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Breaking news: una collana e sei protagonista

Lineari o fastose, lunghe, lunghissime o corte da cingere il collo, di ispirazione barocca, con motivi esotici, etniche, provocatoriamente heavy metal o vintage. Un gioiello decisamente decorativo, fortemente legato alla femminilità. Non sorprende, quindi, il goffo scimmiottare delle bambine che per farsi donne ricorrono a rossetti, tacchi a spillo e ad irrinunciabili collane. Se ne creano di sempre diverse con contaminazioni di mix eccessivi, a volte di intensa ricchezza. Spesso a maglie intricate, talvolta cariche di gemme. Tornano prepotentemente i satoires, avvolti in più giri o lasciati cadere lungo la schiena nuda.

Quando si rinuncia a materie nobili per fare uso di rame, pietre comuni, ossi, acciaio, legno, conchiglie, pvc, vetro, smalti, ceramica, l’effetto pare moltiplicarsi sotto l’estrosità degli accostamenti e dei colori degli elementi costitutivi. Sono complesse composizioni o pattern speculari realizzati con particolari tecniche di lavorazione che creano uno stile-no-stile che si addolcisce con la presenza di raffinati inserti in raso, piume e pizzi o, diversamente, si irrigidisce con la presenza di metalli corrosi, pietre grezze, chiodi o vecchi ritagli di stoffe gros grain. Le suste scompaiono per fare spazio a chiusure a più nodi o a grandi fiocchi. Il mitico corallo, le candide perle ed il solare turchese si confermano immancabili must abbinabili ad ogni outfit. Solo le collane di perle rispondono a precisi canoni dai nomi inconfondibili: Collare, Girocollo, Graduata, Matinée, Opera e Treccia, la preferita di Coco Chanel.

Designers di arte contemporanea sguinzagliano la loro immaginazione realizzandone di veramente astruse, come l“aiguille” di Bénedicte Mouret dove un ago in argento infilato con semplice filo si trasforma in una collana-spilla; o la surreale scala percorsa dagli immancabili omini di Dieter Dill; come i fanciulleschi disegni sui ritagli di carta che fanno da charms ad un insolito girocollo di Moschino o il trittico di denti a raggiera incastonato in una struttura di argento di Teresa Milheiro, per citarne alcuni. Oggi l’alta moda propone collane finanche alla sposa, abbandonando i rigidi canoni che la volevano spoglia di ogni orpello. Famosi stilisti disegnano per lei collane importanti con maxi pietre o giganteschi cammei in forte contrasto con il candore dell’abito nuziale.

Allegra e frizzante, dunque, anche per il “sì”. La collana è un accessorio che si permette il lusso di seguire una propria strada, perché è la genuina espressione di un capriccio. Tutto le è concesso, anche trasformarsi in un dissacrante rosario, intrecciarsi a fili elettrici, infilare ruvide pomici, incastonare pietre preziose da capogiro, farsi minuta quasi invisibile o enorme, con ciondoli più o meno preziosi che pare si fatichi ad indossarli. Cuori, foto e santini, rami di corallo, bottoni, monete, croci, teschi, amuleti, boules, charms, medaglioni, c’è posto per tutto anche per il proprio nome declinato in pietre preziose o metallo, o per quello della griffe che fa tanto trend.


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