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Cala il sipario su OroArezzo: il Salone rilancia il made in Italy

Soddisfazione degli operatori per l’edizione 2014: circa 13mila i visitatori. In fiera ad Arezzo 280 buyer provenienti da oltre 80 paesi

Si è chiusa ieri  la 35esima edizione di OroArezzo, Salone internazionale dell’oreficeria, argenteria e gioielleria organizzato da ad Arezzo Fiere e Congressi. L’appuntamento con l’edizione 2014 al quale  hanno partecipato circa 500 aziende espositrici e 280 buyer provenienti da oltre 80 paesi, si è concluso con quasi 13mila ingressi in quattro giorni. Il boom di visitatori ha riguardato soprattutto il giorno di apertura, che rispetto al 2012 ha segnato il +10,6% con 3.464 operatori, mentre in assoluto la giornata più frequentata è stata la domenica, con 4.228 ingressi.

Tra i visitatori, grossa crescita per i grossisti, aumentati del 13,5%, mentre i dettaglianti hanno subito una flessione del 4%, dato che conferma le difficoltà del mercato interno, che continua a restare molto debole. “Dobbiamo cominciare a rilanciare il settore orafo-gioielliero spingendo sulla qualità, la manifattura, l’eccellenza e originalità del Made in Italy. Questo salone è il punto di partenza di un percorso che riparte già da domani cominciando a lavorare da progetti innovativi che consolidano un nuovo percorso”: queste le parole con cui ha aperto la fiera il neo presidente di Arezzo Fiere e Congressi Andrea Boldi. “Abbiamo avuto incrementi per quanto riguarda gli operatori esteri con particolare interesse dai paesi del Golfo e del Maghreb, un importante ritorno di operatori dagli Stati Uniti. Soddisfazione anche dall’area dedicata al gioiello fashion Bi-Jewel, numerosi gli ordinativi già firmati”.

Focus sui dazi doganali: durante l’opening inaugurale il tema è stato affrontato dal Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, che ha puntato l’attenzione sul sostegno alle piccole e medie imprese, in particolare per favorire ulteriormente l’export e cercare di rivedere gli accordi sui dazi anche con Stati Uniti e Giappone. Tra i segmenti espositivi anche l’area Cash&Carry, dedicata all’incontro tra buyer e produttori che vendono “sul pronto”, e l’area macchinari, interamente dedicata alle aziende produttrici di tecnologie per oreficeria.

Una vetrina unica che ha saputo rappresentare al meglio un polo produttivo, quello aretino, che nel 2013 ha fatto registrare un incremento delle esportazioni del 21,47% rispetto al 2012 con oltre 2 miliardi di fatturato nella gioielleria e oreficeria, con punte di export verso gli Emirati Arabi Uniti, raggiungendo circa il 35% del totale delle esportazioni italiane di oreficeria.

Qualità, creatività e maestria artigianale del Made in Italy, dunque, ma anche innovazione nel layout soprattutto grazie a Gold Up/future, la struttura ideata ed allestita all’ingresso che ha accolto una selezione di gioielli della Collezione Oro d’Autore, che ha posizionato sotto i riflettori le creazioni di 28 stilisti, artisti e designer, tra cui Versace, Giorgio Armani, Dolce e Gabbana, Etro, Moschino, Giò Pomodoro, Ettore Sottsass, Salvatore Fiume, Enrico Baj, Dario Fo, realizzati da aziende espositrici di OroArezzo. Un concept ideato e curato da Beppe Angiolini, art director della rassegna e presidente della Camera Italiana Buyer della Moda, che presto farà tappa in altre location, in Italia e all’estero.

Nel consuntivo della manifestazione non può mancare la cerimonia di consegna, svoltasi sabato a Palazzo Lambardi, storico edificio del centro di Arezzo, dei premi di Première 2015, un contest che da 24 anni celebra le aziende orafo-gioiellerie espositrici. I premi sono stati assegnati a 13 gioielli ″anteprima 2015″, ai 3 gioielli più fashion dell’area dedicata al gioiello moda “Bi-Jewel”, e novità di quest’anno l’assegnazione del premio “Best Visual”, assegnato ai 2 display più creativi.

Spazio anche al futuro digitale delle aziende con l’incontro “Il distretto orafo aretino sul web – Posizionamento attuale e potenziali sviluppi”, organizzato dalla Camera di Commercio di Arezzo e incentrato sul progetto sviluppato da Google e Unioncamere, con il Patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e la collaborazione dell’ente camerale aretino, “Distretti sul web”.

“Partecipiamo a questo Salone per la seconda volta – questo il commento di Gino di Luca dell’azienda campana Cameo Italiano -. Abbiamo percepito grande fermento, e sono convinto che sia una manifestazione dalle grandi potenzialità, un appuntamento primaverile che per questo tipo di aziende, non deve mancare nella propria agenda. Ci sono inoltre buone sinergie con i fabbricanti di Arezzo per le nostre lavorazioni”.

“Sabato e domenica abbiamo lavorato molto bene, nel complesso è andata meglio delle nostre aspettative – racconta Carlo Ditria, direttore vendite di Bluoro, azienda aretina -. I nostri clienti sono rimasti tutti contenti, i buyer si sono presentati in tanti, e anche il layout ha colpito molto, c’era un bell’impatto fuori, ho trovato tutto l’ambiente più rifinito. Parlando con colleghi ho sentito commenti positivi anche sulla formula del Meeting Club, che si è rivelato uno strumento utile per far conoscere produttori e buyer”. “OroArezzo quest’anno è stata più frizzante rispetto agli anni precedenti – fanno sapere da Karizia Spa, azienda orafa di Bassano del Grappa -, abbiamo percepito un clima più propositivo, la nostra azienda ha avuto feedback positivi sia dal punto di vista dei clienti già acquisiti, sia per i contatti attivati con nuovi buyer”.

È tempo dunque di guardare al futuro: a ottobre (dal 25 al 27) torna il secondo appuntamento con Gold in Italy, il primo salone dedicato esclusivamente al Made in Italy orafo, che ospiterà al suo interno anche Bi-Jewel e Cash&Carry.


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