di


Capitani Coraggiosi ovvero dell’elogio del cannocchiale e del timone

A occhio, ci siamo. Vorrei sbagliare ma mi sa che il vento sta cambiando.

Stamattina ho letto una statistica di Eurostat “le vendite del commercio al dettaglio dell’area Euro hanno subito nell’ultimo mese del 2018 il calo mensile più forte da oltre 10 anni a questa parte: un -1,6%” con un bel -4,3% in Germania” che non è proprio un bel segnale. Il vento sta cambiando.

Come reagirà il settore della gioielleria? Vicenza, nonostante una forte crescita delle presenze di visitatori stranieri (fonte: Il Sole 24 Ore) non sembra aver lasciato ricordi indimenticabili sul piano delle vendite e comunque non ti mancano certo i segnali di un “clima” che sembra andar deteriorandosi.
Si perché, magari nessuno se n’era accorto, ma le cose, prima, stavano andando bene.
Non so se hai già visto l’articolo de Il Sole 24 Ore del 30 gennaio, ma c’era scritto che l’Istat ha certificato che tra gennaio e settembre 2018 “la produzione e il fatturato del settore dell’oreficeria e bigiotteria sono rimasti in crescita (…) dopo gli ottimi ritmi registrati nel 2017”. Nell’articolo si parla di un calo delle esportazioni ma rispetto ad un 2017 da incorniciare e di una crescita che riguarda, in maniera contro-intuitiva, più il prezioso (+ 6,1%) che non il bijoux (+ 4%).

Ora la domanda che ti pongo è la seguente: “ma se il settore elevava fiere lamentazioni quando le cose, cifre alla mano, andavano benino, ora che potremo, forse, assistere ad un rallentamento della domanda …cosa succederà?”.
Potresti rispondermi semplicemente: “nulla, non cambierà nulla: ci si lamentava prima e ci si lamenterà adesso”.
Un’altra possibile risposta, ancora più radicale, potrebbe essere: “nulla, non cambierà nulla, Istat o non Istat i negozi erano vuoti prima e resteranno vuoti adesso, stiamo assistendo alla lenta e graduale fine della gioielleria italiana”.

CAPITANI CORAGGIOSI, NON SOLO CANNOCCHIALE E TIMONE

Ora, visto che fermarsi a bagnare di lacrime il marciapiede prospicente l’ingresso del negozio e/o dell’azienda mi sembra poco elegante e poco produttivo vorrei proporti un’alta risposta: “nulla, non cambierà nulla, ci siamo oramai abituati a mercati fluidi in perenne trasformazione che premiano la resilienza e puniscono l’immobilismo e la passività”.

Non ricordo se ne abbiamo già parlato ma la resilienza sarebbe la caratteristica di chi riesce a crescere non nonostante le difficoltà, ma grazie alle difficoltà.
E se le difficoltà non dovessero mancare, chi si è abituato a cercare opportunità nelle pieghe del cambiamento saprà come trarne profitto e profitti. Chi non ha saputo cogliere ed interpretare i segnali del cambiamento, chi non ha avuto la voglia o la forza di mettersi in discussione, non farà che accelerare il proprio declino.
Insomma è ancora l’ora dei “Capitani Coraggiosi”. Ora, mentre scrivo, non sono sicuro che il Direttore possa pubblicare un’immagine, sai magari ci sono problemi di diritti o altro, ma se avesse potuto farlo, dovresti vedere la locandina di un film ispirato proprio a “Capitani Coraggiosi”, un’opera di R. Kipling, lo stesso de “Il libro della Giungla”, lo stesso di “If” una poesia che probabilmente già conoscerai, in caso contrario suggerisco davvero di scaricarla qui .

La locandina mette in evidenza due degli strumenti chiave per un “Capitano Coraggioso”: il cannocchiale ed il timone.

Il cannocchiale ti permette di vedere lontano, è quello che ti aiuta a definire la meta. La meta è il porto dove vuoi portare la tua barca, la tua azienda, la tua famiglia, la tua stessa vita. È davvero opportuno che la meta sia chiara e ben definita poiché come scrisse Senecanon esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”. Chiara e definita vuol dire costruita sul tuo sistema di valori, sulle cose che sono davvero irrinunciabili, sulle priorità della tua vita, sui compromessi che non sei disposto a fare, sui sogni che non sei disposto ad abbandonare. Ieri sera ho preso un aperitivo con una imprenditrice cinese del comparto tessile. La sintesi è stata: “ho un sogno, ora si tratta semplicemente di farlo diventare realtà” (in realtà ne aveva più di uno e tutti straordinariamente innovativi).

Per arrivare alla meta che hai definito ti servirà la massima sensibilità al timone. Se non possiamo più evitare le correnti ed il mare agitato, dobbiamo essere pronti a sentire ogni onda ed a modificare, non la meta, ma la direzione più opportuna per arrivarci. A volte può essere doloroso abbandonare delle prassi o delle idee che ci sembravano geniali e che avevano anche portato buoni risultati ma per arrivare alla meta non c’è alternativa se non quella di aggiustare costantemente la rotta in funzione del contesto. E direi con una certa velocità; non ho capito ancora di chi sia questa frase ma è certamente efficace: “Oggigiorno le cose cambiano così rapidamente che chi dice ‘non si può fare’ viene sempre interrotto da chi già lo sta facendo.”

Il protagonista del libro ha altri due “strumenti magici”: l’umiltà e la capacità di ascolto empatico. L’umiltà, all’inizio del libro gli manca totalmente, potresti anche vedere il libro come la storia di un viaggio alla conquista di questo bene prezioso: la corretta consapevolezza di sé. L’umiltà, viene acquisita nelle difficoltà, nel riparametrare costantemente il proprio valore alla complessità del contesto. Pensavo che il contrario dell’umiltà è, in fondo, la pre-supponenza ovvero il supporre in anticipo. E quale decisione può prendere oggi un imprenditore supponendo in anticipo quali siano i dati di una realtà in perenne cambiamento?

E poi c’è la capacità di ascolto. Il “Capitano Coraggioso” per riuscire in un contesto che, all’inizio del libro, gli è completamente estraneo adotta una tecnica semplice ed efficace: ascolta. Ascolta i componenti dell’equipaggio (a volte francamente inquietanti) e da loro apprende, senza pre-giudizi, senza decidere a priori cosa sia giusto e cosa sia sbagliato ma osservando cosa funzioni e cosa non funzioni.

C’è poi una terza componente, non so se ce l’avesse il giovane Capitano Coraggioso ma all’imprenditore non può mancare. Non è di facile definizione. Assomiglia al celebre “stay hungry, stay foolish” di Steve Job che, con l’amico Andrea Romano, avevamo tradotto e sintetizzato con: “la raggia”. Per i diversamente napoletani, la “raggia” è qualcosa di più della rabbia, è una determinazione viscerale che ti porta a non abbatterti, a non farti mollare, a cercare costantemente i mezzi per raggiungere il tuo obiettivo. Chi studia le Emozioni ha dimostrato che quello che fa, universalmente, scattare la rabbia è proprio il frammettersi di un ostacolo tra te ed i tuoi obiettivi.

E se l’ostacolo fosse un possibile rallentamento del mercato, magari affrontiamolo con la dovuta “raggia”, insistendo con intelligente caparbietà, misurando i risultati dei nostri sforzi, investendo in umiltà ed attenzione al mercato, in ascolto ed in comunicazione.

Come suggerisce Gabriele Aprea direttore del Club degli Orafi, guardando “al futuro con fiducia nelle nostre capacità, impegnandoci al massimo e preservando l’entusiasmo, la determinazione e la positività, tipiche delle pmi familiari che rappresentano la gran parte del made in Italy del gioiello”. Sempre pronti a cavalcare le onde, mai disposti a mollare. Perché, come capitani Coraggiosi, abbiamo un porto da raggiungere. E magari una fritturina di pesce già ci sta aspettando.


3 commenti

  1. Franco Torrini says:

    La saggezza del contenuto non giustifica l’inconcludenza programmatica nella quale il settore ha vissuto gli anni fecondi. Non è mai troppo tardi ma con chi, come, quando, dove?


    • ADOR-Associazione Designers Orafi says:

      ..La saggezza del contenuto
      non giustifica l’inconcludenza programmatica ——— sempre divisi & invidiosi degli altri
      nella quale il settore ha vissuto gli anni fecondi.——- chi ha visto lungo è cresciuto e ha fatto da apri pista agli
      —————————————————————- altri nelle fiere…etc…poi .crescendo gli altri sono
      —————————————————————–rimasti ..”.imitatori “…dei variegati “..brutti anataroccoli “.
      —————————————————————–…. i Cigni stanno tra di loro … vedi le nuove “fiere ad ok”

      Non è mai troppo tardi ————– OK
      ma con chi, ——-I BisNonni,se orafi viaggiavano o da soli o con l’amico argentiere e si coprivano le spalle..
      come, ————- Con le “00”..sapevano&dovevano rischiare…etc..se oggi ci fossero il problema non ci sarebbe
      quando,———— Sempre, se conosci la storia del mestiere+quella del suo mercato+le ridondanze sociali …
      dove?————– nella tua via/quartiere,città,Nazione, continente, mondo ,…

      -If/ Se- ……………………………………………. vivi per lavorare o lavori per vivere ?
      o lavori perchè ti piace il tuo lavoro e lo fai con pasione , curiosità e lungimiranza…

      ps. ::
      …….MEMO,…. i BisNonni, i Nonni,… i Padri…
      non aspettvano che il Governo, la Regione, l’associazione,.. etc..li aiutassero -economicamente- ad andare all’estero ..
      avevano impegni più ” serii” da combatte …..la guerra dei dazi…che ha obbligato l’Italia a fare
      mettere il marchio -MADE in ITALY-
      su tutti i nostri prodotti esportati, per poterli differenziare dai loro locali.!

      Per fortuna i BisNonni e Nonni ,…hanno lavorato bene :
      “”estetica+funzionalità essenziale+qualità+impegno ad adattarsi alle esigenze del cliente/servizio””..

      “Se Gioventù sapesse e Vecchiaia potesse.!”


  2. ADOR-Associazione Designers Orafi says:

    ((spero che regga l’impaginato,….con i —rimandi —-affiancati ))

    ..Il paragone del racconto è calzante, anche perchè, in parallelo,
    è la storia reale del vissuto di molte aziende italiane, e non solo..

    Volgendo lo sguardo indietro, è la vita ..dei “Bis-Nonni” , dei Nonni ,o ancora di alcuni Padri, ..
    ma poi tutta la saggezza accumulata negli ultimi 100 anni di lavoro attraverso i ..vari marosi ..etc..
    ..si è tutta persa , già da ieri ed oggi …con i Nipoti e Pronipoti vissuti ….altrove
    …su bianchi libri..di giorno… e tanta spensieratezza alla sera …

    >>….Come citato nel testo,
    … guardando
    “al futuro con fiducia nelle nostre capacità,… prima serve conoscere: sia il mestiere dall’origine
    ………………………………………………. e poi la storia evolutiva del suo mercato.
    impegnandoci al massimo …………… Testa con capacità di analisi per poter determinare la meta
    e preservando l’entusiasmo, ……….. Crederci -veramente- nella visione della meta
    la determinazione ……………………… Avere i mezzi economici e/o collaboratori giusti -team DOCG-
    e la positività, …………………………… Tempo e mezzi per riprovare
    tipiche delle pmi familiari ———– Il BisNonno -gli utili- li investiva nell’azienda,..i nipoti…in BOT.etc.etc..
    che rappresentano la gran parte —– Il BisNonno con il Nonno e qualche Papà
    del made in Italy ———————— hanno creato il vero -originale- MADE IN ITALY
    del gioiello”. —————————– I nipoti e pronipoti ..costruito in Asia….e poi ritargato Italia

    Sempre pronti a cavalcare le onde……per cavalcare le ONDE con la tavola,….
    ………………………………………………..prima si và a Scuola……sulla spiaggia……poi dopo….
    mai disposti a mollare. ………………… aspetti e cerchi l’onda giusta ….o sei sopra ..o sei sotto

    Perché,
    come capitani Coraggiosi, …………. Loro i Bisnonni,Nonni,Padri si che erano “incazzati dentro(*)” (..la raggia?)

    abbiamo un porto da raggiungere…….sapendo dove andare ..e con una buona bussola …

    E magari una fritturina di pesce già ci sta aspettando…(..occchio ..troppo mercurio e troppa plastica,etc..)

    (*)
    il loro.. “incazzati dentro” …è un Gran Mix di ::
    “rabbia+ determinazione-ti faccio vedere-IO- cosa sò fare+ spirito di sfida+ orgolgio familiare/Marchio+
    orgolgio nazionale sui-“cugini”francesi-+ il voler fare per primo i 100milioni!(poi per i Padri…il 1°Miliardo)+”

    Questo “strano minestrone” ha fatto nascere/diffondere il “Made in Italy”.

    “Se Gioventù sapesse e Vecchiaia potesse.!”


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

G Robert – secondo banner orizzontale