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Chimento Gioiellieri ammessa al concordato preventivo

La decisione del tribunale di Vicenza riguarda la società Vi.Manufatti (già Chimento Gioiellieri, ora in liquidazione): l’adunanza dei creditori fissata per febbraio 2017

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Si aggiunge un nuovo tassello alla storia di Chimento: il Tribunale di Vicenza ha ammesso al concordato preventivo la società Vi.Manufatti (già Chimento Gioiellieri, ora in liquidazione), fissando l’adunanza dei creditori per il giorno 12 febbraio 2017. Nella predisposizione del piano di concordato la società è stata assistita da Marco Greggio, dello studio GDLegal di Padova, e dall’advisor Gianluca Vidal di Mestre. A fine settembre, i sindacati avevano lanciato l’allarme in merito alla scadenza, ormai prossima, della cassa integrazione stanziata per 73 dipendenti.

La società Vi.Manufatti esercita attività di produzione e commercializzazione di articoli di oreficeria e gioielleria ed è proprietaria del marchio Chimento. Nel 2006 la società fatturava quasi 60 milioni di euro e contava su circa 200 lavoratori dipendenti. La crisi finanziaria dei mercati internazionali, nonché le sanzioni economiche introdotte nel 2014 dall’Unione Europea nei confronti della Russia (uno dei principali mercati per il marchio Chimento) e l’aumento dei prezzi dell’oro hanno provocato la crisi della società.

Chimento ha così presentato un piano concordatario che prevede, a fronte di un attivo di circa 15 milioni di euro e di un passivo di circa 25, la continuazione indiretta dell’attività inerente al marchio e la cessione degli asset, con la soddisfazione integrale dei creditori prededucibili e privilegiati, nonché il pagamento dei creditori chirografari nella percentuale stimata del 41%.


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