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Botta e risposta tra il Presidente dell’Associazione Provinciale torinese, Giampiero Monticone e il Presidente della Federdettaglianti, Giuseppe Aquilino

Egr. Sig. Direttore,
innanzitutto complimenti per l’impostazione e i contenuti di “Preziosa”.

In merito all’articolo del signor Marco Cantarella (n° 6/dic.09) vorrei dire che la nostra categoria di dettaglianti forse non riesce, tramite la Confcommercio e la Federdettaglianti, a far sentire le proprie legittime, vitali necessità, ma soprattutto non è presa in considerazione da chi la governa.
Il dettagliante (ce ne sono 20/25.000 in Italia) legge con grande speranza il titolo dell’articolo in oggetto (“Tremonti-ter: un’opportunità per rinnovare l’impresa”), per poi restarne delusissimo nei contenuti. Arredamento del negozio no, sistemi antifurto no, computer e accessori no, insegne no, ma cartucce del toner sì! Tutto ciò che è veramente oneroso da affrontare e può essere risolutivo per la modernizzazione, l’efficienza e la sicurezza del commercio è escluso dalla Tremonti-ter. A questo proposito, visto che si dovrà eleggere il nuovo Direttivo Confcommercio, ma ne abbiamo uno nuovo alla Federdettaglianti comincerei a chiedere al volenteroso presidente Giuseppe Aquilino di prodigarsi a Roma perché l’emendamento che il Parlamento sta valutando tenga conto delle difficoltà del nostro commercio e lo aiuti con misure che agevolino gli investimenti importanti e che possono creare lavoro a cascata.
Sarebbe anche molto importante assimilare la possibilità di finanziamento del 50% di corsi gemmologici Cisgem, Igi, Hrd, Gia o altri qualificati.
Grazie per l’accoglienza, saluti e buon lavoro.

Gianpiero Monticone

presidente associazione provinciale torinese
gioiellieri orafi orologiai argentieri e affini

Caro Direttore,
approfitto della sua ospitalità per replicare alla nota trasmessa dal collega Gianpiero Monticone.

Ho avuto modo di conoscere Gianpiero a Torino, all’indomani della mia elezione alla guida della Federazione durante un incontro piacevole, all’insegna dell’informalità, come d’uopo tra colleghi, avente lo scopo di analizzare le problematiche del comparto orafo in generale con riferimento alle necessità della provincia Torinese. Il tutto in previsione della stesura di un programma di lavoro realmente condiviso tra tutte le componenti della Federazione.

Inutile negarlo, chi mi conosce sa bene che sono da sempre strenuo sostenitore della chiarezza e della trasparenza nei rapporti, specie, quando trattasi di esperienze associative, ove l’impegno di tutti noi affinché si raggiungano risultati concreti, deve essere tangibile.
Ed è su questa base che sto improntando, assieme ai colleghi della Giunta e del Consiglio, il lavoro della Federazione.
In quest’ottica la missiva di Gianpiero è stimolante, poiché mi invita a far chiarezza sul concetto stesso di associazione che ricordo essere l’unione di più individui, aventi affinità in comune, finalizzato alla tutela di tali interessi, ed al raggiungimento di obiettivi condivisi, difficilmente realizzabili in proprio.

Partendo da questo concetto l’associazione non è, dunque, rappresentata da un singolo ma dalla collegialità degli associati; pertanto il Presidente, i Vice presidenti, altri componenti il Direttivo o addirittura il Segretario non possono essere identificati con la Federazione.
Troppe volte scambiando opinioni con colleghi mi sono sentito dire “ma cosa fa l’Associazione per noi” magari riferendosi al problema strettamente personale. Quanti guardano al mondo associativo con diffidenza dimenticando il valore aggiunto che esso rappresenta per la collettività degli interessi. Non dimentichiamoci, inoltre, che un’Associazione, per essere tale, deve essere realmente rappresentativa della categoria, solo in questo modo può essere valida portavoce delle istanze del comparto rappresentato. In poche parole un maggior numero di associati ci consente di partecipare ai vari Tavoli con una forza contrattuale decisamente superiore e magari permette di “battere i pugni sul tavolo” al fine di ottenere reali vantaggi per gli associati e per la categoria in generale. Purtroppo nel mio girovagare per l’Italia durante questo mio primo trimestre da “apprendista Presidente”, per toccare con mano le varie realtà territoriali che si riconoscono in Federazione, mi sono imbattuto in situazioni alquanto discutibili.

Fortunatamente la stragrande maggioranza delle Associazioni è rappresentata da colleghi che in ogni modo si prodigano per far fronte alle esigenze della categoria a livello territoriale ma anche a livello più ampio; in altri casi vi sono Associazioni che nella migliore delle ipotesi dichiarano al nazionale un numero esiguo di colleghi associati a fronte di rappresentanze ben più ampie al solo fine di far rientrare i propri bilanci o nella peggiore delle ipotesi sigle sindacali svuotate del contenuto principale: una reale base associativa.
Questo non è certamente il “fare squadra” che vado ripetendo sino alla noia, ma un comportamento finalizzato esclusivamente alla conservazione del proprio orticello, senza pensare che ciò facendo,  pone un reale limite alla nostra Federazione nella sua effettiva rappresentanza a discapito quindi di tutto il comparto.
Anche la nota del collega Gianpiero va in questa direzione. La Federazione, portavoce delle istanze della categoria, nell’ottica di un lavoro condiviso tra tutti i suoi organismi di rappresentanza del territorio, deve avere come priorità la tutela delle imprese associate che passa anche attraverso interventi concreti  presso le istituzioni, ma la Federazione ha anche necessità di avere alle proprie spalle un’organizzazione del territorio efficiente e realmente rappresentativa.

In passato, con riferimento alla richiesta specifica di Gianpiero, siamo intervenuti per favorire il coinvolgimento della categoria, vedi quanto previsto dalla legge finanziaria 2007 con il cosiddetto “bonus sicurezza” che prevedeva per gli anni 2008, 2009 e anche per il 2010 l’attribuzione di un credito d’imposta per l’acquisizione e l’installazione, nel luogo di esercizio dell’attività, di impianti e attrezzature di sicurezza, inclusi gli strumenti di pagamento con moneta elettronica, a favore delle piccole e medie imprese esercenti attività commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso. Un piccolo aiuto, una goccia nel mare di necessità del comparto ma è sulla base di interventi di questo tipo che si incoraggiano le imprese a far meglio. L’innovazione delle imprese orafe è sicuramente una priorità, ma ritengo che si può pensare di essere realmente efficienti e chiedere interventi concreti in questo senso solo quando tutti noi, nessuno escluso, ci riconosceremo in un organismo di rappresentanza che non ha altri interessi che promuovere la categoria.

Personalmente assieme ai collegi della Giunta e del Direttivo sto impegnandomi affinché ciò avvenga. Non è utopia, ma senso pratico delle cose. Rimango dell’idea che l’associazione è un bene comune dove si ottengono risultati che magari qualche volta non soddisfano pienamente le esigenze del singolo  ma sono proiettate verso la comunità degli associati.
A Torino il coinvolgimento della Camera di Commercio,  passo questo già effettuato in passato da altre realtà territoriali, può contribuire a finanziare corsi di aggiornamento professionale. La nostra stessa Federazione più volte all’ombra della Mole Antonelliana  è intervenuta sponsorizzando corsi qualificanti.
Dunque, rimbocchiamoci le mani assieme, poiché il Presidente, seppur volenteroso, ha necessità di essere supportato con idee  concrete che contribuiscano a costruire il futuro del comparto orafo, gioielliero ed orologiero.

Giuseppe Aquilino
presidente federdettaglianti

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