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Bigiotteria, più di un’impresa su due è donna

Per l’Osservatorio per l’imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere il peso delle aziende “rosa” rileva soprattutto nell’artigianato legato al Made in Italy

Artigianato donna

L’artigianato made in Italy porta la firma di imprese al femminile: in particolare, è vero per quello legato alla fabbricazione di bigiotteria dove il peso delle aziende in rosa è del 52,89%. Sono i dati emersi dall‘indagine dell’Osservatorio per l’imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere, sulla base dei dati del I trimestre 2015, che in generale parla di una media femminile di più di una imprese su cinque.

In rigoroso ordine di incidenza del tasso di femminilizzazione (che esprime la percentuale di imprese femminili sul totale delle imprese) si incontrano: le altre attività di servizi per la persona, dove le imprenditrici rappresentano il 58,63% del tessuto imprenditoriale del settore, l’assistenza sociale non residenziale (56,88%), la confezione di articoli di abbigliamento (42,59%), i servizi di assistenza sociale residenziale (40,06%) e le agenzie di viaggio (37,42%).

Nel mondo artigiano, le 214.815 imprese artigiane a guida femminile rappresentano quasi il 16% del totale imprese artigiane esistenti al 31 marzo 2015: la mappa dell’impresa femminile un po’ si modifica, accentuando l’apporto ad alcuni dei settori di punta del made in Italy. In questi ambiti, l’universo dell’impresa femminile del 2015 si ricongiunge con le tradizioni radicate nei territori, i saperi antichi tramandati di generazione in generazione e creatività ed eleganza si colorano fortemente di ‘rosa’.

Donne nell'artigianato

Infatti, l’incidenza dell’imprenditoria artigiana femminile, oltre ad essere determinante nelle altre attività dei servizi alla persona (64,17%), nelle attività creative, artistiche e di intrattenimento (50,46%), nei servizi di informazione (45,97%), diventa addirittura maggioritaria in alcuni settori tra i quali la bigiotteria.

Dal punto di vista geografico, altre sorprese: se, considerando il totale delle imprese femminili, Molise, Basilicata e Abruzzo sono le regioni nelle quali le donne d’impresa “pesano” di più sul totale, superando in tutti e tre i casi il 25%, e Benevento, Avellino, Chieti e Campobasso le province a maggior tasso di femminilizzazione, la distribuzione delle imprese artigiane in “rosa” è più rilevante della media in Abruzzo, Marche, Umbria e Toscana (con quote del 18%). Prato, Chieti, Fermo e Teramo guidano la medesima classifica della partecipazione femminile all’impresa artigiana a livello provinciale.

“Le donne imprenditrici hanno contribuito e continuano a contribuire in misura notevole a quella componente del made in Italy di qualità per la quale il nostro Paese è noto in tutto il mondo – sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello –. Nell’artigianato così come nel welfare, nei servizi alla persona così come nel turismo, l’universo dell’impresa al femminile è una risorsa straordinaria che ha larghi margini di sviluppo e che offre anche una risposta concreta alle molte giovani donne, creative e intraprendenti, alla ricerca di occupazione”.

 


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