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Chiedo bianco, chiedo nero

I dettaglianti sono in fibrillazione. I compro oro continuano a fiorire e, sembra, a creare problemi. Alla fine di Maggio dovrebbe entrare in vigore un decreto legge antiriciclaggio, che impone ai gioiellieri di identificare, registrare e “denunciare” al fisco chi fa acquisti per un importo pari o superiore ai 3.600 euro, IVA inclusa. Lei quanto vuole spendere? Mah, sui cinquemila… Favorisca i documenti. Ne derivano curiose e contraddittorie incombenze per chi rappresenta il dettaglio prezioso: da una parte (compro oro) si invocano regole più severe, raccomandando la registrazione dei dati fiscali del venditore; dall’altra (antiriciclaggio) si chiedono procedure più semplificate, perseguendo l’abolizione dell’identificazione. Non è il nostro mestiere, dicono i dettaglianti (e non solo gli orafi), quello dei guardiani del fisco. Lo Stato dovrebbe provvedere in proprio e prendersi il disturbo di controllare almeno ciò che già è agevolmente verificabile, per esempio i pagamenti con carta di credito, con assegni, con sistemi di credito al consumo e via dicendo. A forza di chiedere contemporaneamente bianco & nero, riuscirà la Federdettaglianti di Aquilino a evitare ogni forma di con-fusione? Il sì è dato alla pari, il no paga bene. Qualche suggerimento?


4 commenti

  1. Francescodh says:

    Grazie Roggini di curare questo BLOG.
    E’ spero che questa norma venga rintuzzata in un cassetto o perlomeno se lo stato ha bisogno di contrastare il riciclaggio e l’evasione, utilizzi gli strumenti di cui già dispone senza penalizzare categorie e settori ind. che in questo momento stanno vedendo i Sorci Verdi che non avevano mai visto prima.
    Ciao a tutti, Francescodh


    • Gianni Roggini says:

      Caro De Honestis, prima di tutto, grazie! Sono anch’io dell’avviso che la norma sui 3600 euro debba finire in un cassetto molto profondo. Mi conforta il fatto che organismi di rappresentanza del settore si stiano attivando per far sì che a protestare non sia un’unica categoria (per esempio, i dettaglianti orafi), ma la globalità delle categorie interessate, dall’Assorologi agli antiquari. Un cordialissimo saluto.


  2. Francesco De Honestis says:

    Caro Roggini, é da qualche giorno che un pensiero non mi lascia pace, non riesco a capire come la società Tiffany abbia potuto ottenere la deroga alla LICENZA a poter vendere, nel suo temporaneo negozio di Natale in piazza Duomo.
    Avrà mica preso una licenza da ambulante?
    (Sinora i colleghi in varie manifestazioni “In Piazza” per esempio OTTAGONO, più che esporre non potevano)
    In effetti se così fosse, mi ha dato un’idea, mi doto di tal licenza , è munitomi di un mezzo rigorosamente ibrido scorrazzerò per il centro a piazzarmi dove mi garba.
    L’insegna sarà, “non solo caldarroste”, che poi con il prezzo che hanno, faccio concorrenza pure a loro!
    Ciao Francesco.


    • Gianni Roggini says:

      Attenzione, caro de Honestis: sembra che qualcuno l’abbia preceduta. Mi dicono che a Milano, in zona Magenta, signore elegantemente vestite “scorrazzino” a bordo di una sorta di Ape speciale (esiste un’Ape ibrida?) e sostino in punti strategici per vendere con sconti fortissimi abiti vintage, maglioni di cachemire e affini. Le suggerirei d’informarsi per poi, eventualmente, aderire al gruppo. Credo che vi sia una certa carenza di gioielli e gioiellieri. Anche di caldarroste. Buon lavoro (da ambulante). E non dimentichi di far sapere che un tot per cento dell’incasso va in opere di carità.


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