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Boom di Tiffany al terzo trimeste: +27% di utile e +14 per i ricavi

Utile e ricavi in crescita per Tiffany: rispettivamente +27% e +14% (pari a 681,7 milioni di dollari). Il terzo trimestre 2010 – agosto, settembre, ottobre – chiude con un risultato superiore alle attese degli analisti, che prevedevano un fatturato di 652,8 milioni. L’utile netto si è attestato sui 55,1 milioni di dollari pari a 0,43 dollari ad azione (lo scorso esercizio aveva registrato 43,3 milioni pari a 0,34 dollari ad azione). A Wall Street il titolo è salito fino ai quattro punti percentuali.

Alzate così le stime della società sull’intero esercizio 2011: attesi nell’immediato futuro profitti tra i 2,72 e i 2,77 dollari per azione, in rialzo di 12 centesimi sulla stima precedente. La ragione di tali valori è stata individuata nella forte spinta di vendite negli Stati Uniti e in Sud America (rialzo del 9%) e dai buoni risultati conseguiti in Asia e in Europa, dove il giro d’affari è cresciuto del 24& e del 22%. Buone anche le vendite via internet, che si sono attestate sul +7% nel solo continente americano.

«La crescita delle vendite sta superando le nostre aspettative», ha confermato l’AD Michael Kowalski fiducioso nell’inizio della stagione natalizia, che rappresenta circa un terzo delle vendite annue di Tiffany e quando è prevista una crescita del 12%.

A Milano Tiffany è stata recentemente protagonista di una polemica per il gigantesco albero di Natale collocato in piazza Duomo e circondato – secondo il progetto – a partire dal 4 dicembre da una boutique temporanea del marchio (che richiama la famosa confezione azzurra): gli attacchi sono arrivati prima da Monsignor Luigi Manganini, l’arciprete del Duomo, che si era detto contrario alla gioielleria davanti alla Cattedrale, definendola “un camuffamento”. Neanche la precisazione di Tiffany in merito all’intenzione di devolvere parte del ricavato delle vendite alla Veneranda Fabbrica del Duomo (che sta ristrutturando la cattedrale) e alla Lilt, la lega per la lotta contro i tumori, è riuscita a far calare il tono della polemica. Troppo lusso davanti al Duomo e in un periodo di crisi economica: questa la principale accusa. Perplessità è stata espressa anche dal sindaco di Milano Letizia Moratti, che ha annunciato una “revisione del progetto dell’albero di Tiffany” che, intanto, troneggia nella piazza.


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