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Boldi chiede un milione di euro ad Arezzo Fiere

Maxi buonauscita richiesta dall'ex presidente, dimessosi il 14 febbraio: "Un ruolo equiparabile a quello di un dirigente"

Si era dimesso un mese fa, dopo un lungo tira e molla con i soci di Arezzo Fiere che ne chiedevano l’addio in base ai contrasti nati soprattutto (ma non solo) per la proposta di cessione delle fiere orafe a IEG: l’ex presidente del Centro affari Andrea Boldi riappare in questi giorni con la richiesta di una buonauscita di oltre un milione di euro, come riporta La Nazione. In una lettera inviata all’amministratore unico Sandra Bianchi, nominata contestualmente all’Assemblea dei soci del 16 febbraio scorso per traghettare la società verso la scadenza naturale del mandato (il 30 aprile), Boldi – che aveva rinunciato agli emolumenti – rivendica oggi un ruolo equiparabile a quello di un dirigente.

Nei cinque anni di presidenza, fa sapere Boldi, è stata garantita una “presenza continua all’interno della struttura e lunghissimi tempi di impegno”. Della sua richiesta, inviata tramite avvocato, si parlerà in una riunione tra i soci che potrebbe svolgersi già lunedì prossimo. Intanto, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano fiorentino, sarebbero riprese le trattative con IEG per la cessione di OroArezzo e di Gold Italy. Trattative condotte dalla Bianchi – commercialista fiorentina nominata amministratore unico su indicazione della Regione e in accordo con gli altri soci, Comune, Provincia e Camera di Commercio – e da Luca Benvenuti, ad di Unoaerre, uno dei neo-consulenti scelti un mese fa proprio per gestire i rapporti con la società fieristica che ha il suo quartiere generale a Rimini.

La querelle con Boldi era iniziata a metà dicembre, con le dimissioni di 3 consiglieri su 5: erano rimasti in carica, all’epoca, soltanto Boldi e il suo vice Elio Vitali (dimessosi con lui un mese fa). Oggetto del contendere, le perdite della società (per 4 esercizi negli ultimi 5), i debiti conseguiti (tra cui quelli relativi all’IMU dovuta al Comune, che aveva chiesto a compensazione la cessione dell’Auditorium) e l’accordo siglato due anni fa con IEG. Da lì il contrasto, già forte tra Boldi e il sindaco di Arezzo, si è spostato in Cda, con i soci inizialmente divisi su posizioni differenti e poi, poco più di un mese fa, unanimi nell’invocare le dimissioni di Boldi. Che inizialmente ha fatto resistenza e poi, il 14 febbraio, ha ceduto, lasciando l’incarico in Arezzo Fiere ma anche quelli ricoperti in Confartigianato e Camera di Commercio di Arezzo e Siena.

 


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