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Bulgari, a Roma una mostra fotografica celebra il traguardo dei 20 milioni di dollari raccolti con le vendite dell’anello realizzato per Save the Children

A raccontare la vita dei bambini beneficiari dei numerosi progetti nel mondo sono gli scatti di Fabrizio Ferri realizzati dal 2009 a oggi. Insieme a queste incredibili realtà ha immortalato anche le star che hanno prestato il proprio volto alle iniziative di Save the Children, insieme a tutte quelle persone che hanno dato il loro contributo, indossando l’anello che Bulgari, da tempo a sostegno dei progetti di Save the Children per i bambini delle aree disagiate del pianeta, ha creato appositamente per l’iniziativa, un gioiello in argento e ceramica che richiama la linea B.zero1.

Queste fotografie hanno dato vita alla mostra “Stop. Think. Give.”, organizzata a Palazzo Pecci Blunt a Roma dal 18 novembre e che celebra il traguardo dei 20 milioni di dollari (pari a 16 milioni di euro) raccolti con le vendite dell’anello realizzato da Bulgari per Save the Children.

La democrazia non è né può essere il nostro alibi per non fare la nostra parte. Mentre deleghiamo ad altri il lavoro per un mondo equo, il tempo passa.” – ha dichiarato Fabrizio Ferri che, a proposito dell’anello, ha aggiunto – “È l’anello di una catena di scelte e aiuti che unisce chi lo acquista a Save the Children, agli operatori locali ed ai bambini.

Ho fotografato star della musica e del cinema che mostrano l’anello con la mano tesa e lo sguardo intenso per la consapevolezza di aiutare una causa giusta. Fuori dalle luci di un tappeto rosso, dentro quelle del rigore e della scelta responsabile di fare la propria parte, le star mostrano il loro volto mentre con un gesto ci dicono: fermati, guarda, conosci e fai anche tu la tua parte” […]

Sono stato inviato a fotografare alcune delle realtà in cui si svolgono i programmi di Save the Children e Bulgari. Ho visto, ho parlato, ho conosciuto, sono diventato un testimone di come il sostegno economico arrivi di fatto a destinazione e contribuisca a cambiare in meglio i rapporti dei bambini con le loro famiglie, ad avere riconosciuti un ruolo e una dignità nel tessuto sociale, ad avviarsi verso un futuro libero. E tutto ciò grazie all’educazione a cui hanno accesso con queste iniziative. Una volta si diceva ‘volere è potere’. Oggi dobbiamo fare il passo successivo: ‘potere è dovere’. Possiamo dare una mano, dobbiamo farlo“.


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