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Chiara Bcn, “piccola imprenditrice di sogni femminili”

Materia moltiplicata, di cui rimane traccia nella memoria per sempre. Tradizionale e contemporaneo si fondono nei gioielli di CHIARA BCN, rivelando personalità e instaurando una profonda complicità con chi li indossa. Nelle creazioni della giovane architetto designer Chiara Passa, che unisce al proprio nome la sigla della città cosmopolita per eccellenza, Barcellona, si ricerca la sperimentazione materica tra argento e argento dorato antichizzato, in forme irregolari, piene o vuote, lisce o martellate, con volumi azzardati frutto di una lavorazione completamente artigianale dal design estremo e singolare.

Oggi, due le linee che parlano della capacità dei gioielli CHIARA BCN di creare eleganza e poesia. “Marrakech”, ispirata al dualismo dei colori oro e argento declinati in frammenti di leghe metalliche martellate e antichizzate: le forme dei gioielli di questa linea nascono come disegni e decori mudejar-arabi con influssi cosmopoliti. Linee equilibrate ed armoniche, dalle iniziali punzonate bombate su grossi bracciali, alle intere composizioni di lettere dell’alfabeto fino ai più semplici cerchi o smerli che danno vita a vere e proprie microsculture. L’ispirazione culturale ed antica di questi gioielli è evidente, eppure ad indossarle sono donne dinamiche, ben inserite nella city, colte ed intellettuali.

Non è soltanto il Nord Africa ad ispirare il lavoro artigianale di Chiara che ama definirsi una “piccola imprenditrice di sogni femminili”. La collezione “Catene e perle”, infatti, nasce dalla passione per le perle polinesiane keishi. Il paradiso tropicale che ha ispirato in passato scrittori e artisti è infatti una seconda patria per la designer, che fa rivivere l’arcipelago nei suoi gioielli. La ricerca, questa volta, ruota attorno alla materia prima, alla sua rinnovata interpretazione che parte dalla forma presente in natura. Orecchini, bracciali, collane in argento passivato che non ossida all’aria, che giocano ancora una volta sul contrasto tra grezzo e lavorato, tra opaco e lucido. Un gioco di opposizioni che parla da sé: proprio quello che Chiara Passa chiede, senza velleità, ai suoi gioielli.


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