiudono le liti

Le liti pendenti alla data del 1 maggio 2011 in ogni grado del giudizio che non siano state dichiarate inammissibili con giudizio definitivo, possono essere definite, a richiesta del contribuente, con il pagamento delle seguenti somme :
• 150 euro, per le liti di valore inferiore a 2.000 euro;
• 10% del valore se l’ultima pronuncia è stata favorevole al contribuente;
• 50% del valore se l’ultima pronuncia è stata favorevole all’Agenzia delle Entrate;
• 30% se non c’è stata ancora alcuna pronuncia sul merito o l’ammissibilità del ricorso.

La definizione si perfeziona con il versamento in unica soluzione (non sono previste rateazioni) dell’intera somma dovuta entro il 30 novembre 2011 e con la successiva presentazione in via telematica, entro il 2 aprile 2012, della domanda di definizione, compilando il modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate ed utilizzando il software appositamente predisposto che sarà reso disponibile per gli utenti registrati sul sito dell’Agenzia.
Il pagamento deve essere effettuato utilizzando il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, qualunque sia il tipo di tributo cui la lite si riferisce, con l’indicazione del codice tributo “8082”, denominato “Liti fiscali pendenti – Definizione ai sensi dell’articolo 39, comma 12, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98”.

L’omesso versamento dell’importo dovuto entro il 30 novembre comporta la decadenza della sanatoria. Il pagamento e la presentazione della domanda comportano l’automatica sospensione dei giudizi e dei termini sino al 30 settembre 2012, data entro la quale gli uffici devono comunicare al contribuente l’accoglimento ovvero l’eventuale diniego della definizione. Tale sospensione non comprende però l’esecutività dell’atto impugnato, la cui efficacia può essere sospesa solo dalla Commissione Tributaria Provinciale.

Le somme eventualmente versate sulla base di iscrizioni a ruolo provvisorie effettuate in pendenza di giudizio sono scomputabili dagli importi dovuti per la definizione della lite; se le somme già versate eccedono l’importo dovuto per la chiusura della lite, non occorrerà effettuare alcun versamento. Si potrà richiedere il rimborso delle somme in eccedenza solo se l’Agenzia delle Entrate sia risultata soccombente sulla base dell’ultima o unica pronuncia non definitiva emessa e se il valore della controversia sia superiore a 2000 euro.


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