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Beppe Angiolini. Aretino doc, creativo e curioso

Gioielli e moda: per dare più valore occorre unire idee e progetti

Ci sono temi che con regolarità ricorrono nel settore orafo. Un intramontabile classico è il connubio moda e gioielli, argomento spesso alla ribalta e sulle cui sfumature e opportunità da tempo gli addetti ai lavori si interrogano. Ad ascoltare le parole di un uomo che frequenta entrambi i mondi sembra che superare certe definizioni sia ormai una strada obbligata. “Cos’è moda? Cos’è gioiello?” Forse ha poco senso chiederselo? Un’elasticità che si impara soprattutto allargando i propri orizzonti nel mondo, secondo Beppe Angiolini. Presidente Onorario della Camera dei Buyer, una carriera eclettica nel mondo della moda tra produzione, retail, creatività, sempre in viaggio, Giuseppe Angiolini, conosciuto ad Arezzo come «Beppe di Sugar» dal nome della sua rete di negozi, ricopre anche il ruolo di direttore artistico di OroArezzo.

La sua attività parte nei lontani Anni ’80. Quali capacità ritiene siano indispensabili oggi per poter emergere nel fashion system?
Lavoro da molti anni nel campo della moda. Gusto, ricercatezza e amore per l’arte e il design sono gli ingredienti fondamentali per qualsiasi nuovo progetto. Studiare aiuta, bisogna rispondere tempestivamente ai cambiamenti in atto. Per me la creatività e la curiosità sono quel plus che può produrre collezioni o situazioni straordinarie.

In ambito moda, sebbene i cambiamenti richiedano rapidità, non si è mai limitato a ‘inseguire’ il prodotto. Da cosa trae l’ispirazione per dare vita di continuo a nuovi progetti di comunicazione, di partecipazione sociale o in ambito artistico?
Quello da cui traggo maggiore ispirazione è un mix tra eleganza, buon gusto italiano e le tante suggestioni che raccolgo nel corso dei miei numerosi viaggi. Per lavoro e per piacere mi sposto molto ed è fondamentale per me essere ricettivo a tutti quelli che sono gli stimoli provenienti dalle atmosfere di Paesi più o meno lontani.

Gioielli e moda: Due mondi che hanno qualcosa in comune?
Il mondo del gioiello non può prescindere dal mondo del fashion e degli accessori, la moda è Made in Italy e ha un ruolo di primaria importanza. Io sono curioso e da ‘aretino doc’ non potevo non cogliere questa sfida, cercare di valorizzare il gioiello come valorizzo un abito. Per il comparto orafo è un’opportunità, un connubio che può essere un valore: qui ci sono tutte le aziende più importanti del fashion, dell’arte orafa e degli accessori. Perché non connettere tra loro idee e progetti? Oggi il gioiello deve essere indossato, non certo restare chiuso in un cassetto….

La sua collaborazione con OroArezzo continua. In che modo ha cercato di valorizzarne i contenuti?
Quella con OroArezzo è una collaborazione davvero significativa, tanto per l’appuntamento di Oroarezzo quanto per il salone esclusivo di Gold Italy. Essere art director di spazi espositivi che ospitano la migliore creatività orafa italiana e la mostrano al mondo intero è una grande responsabilità.
Il padiglione Contemporary che abbiamo ‘svelato’ ad Oroarezzo ne è un esempio: l’ispirazione metropolitana, il mood tutto newyorkese, la grande attenzione per il dettaglio hanno caratterizzato uno spazio che è riuscito a valorizzare al meglio il nuovo gioiello Made in Italy. Il gioiello di lusso. Lusso inteso come forza, bellezza, creatività. Una strada che percorro con Arezzofiere è quella del contest “Première” che ad ogni sua edizione presenta alla stampa e al pubblico dei buyer internazionali le mille sfaccettature della creatività orafa italiana.

Applicare linguaggi e codici della moda alla realtà orafa dei saloni aretini. È stato facile?
Per me, è del tutto naturale intraprendere ogni volta nuove avventure. Vincere una sfida, come quella dei saloni orafi di Arezzo non è facile.
Ho cercato di dare a questo nostro ‘palcoscenico’ sempre più internazionale una nuova prospettiva, quasi una nuova teatralità in fiera e fuori fiera. Credo di averlo fatto con stile e glamour. Lo stile spesso è più importante della moda perché è indice di ‘forte personalità’ e oggi vinci solo se sei speciale, unico. Il glamour invece è quel tocco di fantasia, curiosità ed energia che fa la differenza.
Un esempio concreto è stato anche il successo delle diverse edizioni delle Gold Night, realizzate nel centro storico di Arezzo, con la collaborazione di tutti gli attori istituzionali della nostra città.
E sinceramente aggiungo che, sempre e comunque, la cosa più importante per vincere qualsiasi sfida è lavorare con il “cuore”.

Una città su tutte?
New York, dove scopro ogni volta un vivace melting pot che mi regala preziose emozioni e ispirazioni.


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