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Chi ben comincia…

Lungi dal vedere una qualsivoglia connessione tra la nascita che la comunità cristiana festeggia a fine Dicembre e quella del Museo del Gioiello nella vicentina Basilica Palladiana prevista proprio per il giorno 24, il fatto è da considerarsi quanto meno benaugurante. Quello che è stato presentato come “il primo museo in Europa e uno dei pochi nel mondo completamente dedicato all’arte orafa e gioielliera” contribuirà sicuramente a rendere ancora più attraente e visitato quello che è di per sé un gioiello: un gioiello di architettura dichiarato patrimonio culturale dall’UNESCO.

Un elegante scrigno che ogni ventiquattro mesi rivelerà “tesori” differenti, proponendo oggetti nuovi, se pure sempre inseriti in nove stabili filoni tematici.

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Prestigiosi i patrocinatori, prestigiosi gli ideatori, gli organizzatori, i dirigenti, i curatori. Ci sono tutti gli ingredienti potenziali per far ben sperare nel risultato finale di dare al pubblico la percezione, nella sua completezza, di cosa sia il mondo del gioiello, soprattutto quello italiano: ne hanno veramente bisogno coloro che in Italia lo “disegnano”, lo producono (anche per poi fargli prendere le strade del mondo sotto l’insegna di prestigiosi marchi internazionali), lo vendono. E forse si riuscirà anche a far comprendere la differenza tra gioielli e ornamenti. Perché se è pur vero che le contaminazioni tra i vari settori sono inevitabili e vitali dal punto di vista dello sviluppo socio-culturale, è il caso di non dimenticare che esistono specificità ed implicazioni anche di carattere economico che sarebbe imprudente dimenticare.


1 commento

  1. marco P says:

    ho appena visitato il museo, colpevolmente, dato che ho pure dato in prestito un pezzo piccolissimo , ma interessante per quel che rappresenta. museo è bello per quello, presenta un’ambia panoramica di quello che che il gioiello è stato, è, e forse sarà, con la preziosa partcipazione di un importante sponsor finalmente l’italia ha un mseo dedicato solo ad uno dei punti forti del bel paese, senza contare poi le altrettanto interessanti mostre temporanee


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