di


Bijorhca. Di ritorno da Parigi

Bijohrca blog 3
Sono appena rientrato da Parigi che come sempre mi ha accolto con quello charme che la contraddistingue in ogni stagione dell’anno.
Dopo i fatti di Parigi, immaginavo di trovarmi in una città assediata e silenziosa ma mi sono dovuto ricredere.

Per le strade si continua regolarmente la vita di sempre coi bistrot affollati a tutte le ore, le frotte di turisti in fila e le strade del Marais piene di bobo.
È domenica c’è silenzio a Montparnasse e di buon mattino è facile indovinare che tutte quelle persone che incontro nella metro sono dirette in fiera al Paris Expo. Arrivo puntuale a Porte de Versailles e molti come me vanno al Bijorhca, riconoscibile a sinistra con l’immenso adv dal fondo giallo che giganteggia sul padiglione cinque e, che anticipa l’aria trendy che tira all’interno. Così dopo i brevi controlli di rito (presenta il badge e i documenti, apri la borsa e mostra il contenuto, in questi giorni è obbligatorio in tutta la città) mi ritrovo nella bella atmosfera il cui sottofondo è scandito come sempre dalle note che arrivano dall’area Cream, quella dedicata ai brand più attuali e di tendenza.

bijorhca blog 1

A percorrerne i corridoi di questa fiera, molte sono le conferme ed i nomi che ritrovo, tante ugualmente sono le nouveautés che portano altra linfa ai monili da indossare la prossima stagione. Al centro del salone una vasta area di tendenza, elegante e leggera con le sue tende di velo, pone l’accento su quelle che sono le riattualizzazioni degli anni Settanta, con i bijoux big size, coloratissimi, abbondanti e ricchi d’inserti in tessuto, un look protagonista nel groupage di Hippy Chic allestito con cura dalla stilista Elisabeth Leriche.

bijorhca blog 5
Di fronte a queste riproposizioni (che ritornano con una cadenza quasi ordinaria) mi viene sempre da riflettere sul futuro che ci aspetta nel mondo degli accessori e della moda. Perché ogni volta si setaccia il passato? Perché si ripristinano stilemi già sviluppati anni addietro?
Mi viene sempre più da pensare che quest’assenza di nuovo, di freschezza, sia da imputarsi ad una crisi perenne che – lo sostengo da sempre – è principalmente sociale e morale (prima che economica). È come se ci fosse venuto a mancare quello slancio che ci ha sempre contraddistinto, quel voler tentare a tutti i costi di attualizzare il presente anticipando e catturando qualcosa che potesse sempre più assomigliare al futuro. Senza quella voglia di andare oltre ci si volta indietro a scavare in qualcosa che probabilmente, attualizzato ai suoi tempi, era uno stile di avanguardia, simbolo di modernità e indipendenza, mentre oggi non si azzarda, si preferisce restare coi piedi su un terreno stabile.

bijorhca blog 4
Continuando nelle mie elucubrazioni taciturne, lungo il percorso incrocio amici clienti e nuovi oggetti da ammirare e tra una vetrina e l’altra raccolgo gli umori. C’è un po’ di perplessità sull’affluenza dei visitatori che per essere di domenica appaiono ancora pochini.
La paura degli attentati non può aver frenato gli ospiti, quelli ci sono stati due settimane fa e poi, come nessuno si augura, potrebbero esserci ovunque e senza data. Il deterrente allora potrebbe essere l’alto numero delle fiere, che sempre più si sovrappongono sostenendo di base un numero crescente di offerte similari? Non del tutto.
Forse la causa principale è ancora legata alla lenta crescita dei consumi nonostante i recenti interventi della Bce. Questa è l’opinione quasi comune dei miei interlocutori, ed è una difficoltà rispetto alla quale tutti cercano in maniera inequivocabile di resistere, mantenendo salde le proprie radici, perlopiù strutturate sull’artigianalità e sulla coerenza delle proprie scelte. Capacità non da tutti, ma che contraddistinguono le storie vere e lunghe da quelle troppe volte fuggevoli e sottili.

Ed è questa forse la vera forza che insieme alla qualità mantiene saldo il valore del brand e del prodotto che pur rinnovandosi negli anni non tradisce mai le sue origini.

E così tra un gioiello ed un bijoux proseguo questa mia passeggiata tra idee geniali ed altre più classiche, tra metalli scolpiti e resine innovative, mentre il ritmo fresco ed incalzante della musica di sottofondo dell’area Cream aleggia in questa invernale edizione di Bijorhca.

bijorhca blog2

 


1 commento

  1. alessandra says:

    serve per caso una partita iva per partecipare a questa fiera? o possono accedervi anche solo gli appasionati?


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *