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Borgo Orefici, de Laurentiis: “Qui la sicurezza è garantita”

Vigilanza h24 collegata con le forze dell’ordine oltre alla prevenzione attraverso ispezioni fognarie: parla il presidente del Consorzio che oggi conta circa 70 soci

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Piazza Orefici, il cuore del Borgo Orefici di Napoli

Oggi il Consorzio Antico Borgo Orefici di Napoli conta circa 70 soci tra artigiani, commercianti e fornitori di servizi: un gruppo di imprese del settore orafo che dal 2000 ha fatto squadra in un’area del centro antico della città, un tempo degradata e spesso scenario di atti di criminalità. Oggi invece l’area – la stessa dove nel Medioevo nacque l’antica corporazione degli Orefici – è un presidio di sicurezza grazie a una serie di convenzioni e accordi che il Consorzio ha stipulato per garantire la sicurezze dei propri associati.

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Roberto de Laurentiis

Un caso esemplare, specie di fronte al proliferare di atti criminosi ai danni di gioiellieri e artigiani orafi, purtroppo all’ordine del giorno, come nel recente caso del gioielliere di Pisa. A raccontare quanto è stato fatto per la zona è il  presidente della compagine, Roberto de Laurentiis, che è anche alla guida della Federazione Orafi Campani aderente a Federpreziosi.

Presidente, in tema di sicurezza il Borgo Orefici è un’oasi felice?
“Lo è, fin dalla sua costituzione. Siamo riusciti ad abbattere le barriere tra le gioiellerie e il pubblico grazie a una sinergia pubblico-privato che si declina con diverse tipologie di protezione. I nostri negozianti possono avere le porte aperte, grazie a un’attività garantita h24 di vigilanza privata collegata direttamente con le forze dell’ordine. Qualche tentativo di intrusione c’è stato ed è stato sempre attraverso il sistema fognario: alle prime avvisaglie di movimenti sospetti (allarmi che suonano ripetutamente o tramite rilevamenti dei sensori sul pavimento, per chi ne è provvisto) avvertiamo immediatamente i nostri interlocutori, cioè i sommozzatori della polizia e il servizio Fognature del Comune di Napoli che provvedono a ispezionare l’area. Con questa collaborazione siamo riusciti a sventare tutti i tentativi”.

Quanto conta l’essere riuniti in associazione?
“Moltissimo, anche per la sicurezza. Ci teniamo che l’area sia sicura sia per noi negozianti, sia per i nostri clienti. Oltre ai sistemi citati, ci diamo anche una mano gli uni con gli altri, segnalandoci episodi sospetti o movimenti non del tutto chiari. In strada, inoltre, è attivo un servizio di videosorveglianza che coadiuva il lavoro delle forze dell’ordine in caso di problemi. Ma la sicurezza, qui al Borgo Orefici, la intendiamo anche in un altro senso”.

Cioè?
Sicurezza è garantire che non vengano commessi reati, su questo siamo tutti d’accordo. Ma sicurezza è anche garantire qualità dei nostri servizi al pubblico. E in questo abbiamo un altro primato: 18 delle nostre aziende, infatti, sono state riconosciute formalmente da Federconsumatori Campania per gli “acquisti sicuri”. È la prima volta in Italia che questo tipo di riconoscimento riguarda delle imprese orafe”.

Da domani entra in vigore il nuovo decreto sulla compravendita di preziosi usati. Lei è anche presidente della Federazione Orafi Campani: qual è la posizione dell’associazione sulle nuove norme?
“La nostra posizione è del tutto in linea con quella di Federpreziosi, alla quale siamo associati. Crediamo che la riforma presenti diverse lacune, soprattutto laddove mette sullo stesso piano gli orafi e i compro oro: non  è possibile equiparare chi compie poche operazioni all’anno di compravendita di oggetti usati, come nel caso dei gioiellieri, e chi invece ha questa attività come core business, trattandosi di mediatori finanziari veri e propri. In più, ci viene richiesto di adempiere a una serie di prescrizioni già a partire da domani ma non ci sono gli strumenti per farlo, né ci sono state fornite informazioni dettagliate. Tanto per dirne una: il registro al quale dovremmo iscriverci che costo ha? Quanto inciderà su chi svolge solo occasionalmente questa attività? Ci auguriamo che anche attraverso il lavoro costante di Federpreziosi i punti lacunosi della riforma vengano chiariti al più presto, mettendoci in condizioni di lavorare senza violare la legge”. 


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