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Better Silver La sfida continua di Romano Bettinardi

Una valigia di legno piena di ricordi e successi. È quella di Romano Bettinardi, fondatore di Better Silver, che per festeggiare i 40 anni dell’azienda ha ripercorso la propria storia, dedicando il titolo del libro al simbolo della sua infanzia: la valigia fabbricatagli dal padre falegname, ancora meno costosa di quella di cartone.

better silver 8-minOggi quel bambino che viaggiava tra colonie e collegi è al timone di un’azienda che fattura 48 milioni di euro (il 90% all’estero) e lavora 80 tonnellate d’argento l’anno con le 700 macchine del suo stabilimento di Bressanvido, che occupa 100 persone, cui si aggiungono 220 operaie in Romania.

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Macchina per la produzione di catena in argento

E a Venezia ha aperto un monomarca di “Roma 1947”, brand lanciato nel 2015, anche se il settore principe restano le catene, con clienti del calibro di Pandora e Swarovski.

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Il negozio monomarca Roma 1947 di Venezia
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Orecchini della collezioneRoma 1947

Ma, da bravo veneto, non dimentica le proprie origini. «Sono partito dalla valigia, il mio “marchio di povertà”, per far capire la tenacia che mi ha portato a costruire questa impresa. Da piccolo sono stato educato alle regole, a un modo di vivere e pensare corretto. Non avevo un obiettivo prefissato, ma il mio è stato un percorso fatto di impegno e di voglia di emergere. Ho cominciato vendendo prima saponette e dopo lapidi, lavoro quest’ultimo che non mi piaceva, ma che mi permetteva di guadagnare». Poi l’incontro con l’argento, grazie a un amico che gli affida le vendite in Toscana. Ma non basta: «In zona tutti erano orafi, io possedevo una buona manualità, avendo aiutato in falegnameria: perché non provare a produrre? Il fatto di essere a Vicenza, con tutto a disposizione, mi ha facilitato. Poi lavoravo 18 ore al giorno». Come tanti della sua generazione Bettinardi inizia lavorando nel garage di casa e reinveste i guadagni nell’attività. La svolta arriva nel 1987, quando va negli Usa e torna carico di ordini, cominciando a vendere quasi solo all’estero. Un’altra pietra miliare è la “Toilet chain”. «Nel 1993, quando mi è stata chiesta, sono andato a comprarne ad Arezzo, ma visto che la domanda aumentava ho acquistato una macchina da 90 milioni. Sono arrivato ad averne 50, prima che la Toilet iniziassero a farla tutti». Aumentano i dipendenti, si susseguono gli stabilimenti ma Bettinardi non si siede. Anzi. «Un imprenditore – continua – deve stare in produzione, perché è lì che riesce a cogliere i messaggi e le opportunità. E investire per essere più bravo degli altri».

better silver 3-minUno degli ingredienti del successo è la famiglia. «Mia moglie Maria Emilia, che ha sempre creduto in me e in ciò che facevo. Poi i miei figli Paolo, Andrea e Anna, partiti dalla gavetta quando ancora ero socio con mio fratello Maurizio e che dal 2008 sono soci. Progetti come Roma 1947 sono partiti da loro».

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Andrea, Romano, Maria Emilia, Anna e Paolo Bettinardi

L’altro segreto è guardare avanti. «Oggi lavori contro il mondo e non sai mai cos’accadrà, quindi devi cogliere le opportunità. Se non l’avessi fatto in Romania avrei messo a rischio anche i posti di lavoro in Italia». E nonostante il “Better” nel nome lui non si sente il migliore. «Quando lo pensi fai il capitombolo. Per me il lavoro è una continua sfida e c’è sempre da imparare».

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Catene prodotte da Better Silver

 


1 commento

  1. Orso Pietro says:

    sono cresciuto molto nel mio campo lavorativo con la better silver e specialmente con romano , avendo collaborato come terzista alla better per circa 20 anni , poi le nostre strade si sono divise ma mi restera’ sempre un buon ricordo verso romano e i suoi collaboratori.


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