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“Cancelli d’Argento”

Alessandra Libonati

Si è ispirata ai maestosi cancelli della Cattedrale della sua città per creare una collezione di gioielli che, di diritto, è diventata una mostra. Alessandra Libonati, designer napoletana, è stata protagonista della rassegna “Cancelli d’argento”, nella Sala delle Carceri del Castel dell’Ovo, aperta al pubblico dal 16 al 23 aprile. Oggetti elegantissimi, ricami di metalli preziosi e pietre, che richiamano gli antichi cancelli presenti nel Duomo di Napoli.

Venti gioielli per cinque collezioni dai nomi in latino – Mirabilis, Fidelis, Arca, Artes e Carcer impetus – prodotte nell’arco di un anno e mezzo ma ideate nel corso di una intera carriera da artista, designer e gemmologa.

Oro e argento, granato rosso, ametista e perle di mare grigie e bianche per arricchire i preziosi. Una scelta casuale?

«No, voluta, anzi studiata nel dettaglio. Sono tutte pietre che, per colore o forma, hanno a che fare simbolicamente con i gioielli antichi e con i principi immateriali della spiritualità. Il taglio e la caratura sono invece quelli di oggetti-moda, assolutamente contemporanei».

Dopo la mostra, quale sarà la destinazione dei gioielli esposti?

«Sono in contatto con i Musei capitolini per una nuova esposizione; quello che è certo è che saranno inseriti in un catalogo ricco di riferimenti storici. In ogni caso sono e resteranno pezzi unici, e saranno esposti in modo permanente nel mio showroom. Sto prendendo in considerazione l’ipotesi di commercializzare solo una linea easy di orecchini, a partire da un paio di pendenti esposti a “Cancelli d’Argento”».

Piuttosto impegnativi i nomi delle collezioni. C’è un significato preciso?

«Il latino è il nostro passato e ciascuna linea contiene gioielli coerenti con il nome della collezione. I singoli oggetti che compongono Mirabilis, per esempio, portano i nomi delle regine che nel corso dei secoli hanno donato a San Gennaro oggetti importanti».


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