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Cataloghi on-line, finalmente pronti per l’iPad

Forse l’iPad è entrato nelle case di molti di noi giusto per curiosità. Intanto lo compro, poi verrà equipaggiato con qualcosa di utile e comunque ho le e-mail a portata di mano. Molti hanno fatto il cosiddetto ‘salto di mentalità’ riuscendo a non considerarlo un PC portatile in miniatura, ma un oggetto tecnologico adatto ad altro e soprattutto fatto per agevolare la vita in rete. Chi ha provato a introdurlo in azienda più di una decina di mesi fa si è però probabilmente accorto subito che un oggetto pensato per mantenerci sempre connessi riusciva a tradire sul più bello, e magari in presenza di un cliente che si sarebbe voluto stupire con un gioiello di efficienza e raffinatezza tecnologica: un classico per tutti, bellissime immagini di preziose creazioni piantate lì sullo schermo, incapaci di andare avanti o indietro a causa di un’inopportuna e irrimediabile ‘assenza di campo’. Ancor peggio, poi, se il protagonista della figuraccia era un collaboratore della forza vendita. Progetto abbandonato.

Oggi, però, la funzionalità dei tablet per quanto riguarda lo sviluppo di cataloghi di prodotto elettronici è decisamente migliorata rispetto a pochi mesi fa e i vantaggi offerti dalle numerose soluzioni presenti sul mercato sono davvero notevoli. Il catalogo su iPad o altri tablet può anche non sostituire completamente il catalogo cartaceo o il campionario, ma ne costituisce un importante e sempre più indispensabile completamento.

In secondo luogo, la possibilità di funzionare off line, cioè in assenza di connessione internet o cellulare, lo rende estremamente efficiente in qualunque momento. Gioielli e prodotti possono essere presentati in modo attraente e coinvolgente, gli ordini vengono gestiti in tempo reale (oppure salvati subito e trasmessi non appena una connessione è disponibile), i campionari eliminati o, comunque, ridotti con minori rischi per la sicurezza. Il catalogo è costantemente aggiornato con grande risparmio di costi.

La maggior parte delle App (così si chiamano i programmi dedicati ai tablet e iPad) sviluppate da aziende specializzate in soluzioni IT e software per aziende, presuppongono l’esistenza di un software gestionale ben organizzato così da consentire un controllo rapido ed efficiente di tutte le attività dell’azienda: dalla produzione alla gestione degli ordini e delle vendite. Spesso, però, questa non è la realtà: ad esempio, il magazzino è spesso gestito con semplici fogli Excel. Ecco, allora, che prima di pensare al catalogo elettronico per la forza vendita, occorre compiere uno sforzo di riorganizzazione e dotarsi di un software gestionale, passo che risulterà senza dubbio premiante. Si tratta, oltretutto, di una scelta obbligata se in futuro si deciderà di avviare un’attività di e-commerce. Rivolgersi a un fornitore che sia in grado di seguire l’integrazione dei diversi sistemi sarà quindi molto importante.

Se vogliamo che il catalogo e più in generale qualunque strumento informatico – funzioni, ovvero ci dia delle risposte e delle garanzie, è necessario che queste informazioni vengano prima di tutto fornite al sistema” spiega Marco Carboni dell’azienda Flexline di Arezzo. “L’impostazione e il corretto aggiornamento dell’anagrafica è fondamentale, soprattutto oggi che si lavora con singoli pezzi, o con numerose varianti dello stesso prodotto: le informazioni devono essere dettagliate, precise e complete. Sia che si intenda realizzare un catalogo per il pubblico sia destinato alla forza vendita, o entrambi. In quest’ultimo caso, la piattaforma di gestione potrebbe essere unica ma con diversi livelli di accesso alle informazioni (ad esempio codici prodotto e prezzi)”.

Ma a cosa servono tutta questa efficienza e velocità in un settore a tendenza ‘lenta’ come quello orafo, in cui la merce non si vende proprio come caramelle?

“La velocità dell’informazione, oggi, è più di un dato di fatto. È un cambio di marcia con cui dobbiamo fare i conti, meglio familiarizzare al più presto. Essere in grado di fornire dati, informazioni, immagini – magari in 3D e animate – sui propri prodotti in modo immediato e affidabile diventano elementi determinanti nell’affrontare nuovi mercati che non ci superano solo per disponibilità di forza lavoro, ma anche per orientamento positivo nei confronti delle tecnologie”. Per inciso, il signor Carboni ha risposto gentilmente alle mie domande via Skype da Hong Kong intorno alle 23.30 ora locale, contattandomi pochi minuti dopo aver letto un mio messaggio.

Come affrontare un progetto di riorganizzazione apparentemente così complesso?

“Attenzione a valutare bene le risorse. L’importante è cercare di aver chiaro, prima di cominciare, il risultato che si vuole ottenere. Con l’aiuto di consulenti, se necessario, per valutare le effettive esigenze e tutte le implicazioni cercando di scendere nei dettagli. Le soluzioni, poi, esistono nel senso che il mercato si sta ampliando: nella maggior parte dei casi le aziende non hanno bisogno di sistemi completamente ad hoc, ma esistono piattaforme assolutamente efficienti e affidabili che possono essere in parte personalizzate”.

Alessandro Bertoni, IT consultant della Relifeit di Udine, incubatore tecnologico in ambito web, digitale e new media ha affiancato in questo tipo di progetti diverse aziende orafe, sottolinea l’importanza di una corretta valutazione del sistema gestionale dell’azienda. “Qualunque sia il formato di partenza – anche i file Excel cui si è accennato sopra – è possibile costruire un database adeguato che possa essere portato efficacemente on-line e sincronizzato con le applicazioni. Un notevole ulteriore vantaggio che queste soluzioni offrono è quello di aiutare a ridurre gli errori, ad esempio, bloccando l’utente in caso di associazioni codice-prodotto o scelta varianti scorrette (in alcuni casi il tasso di errore umano nella fase di compilazione dell’ordine raggiunge circa il 7%). Quando l’applicazione è ben studiata, la facilità di utilizzo è estrema, tanto da non richiedere alcuna formazione”. E, infine, attenzione al partner. Rispetto a quanto accade per i siti web, i sistemi operativi e i software per devices mobili sono in evoluzione ancor più rapida: chi vi supporta nel progetto vi dovrà affiancare per molto tempo e mantenere i sistemi costantemente aggiornati


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