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Calo dei distretti orafi, Arezzo tiene meglio di Vicenza e Valenza

I periodici Monitor di Intesa Sanpaolo fotografano un 2016 difficile per il comparto: in Toscana export a -1,8%, perdite più marcate in Veneto e Piemonte

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Un anno difficile il 2016 per il settore orafo, complice il contesto internazionale caratterizzato da un calo della domanda che, in termini di quantità di gioielli in oro, ha toccato il minimo degli ultimi sette anni; questa riduzione di circa 350 tonnellate è riconducibile in larga misura a India e Cina, che da sole giustificano un calo di oltre 270 tonnellate, secondo i dati del World Gold Council. Anche i distretti orafi italiani hanno risentito della congiuntura sfavorevole: rispetto al 2015, infatti, risultano tutti in calo.

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La domanda mondiale di gioielli in oro

Flessione più lieve per il distretto dell’Oreficeria di Arezzo (-1,8%) che in un anno particolarmente difficile per il settore, frenato da un calo della domanda, realizza il miglior risultato tra le realtà distrettuali italiane.  Grazie alla ripresa della seconda metà dell’anno, ha limitato la riduzione delle esportazioni a circa 30 milioni registrando un risultato migliore rispetto ai distretti di Valenza e Vicenza, che presentano perdite più marcate e pari rispettivamente a -7,5% per il distretto piemontese e -9% per l’oreficeria veneta.

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il confronto tra i distretti orafi italiani

Nonostante la forte contrazione che ha registrato verso gli Emirati Arabi Uniti (-16,4%), l’oreficeria di Arezzo è riuscita a contenere le perdite grazie all’aumento dei flussi verso Hong Kong (+16,8%), dove invece gli altri distretti hanno subito arretramenti. Da sottolineare inoltre l’incremento degli invii verso gli Stati Uniti, comune a tutti i distretti. Bene il mercato nordamericano in cui il distretto aretino raggiunge un livello di circa 160 milioni di euro, il massimo di esportazioni dal 2008 anche se ancora distante dai livelli pre-crisi, quando il distretto esportava circa 180 milioni di euro (2007). Le esportazioni verso i Paesi emergenti, che rappresentano circa un terzo del totale distrettuale toscano, subiscono un calo nel 2016 del 9% influenzate anche dall’Oreficeria di Arezzo, per il quale l’export verso i Paesi emergenti rappresenta circa il 75% delle esportazioni.

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La performance di Arezzo

Più imponente il calo nel distretto vicentino dell’oro  (-133,5 milioni, pari al -9%), dovuta dal decremento dei tre mercati più importanti di Hong Kong, Svizzera ed Emirati Arabi, anche se nell’ultimo trimestre dell’anno le flessioni si sono leggermente attenuate (da media annua di -9% a -6,4%).

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L’export del distretto orafo di Vicenza

Nel 2016 le esportazioni distrettuali piemontesi hanno toccato un nuovo massimo storico, superando quota 7,7 miliardi di euro e spingendo l’avanzo commerciale a 5,1 miliardi di euro, ma alcuni distretti hanno subito riduzioni un po’ più marcate dell’export: tra questi, l’Oreficeria di Valenza (-7,5%). Dopo il picco storico del 2015, il 2016 è stato un anno al ribasso per le esportazioni del distretto, che ha chiuso con una riduzione delle esportazioni rispetto all’anno precedente. Continua il trend positivo verso gli Stati Uniti, ma Svizzera, Francia e Hong Kong in corso d’anno hanno ridotto le importazioni dal distretto di Valenza.

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L’andamento del distretto valenzano

Dopo tre trimestri negativi (rispettivamente -3,7%, -21,8% e -4,6%), il quarto trimestre ha rappresentato un’importante inversione di tendenza, con un aumento delle esportazioni pari al 7,7% tendenziale. Da settembre in poi le esportazioni sono aumentate verso tutti i paesi maggiori importatori: +7,6% in Francia, + 4,8% in Svizzera, +1,4% a Hong Kong e 0,3% negli Stati Uniti.

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Il confronto con i livelli registrati nel 2008

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