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Canone Rai: il computer non paga

La RAI da qualche tempo sta inviando lettere agli esercizi commerciali e perfino agli studi professionali nelle quali ricorda che l’obbligo del pagamento del canone speciale RAI ricade su “chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive al di fuori dell’ambito familiare, compresi computer collegati in rete, indipendentemente dall’uso al quale essi vengono adibiti come ad esempio la visione di filmati, dvd, televideo, filmati di aggiornamenti, ecc.”.

Questa lettera è stata interpretata come una pretesa della RAI di imporre il pagamento del canone a tutti i possessori di computers ed altri strumenti elettronici in grado di captare via internet le trasmissioni televisive. Di fronte alle polemiche ed alla confusione generatasi per tale richiesta, la RAI ha chiarito con un comunicato stampa del 21 febbraio, “che non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone”.

In particolare, ha precisato che “la lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiamo già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più televisori”. Quindi, tutte le aziende che utilizzano i computer per finalità di gestione o comunque diverse dalla fruizione di programmi televisivi, non sono soggette al pagamento del canone speciale.

L’abbonamento speciale alla RAI è un obbligo di legge, in base all’art. 27 del R.D.L. n. 246/38, per tutti i locali aperti al pubblico, tra cui ovviamente gli esercizi commerciali. Infatti, il presupposto del pagamento del canone speciale è l’impiego degli apparecchi citati a scopo di lucro diretto o indiretto, tramite la pubblica fruizione. In altre parole, computer o apparecchi simili sono soggetti al canone speciale solo ed esclusivamente qualora vengano messi a disposizione della clientela con la possibilità di seguire trasmissioni televisive.

Ovviamente, coloro che sono già titolari di un abbonamento speciale per la TV non devono pagare altro, in quanto l’abbonamento vale per tutti gli apparecchi detenuti nello stesso locale. Attenzione ai monitor che diversi esercizi utilizzano per trasmettere a ciclo continuo imagini pubblicitarie o relative ai prodotti in esposizione : se tali apparecchi sono adatti a ricevere trasmissioni televisive, la RAI potrebbe richiedere il pagamento del canone speciale. La norma infatti prevede che il semplice possesso di apparecchi atti a ricevere comporta l’obbligo del pagamento del canone, a prescindere dall’effettiva fruizione dei programmi RAI o di altre emittenti.

Ricordiamo infine che il decreto Salva-Italia, approvato a fine anno, ha introdotto l’obbligo per le imprese di indicare nella dichiarazione dei redditi il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione, naturalmente solo per quelle che vi sono obbligate poiché dispongono di apparecchi televisivi nell’esercizio.


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