di


Brasile e Cile: una delegazione elvetica in America Latina

Una delegazione svizzera in missione in Brasile e Cile: con a capo il consigliere federale Johann Schneider-Ammann, il comparto economico della patria dell’orologeria ha fatto visita a due paesi sui cui mercati, da qualche tempo, è puntata  l’attenzione mondiale.

Il primo paese costituisce infatti uno dei principali partner economici della Svizzera: in Brasile sono state esportate merci, nel 2010, per 2,3 miliardi di franchi. Quanto all’orologeria, è il 39esimo tra i mercati mondiali e il quarto dell’America Latina, alle spalle di Messico, Argentina e Panama. Forte, comunque, la ripresa dell’export con un altissimo tasso di incremento.

Le problematiche legate alla crescita in questo paese riguardano la burocrazia, la fiscalità e la difficoltà di accesso: dazi doganali e tasse rendono difficile gli scambi commerciali. Il tema è discusso fin dal 2009, ma ancora oggi il dialogo tra la Federazione dell’Industria orologiera svizzera, l’Istituto brasiliano di gemme e metalli preziosi e le autorità locali non è ancora giunto ad una soluzione concreta.

Un altro argomento di preoccupazione per l’industria orologiera in Brasile è la contraffazione: un gran numero di prodotti contraffatti sono venduti nelle grandi città del paese e l’attività della FH in tema di sequestri realizzati dalle autorità locali ha raggiunto nel 2011 risultati mai conseguiti prima. Al termine dell’incontro, il ministro per lo Sviluppo, l’Industria e il Commercio Estero, Fernando Pimentel e il presidente FH Jean-Daniel Pasche (nella foto a sinistra) hanno siglato un memorandum. In tema di tasse, il ministro ha annunciato una riduzione, senza però specificare la tempistica, chiarendo che non c’è un motivo concorrenziale alla base della legislazione vigente.

La delegazione ha poi continuato il suo viaggio in Cile, paese che ha registrato nel 2010 una crescita eccellente (+5,9% di Pil) e con prospettive positive per il 2011 e il 2012. La bilancia commerciale tra la Svizzera e il Cile è favorevole per il paese europeo, che ha esportato prodotti per 206 milioni di franchi nel 2010. Quanto all’orologeria, il Cile è ancora un mercato “piccolo”: 12 miliardi di franchi nel 2008, 14 nel 2010.

Nonostante l’esistenza di un accordo di libero scambio, le esportazioni stanno aumentando molto lentamente. Mentre gli orologi sono esenti da dazi doganali, quelli realizzati in metalli preziosi sono soggetti ad una tassa addizionale sul lusso del 15%. Il ministro cileno dell’economia ha aperto uno spiraglio per accrescere la competitività del paese, così come è stato espresso l’impegno del ministro del Commercio estero, Alfredo Moreno.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *