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Chantecler. Costanza Aprea: “Siamo nati in un’isola inno di bellezza e i nostri gioielli si ispirano al suo stile”

Nel 1947 con Salvatore Aprea e Pietro Capuano, i fondatori della prima gioielleria dell'Isola Azzurra, la maison si impone come icona dell’autentico esprit caprese

Costanza Aprea, Vice Presidente Chantecler

Finanche le lucertole non vestono il solito verde ed esibiscono un azzurro mare, in tono con quello ancora più magnetico della celeberrima grotta.

Qui niente riflette il comune pensiero ed il valore della diversità è disarmante. Tutto è lontano dall’ovvio ed il turista si arrende al mai visto prima con partecipazione vibrante, portando con sé un richiamo intimo, indelebile.


Questo scoglio disegnato dal vento e dalle onde del Tirreno sul profilo di una donna distesa al sole, magari una sirena, è l’antitesi della metropoli e al contempo dell’idea stessa di isola. Lingue, idee, vezzi e usanze planetarie confluiscono in un armonico accordo.

Pietro Capuano con i suoi ospiti è stato protagonista di una Capri internazionale e mondana

Tutto è possibile, anche l’inimmaginabile, come ragionare di politica con Henry Kissinger, consigliare alla divina Callas il gioiello giusto, avere confidenza con Jackie Kennedy…, gesti della quotidianità di Salvatore Aprea, già avviato dalla famiglia al commercio di coralli preziosi, e del protagonista della stravagante vita caprese Pietro Capuano soprannominato Chantecler (come il galletto della favola di Rostand che annuncia felice il giorno che arriva, poi stilizzato di diritto nel logo del marchio), i fondatori, nel 1947, della prima gioielleria dell’isola che da subito si imporrà come icona dell’autentico esprit caprese: gioielli per loro natura eccentrici, preziosi, mai manifesto di ricchezza.

Pietro Capuano, animatore della Dolce Vita caprese

Questa innata gioia di vivere diventerà la colonna sonora della dolce vita caprese, ereditata dai fratelli Maria Elena, Costanza e Gabriele Aprea (Presidente del Club degli Orafi) insieme a sua moglie Teresa, che vanno ancora nel solco della medesima unicità magnetizzando il jet set mondiale e chiunque sia alla ricerca dei valori veri del Made in Italy.

Ma oggi che sembra inarrestabile la corsa al gioiello moda, quanto è ancora forte l’idea di gioiello prezioso?
La risposta di Costanza Aprea è racchiusa in una sola parola: “Creatività”. Supportata dall’eccellenza dei materiali e dalla perfetta lavorazione, è il requisito sostanziale per sfidare il tempo. La creatività fa la differenza. Mentre il mondo recupera il vecchio, Chantecler crea, perché un gioiello deve attrarre anche dopo nel tempo.


Fin dove la cifra stilistica del brand si concede per assecondare i gusti?
“Capri rappresenta per Chantecler l’origine di tutto. A Capri tutto dialoga perché è l’isola della libertà, delle contaminazioni e delle contraddizioni che Chantecler ha fagocitato, ha valorizzato facendone uno stile anticonvenzionale che ha scardinato i punti di riferimento della gioielleria invitando ad esprimere se stessi, con ironia, con raffinatezza, con esplosioni di fantasia.  Siamo figli di genitori visionari e i loro valori continuano a guidare il nostro lavoro e le nostre vite. Assecondare i gusti non è il nostro modo di operare e se la nostra campanella porte-bonheur, tra stupefacenti mutazioni, ha festeggiato il 75esimo compleanno scivolando nella mitizzazione…, ci sarà più di un perché.”

Che spazio dedica Chantecler alla sostenibilità?
“L’abbiamo per valore, per nascita. Mia mamma ci preparava la spremuta unicamente con arance capresi, un chilometro zero ante litteram.”

Nella vostra produzione una menzione speciale la merita cosa?
“Chantecler ha fatto sì che dalla Marinella al pezzo one of a kind mettessimo lo stesso impegno, la stessa attenzione. Andiamo dritti secondo un codice estetico che dispone di estro e di talento, di mestiere e di passione ma prima ancora di un’autorevolezza culturale lontana dagli stereotipi, per questo ogni gioiello merita una menzione speciale.

 

La origini dell’iconica Campanella della Maison

 

Modello Originale della Campanella di Capri realizzato dallo scultore Giuseppe Di Pietro e conservato alla Franklin D. Roosvelt Presidential Library and Museum di New York, raffigurante San Michele che schiaccia il demonio e l’allegoria di putti che rovesciano una cornucopia

La riproduzione della campana in bronzo che Pietro Capuano donò nel Natale del ’44 al Presidente Franklin Delano Roosevelt, per festeggiare la fine della Seconda guerra mondiale, può dirsi l’incipit della felice storia del brand.

La consegna della Campana al Presidente Franklin Delano Roosevelt

Sul modello originale, infatti, furono realizzate deliziose miniature scelte poi come portafortuna dagli ufficiali e dai piloti dell’aviazione militare americana di stanza a Capri, un oggetto beneaugurante che negli anni della Dolce Vita conquistò nobiluomini, letterati, dive, blasonati e mogli dei tycoon dell’industria internazionale, tra loro una giovanissima Ingrid Bergman in viaggio di nozze.

Su questo successo, nel ’47 Pietro Capuano e Salvatore Aprea inaugurarono la prima gioielleria dell’isola che ebbe tra i suoi simboli proprio la campanella, un porte-bonheur che negli anni è diventato un vero pezzo da collezione.

www.chantecler.it

 

 

Chantecler: Costanza Aprea” We were born and raised on a beautiful island and our jewellery is inspired by its lifestyle, the freedom to be oneself, and the joy of living”

Even the lizards are not in their usual green, and our pieces depict the sea in that mesmeric shade of the famous blue cave. Nothing here matches our accepted concepts and the difference is very disarming. Everything is far from the obvious, and the visitor takes this new viewpoint on board with a feeling of excitement and a deep sense of belonging. Even the unimaginable is possible, like arguing about politics with Henry Kissinger, advising Maria Callas on the right jewellery, or sharing secrets with Jackie Kennedy. These were episodes in the daily life of Salvatore Aprea – already launched into the fine coral business by his family, and of that exponent of the extravagant Capri lifestyle, Pietro Capuano. Together, in 1947, they started the first jewellery workshop on the island, which soon became a symbol of the true spirit of Capri.

This zest for life became the soundtrack for the island’s dolce vita, inherited by Maria Elena, Costanza and Gabriele Aprea (President of the Goldsmiths Club) together with his wife Teresa. Now they follow the same very special path, attracting the world’s jet set and anyone in search of the true value of Italian craftsmanship.

But now that the race for fashion jewellery appears unstoppable, how powerful is the concept of fine jewellery? Costanza Aprea’s answer was summed up in one word: “Creativity”. With help from top-quality materials and excellent workmanship, this is the way to challenge the passing of time. Creativity makes all the difference. While the world recoups what is old, Chantecler creates, because an item of jewellery must be both attractive and timeless.

To what extent does the brand’s particular style allow you to satisfy all tastes?
Capri is the origin of everything for Chantecler. Everything relates in Capri because this is the island of freedom, and of the many influences and contradictions that Chantecler has absorbed and made use of in its unconventional style: a style that has undermined the usual tenets of jewellery design, by allowing this art to express itself with irony, style and bursts of creativity.

How much does Chantecler focus on sustainability?
It is a value we were born with. My mother used to make juice using only Caprese oranges, so picked right near our front door.

Which of your products deserves a special mention?
Chantecler gives the same commitment and attention to our Marinella line and a one-off piece. We follow an aesthetic code that involves flair and talent, craftsmanship and dedication, but above all a cultural originality devoid of any stereotypes. For this reason, all our pieces deserve a special mention.  

 


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