di


Blog, Tempi nostri: 3R + 1

A fine 2012, puntuale, il CENSIS scatta la  tradizionale foto ricordo dell’anno trascorso, con una bella didascalia “Risparmio, Rinuncia, Rinvio”.  Una foto che evidenzia i più piccoli dettagli e fissa una realtà, che gli italiani vivono sulla loro pelle, che ha come sfondo la consapevolezza di drammatiche condizioni. I dati non stupiscono ma impressionano. Per l’Istituto di Giuseppe De Rita nel 2012 gli italiani hanno dovuto mettere in campo ogni strenua difesa alla crisi, ridurre drasticamente anche i consumi primari, vendere oro e gioielli.

Impegno del CENSIS è interpretare i fenomeni di trasformazione della società, l’evoluzione della struttura produttiva, le spinte all’innovazione. Così nella didascalia appare una quarta R, quella di “Restanza” (dal  francese restance eliminando il “si” da resistance), che significa “ quanto sia essenziale nei pericoli difendere, riprendere, valorizzare ciò che resta di funzionante dei precedenti processi di sviluppo”.

Una parola che coglie i segnali di reazione degli italiani e del loro riposizionamento sociale ed economico: lo scheletro contadino del modo di pensare e vivere con sobrietà e pazienza;  il valore dell’impegno personale, con la ricerca di diverse soluzioni, anche temporanee;  la funzione suppletiva delle famiglie rispetto ai buchi del welfare pubblico; la solidarietà diffusa e l’associazionismo;  la valorizzazione strategica del territorio basata sia sull’intraprendenza della singola impresa sia sulla capacità delle realtà locali di promuovere l’eccellenza dei tanti fattori che le compongono.  In questa “restanza” c’è l’eredità del “nostro” tradizionale modello di sviluppo e qualche complesso di colpa per quanto non fatto e che “resta da fare”, lasciando intravvedere la reale possibilità di affrontare il futuro con fiducia sia a livello individuale che collettivo.

Per quanto riguarda il “preziosissimo” settore che ci tocca da vicino, quanto non fatto “s’ha da fare”, le buone intenzioni hanno la possibilità di trovare concretezza con reale spirito imprenditoriale.

Molti hanno saputo tenere la barra dritta, variando, se pure con difficoltà, politiche strutturali e gestionali.

Dichiarazioni di intenti per grandi alleanze, per strenue battaglie da condividere non possono più restare semplici dichiarazioni. L’esperienza è stata molto dura e se crisi significa opportunità allora l’opportunità va colta.

Ora si presenta per il Paese, per i cittadini, per gli imprenditori la possibilità di  “rimettersi in carreggiata” e, se ci si ritrovasse incapaci di agire in maniera proattiva allora…..errare è umano, perseverare è diabolico.


1 commento

  1. Bellissima e veritiera analisi di quanto sta accadendo….bravissima…


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *