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Canone Speciale, la RAI ci riprova

Quando non è dovuto il canone speciale e come rispondere alla Rai.

Ultimamente la Rai sta inviando a molte aziende, scelte probabilmente in maniera casuale, richieste di pagamento del canone speciale Rai. Ricordiamo che l’abbonamento speciale alla RAI è un obbligo di legge per tutti i locali aperti al pubblico, tra cui ovviamente gli esercizi commerciali, nei quali vi sono apparecchi radio o televisivi le cui trasmissioni possono essere viste o ascoltate dalla clientela. Qualcosa di simile era già accaduto nel 2012, quando la Rai spedì migliaia di solleciti di pagamento alle aziende, formulati in maniera tale da generare l’equivoco che anche i computer e i tablet collegati alla rete internet fossero soggetti al pagamento del canone. Dovette intervenire la stessa Rai con un comunicato stampa che smentiva questa interpretazione. Una nota del Ministero dello Sviluppo Economico (n. 12991 del 22 febbraio 2012) chiarì definitivamente la questione, evidenziando per quali apparecchi occorresse pagare il canone e per quali no. I contenuti di questa nota sono tuttora validi, per cui è utilissimo proporne qui una sintesi per dissipare ogni dubbio in merito.

Innanzitutto, il ministero chiarisce che la normativa sul canone “si riferisce al servizio di radiodiffusione e, pertanto, non include altre forme di distribuzione del segnale audio/video (p.es. Web Radio, Web TV, IPTV) basate su portanti fisici diversi da quello radio.” In secondo luogo, sono soggetti al pagamento del canone solo gli apparecchi “atti” o “adattabili” alla ricezione di segnali radiotelevisivi, vale a dire quelli dotati di un “sintonizzatore radio (che operi nelle bande destinate al servizio di Ministero dello Sviluppo Economico )”. Di conseguenza, computer, tablet, smartphone, ed ogni tipo di monitor, sprovvisti di sintonizzatore, e che possono ricevere trasmissioni radiotelevisive solo via web, non obbligano al pagamento del canone.

Bisogna però fare attenzione ai monitor che diversi esercizi utilizzano per trasmettere a ciclo continuo immagini pubblicitarie o relative ai prodotti in esposizione : se tali apparecchi sono adatti a ricevere trasmissioni televisive, la RAI potrebbe richiedere il pagamento del canone speciale. La circolare fornisce uno schema di quali sono gli apparecchi “atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni” obbligati al pagamento del canone e quali invece non lo sono.

Ecco la tabella :

Tipologie di apparecchiature atte alla ricezione della Radiodiffusione. Tipologie di apparecchiature adattabili alla ricezione della Radiodiffusione. Tipologie di apparecchiature né atte adattabili alla ricezione della Radiodiffusione
– Ricevitori TV fissi;- Ricevitori TV portatili;- Ricevitori TV per mezzi mobili;- Ricevitori radio fissi;

– Ricevitori radio portatili;

– Ricevitori radio per mezzi mobili;

– Terminale d’utente per telefonia mobile dotato di ricevitore

– Videoregistratore dotato disintonizzatore TV;- Chiavetta USB dotata di sintonizzatore radio/TV;- Scheda per computer dotata di

sintonizzatore radio/TV;

– Decoder per la TV digitale terrestre;

– Ricevitore radio/TV satellitare;

– PC senza sintonizzatore TV,- monitor per computer,- casse acustiche,- videocitofoni.

Tornando ai solleciti di questi giorni, è opportuno, per chi lo ha ricevuto e non è tenuto al pagamento del canone, rispondere immediatamente, preferibilmente con raccomandata A.R., dichiarando di non possedere apparecchiature atte o adattabili a ricevere i programmi della RAI. Rispondendo tempestivamente, si dovrebbero evitare ulteriori solleciti o contestazioni.

In alternativa è possibile inviare la risposta all’indirizzo mail, [email protected], citando tutti i propri dati ed il protocollo della lettera ricevuta.


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