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Cavalieri (Cibjo) al fianco delle Fiji per il commercio sostenibile delle perle

Il presidente della Confederazione mondiale della gioielleria ha partecipato alla Conferenza degli Oceani offrendo sostegno al piano per un’industria sostenibile

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Da sinistra: Justin Hunter, presidente della Fiji Pearl Association; Gaetano Cavalieri, presidente di CIBJO, Il ministro della pesca Fijian Semi Koroilavesau; il Primo Ministro delle Fiji Frank Bainimarama

Fronte comune per il commercio sostenibile delle perle: anche Gaetano Cavalieri, presidente di CIBJO, è entrato a far parte di una delegazione di alto livello della Repubblica delle Fiji, guidata dal primo ministro del paese, Frank Bainimarama, alla Conferenza degli Oceani alle Nazioni Unite, per definire e promuovere lo sviluppo di un settore agricolo nelle isole. Il progetto si adopererà per realizzare l’obiettivo 14 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, relativo alla salute degli oceani, dei mari e degli ambienti marini, nonché a fornire opportunità economiche e sostenibili ai cittadini del paese.

Tra i membri della delegazione, che hanno presentato il progetto in occasione della conferenza ufficiale sull’Oceano, anche il ministro della pesca Semi Koroilavesau e Justin Hunter, presidente della Fiji Pearl Association, con la quale CIBJO ha lavorato per elaborare un piano per lo sviluppo di una comunità industriale di allevamento che possa migliorare l’efficacia delle aree marine gestite localmente, della gestione integrata delle coste e dei programmi di gestione del territorio e del mare, creando nel contempo opportunità significative per generare occupazione e reddito tra le comunità coinvolte.

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La Conferenza degli Oceani, che è co-ospitata dai governi delle Fiji e della Svezia e coincide con la Giornata mondiale degli Oceani, mira a promuovere la conservazione e l’uso sostenibile dell’ambiente marino, invertendo il declino della salute degli oceani e dei mari della terra. Il piano fijiano propone lo sviluppo di aziende di perle di proprietà della comunità, offrendo opportunità per i villaggi costieri e soprattutto per le donne e i giovani. L’ostrica delle Fiji è ufficialmente classificata come specie indicatrice ed è nota per essere sensibile all’ambiente. Qualsiasi declino della qualità dell’acqua ha un impatto diretto sulla salute delle ostriche, riducendo la qualità della perla prodotta. Quindi, per garantire la redditività economica del progetto sono necessarie rigorose norme ambientali responsabili.

“C’è un settore dell’industria della gioielleria, dove sia il prodotto sia le attività connesse sono potenzialmente sostenibili, ed è quello delle perle coltivate – ha detto Cavalieri nel suo discorso alla riunione -. A differenza di una miniera, che ha una durata di vita finita, una coltivazione di perle può continuare a produrne a tempo indefinito, a condizione che sia gestita con responsabilità. In altre parole, abbiamo un bene che può essere rinnovato e sostenuto, che a sua volta può agire come fonte di opportunità economiche e sociali sostenibili. Il partenariato pubblico-privato che viene proposto nelle Fiji è un esempio di quello che un’industria di perle di successo può aspirare a raggiungere”.

 


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