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Bijoux Cascio. Come oro, più dell’oro

Azienda fondata da Gaetano Cascio a Firenze nel 1948. Gaetano, proveniente da una famiglia di gioiellieri siciliani, prima della Seconda Guerra Mondiale si dedica al commercio di profumi. Nel 1948 rileva un laboratorio nella Casa dell’Orafo in Vicolo dell’Oro adiacente al Ponte Vecchio e crea copie di gioielli in materiali non preziosi e apponendovi il marchio Bijoux Cascio.

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Collana, tubogas inottone dorato, cammeo di vetro stampato, strass, 1986, collezione privata | ph. Augusto Panini

Nel 1950, grazie a Gian Battista Giorgini, realizza bijoux per le case di moda in occasione della prima sfilata della Moda Italiana. L’anno successivo si sposta in Borgo San Jacopo e nel 1955 inizia la collaborazione con Emilio Schubert per le sfilate alla Sala Bianca entrando in contatto con i grandi magazzini americani: Bonwit Teller, Magnin, Henri Bendel, Lord&Taylor, Saks Fifth Avenue, Marshall Field, Carson Scott e Macy.

Collana 40 dischi, metallo dorato satinato e lucido, 1968. Realizzata per la collezione Swakara di Emilio Bijoux | Archivio Bijoux Cascio
Collana 40 dischi, metallo dorato satinato e lucido, 1968. Realizzata per la collezione Swakara di Emilio Bijoux | Archivio Bijoux Cascio

Negli stessi anni apre un negozio in via Tornabuoni e collabora con Giovanni Cesare Guidi, Emilio Pucci, Carosa, Marucelli, Jole Veneziani, Le Sorelle Fontana, Lancetti, Ferragamo, Patou. Nel 1958 crea il disegno del gatto per Van Cleef & Arpels che, con qualche modifica, diviene anche l’emblema di Cascio. Nello stesso anno apre il secondo negozio in via Por Santa Maria e si trasferisce in un laboratorio più grande in via Gianbattista Lulli.

Collana con fruttini, metallo dorato e smalti, 1984 ca. Collezione privata Bijoux Cascio | ph. Bianca Cappello
Collana con fruttini, metallo dorato e smalti, 1984 ca. Collezione privata Bijoux Cascio | ph. Bianca Cappello

Negli anni Sessanta il figlio Riccardo entra in azienda e dal 1965 segue Emilio Pucci nella realizzazione dei bijoux per le sfilate. La grande alluvione del 1966 distrugge tutto gettando nello sconforto Gaetano ma Riccardo riesce a rimettere in sesto la produzione. In questi anni cercano di uscire dal canone dell’alta moda e propongono un prodotto prêt à porter che viene venduto principalmente in America e Giappone.

Spille animalier e collana Tubogas con pantera, anni '80 | ph. Andreas Bossi
Spille animalier e collana Tubogas con pantera, anni ’80 | ph. Andreas Bossi

Nel 1968 nasce lo “Zoo di Cascio” una serie di spille animalier che ogni anno propone un soggetto diverso. Nel 1974 trasformano le scuderia di Villa Gelsomino, in via del Gelsomino 63, in un laboratorio e investono sulle tecnologie e soprattutto sulla galvanica. In questi anni l’azienda si imbarca nel progetto del franchising con 21 punti vendita in Italia e 4 all’estero.

Sovrapposizione con coppia di spille prii anni '60 con astuccio originale su fotografia Locchi del 1963 con modella di Shubert che posa davanti alla vetrina del negozio Bijoux Cascio di Via Tornabuoni 32/r Firenze
Sovrapposizione con coppia di spille prii anni ’60 con astuccio originale su fotografia Locchi del 1963 con modella di Shubert che posa davanti alla vetrina del negozio Bijoux Cascio di Via Tornabuoni 32/r Firenze

Alla fine degli anni Novanta l’azienda ridimensiona la produzione; sono anni difficili che portano alla chiusura della fabbrica nel 1997 anche se il prodotto rimane presente sul mercato attraverso accordi commerciali ed una licenza di produzione negli USA. Nel 2004 è riaperta un’azienda funzionale ai marchi Cascio, Bijoux Cascio & La Bottega di Cascio.

Negli ultimi anni vengono proposti bijoux realizzati con nuovi materiali tecnologici come la nanoceramica e nuove leghe. L’azienda dagli esordi al 1978 punzona con BIJOUX CASCIO in stampatello maiuscolo e dal 1978 ad oggi il marchio con il nome inscritto in uno scudo è creato in collaborazione con NABA.


4 commenti

  1. augusto says:

    avete ancora il coccodrillo che facevate per il giornale satirico il coccodrillo? dopo 50 anni anno 1967 ho ritrovato il giornale ed la mia vincita per aver fatto parlare una vignetta fotografica ( il premio non arrivo’ forse per l’arno )


    • bianca says:

      Coccodrillo era un’ operazione promozionale con una rivista. Siamo nel post alluvione e purtroppo i documenti in archivio sono andati dispersi.


  2. Anna Maria Morosi says:

    Ho una collana Cascio, comprata venti anni fa nel vostro negozio a Firenze, sono file di perline nere che si sono scolorite, è possibile ridare il nero ?


    • bianca says:

      Gentile Amma Maria, purtroppo non è possibile intervenire sulle perline nere: dipende dall’ uso e dal pH acido della pelle.


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