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Beni rifiugio? Gli orologi di lusso all’asta: +87% negli ultimi sei anni

Emerge dal Fine Watches Market Index di Banca Monte Paschi di Siena sui prodotti battuti a Ginevra, Hong Kong e New York

La parola “bene rifugio” rimanda immediatamente il pensiero all’oro, ma a quanto pare il metallo giallo non è l’unico bene al riparo dalla crisi. Cresce infatti il trend che vede gli orologi di lusso tra i segmenti più remunerativi della luxury industry: è quanto emerge dall’indagine condotta dall’Area research di Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha esaminato l’andamento dei “battuti” delle maggiori aste mondiali (Sotheby’s, Christie’s e Antiquorum) del comparto negli ultimi sei anni.

Il Fine Watches Market Index di MPS parla di un progresso, nel periodo considerato, del +87 per cento e del +31,2 per cento nell’ultimo anno. Unico calo registrato, nel 2009: la crisi è stata determinata dalla volontà di collezionisti e dealers di mantenere il “tangible asset” del bene in questione e non offrire in asta i pezzi più pregiati, più che ad una svalutazione del prezzo degli stessi. Poi, la ripresa fino al primo semestre di quest’anno.

Nell’ultimo semestre, i tassi di unsold medi registrati si stabilizzano sui livelli del 16,6 per cento per lotto e del 15,1 per valore, assestandosi poco al di sopra della media degli ultimi sei anni (tasso medio per lotto 14,7%, per valore 12,4%), ma ben al di sotto dei picchi raggiunti nel II semestre del 2008 (25,8% per lotti e 23,8% per valore).

Quanto alle principali piazze di riferimento, la Svizzera in cima: confermato il ruolo di mercato leader con una quota del 42 per cento (Ginevra capitale delle aggiudicazioni più esclusive anche in flessione rispetto agli anni precedenti); si attesta in crescita Hong Kong (33,6 per cento nel I semestre 2012) e New York risale dopo un calo nel 2011.

In dettaglio, Christie’s ha conseguito un prezzo medio di 91.261 dollari e un tasso di venduto del 95 per cento per valore e dell’88 per cento per lotti, rispetto al fatturato medio di 22.420 e ad un  tasso di venduto del 63 per cento sia per  lotto che per valore di Sotheby’s. Significativo anche  il  risultato di Antiquorum che ha totalizzato 7,6 milioni di dollari (fatturato medio pari a 14.235) e il 148 per cento di venduto per valore.

L’analisi condotta da MPS con risente dell’asta record promossa  il 14 maggio da Christie’s a Ginevra che ha totalizzato  il secondo più alto fatturato per  la major nel comparto.  I 354  lotti offerti hanno totalizzato complessivamente 32,3 milioni di dollari: il top  lot della vendita è stato un raro “Montre à deux mouvements piastra, sur le principe des chronometres”, un orologio di precisione in oro 18 carati con due movimenti prodotti da Breguet & Fils, Paris, No. 2667 e che, venduto per 4,6 milioni di dollari contro una stima pre-sale di 880.000 – 1.500.000 dollari, fissa un nuovo record mondiale per un orologio Breguet in asta.

Boom dunque della fascia alta (superiore ai 100mila dollari): l’offerta si fa sempre più selezionata e la quota passa dal 4,1 per cento del I semestre 2009 all’8,6 dello stesso periodo di quest’anno. L’area research di Banca Monte dei Paschi di Siena ha anche confrontato le performance dei battuti d’asta nel settore degli orologi con quelli del comparto della gioielleria e dell’arte: negli ultimi tre anni (periodo settembre 2009 – settembre 2012): il Fine Watches Market Index mostra il rendimento assoluto migliore (+111,1%) rispetto a MPS Jewels Market Value Index (+66,8%) e MPS Art Market Value Index (+36,5%).

Quanto all’analisi  dell’investimento  borsistico, l’anno di difficoltà dei mercati finanziari appena trascorso, però, incide anche su questo segmento, che assume segno negativo (-8,3 per cento). Tuttavia, stando ai dati diffusi da MPS, dall’inizio dell’anno ad oggi il Fine Watches Market Value Index –  costruito su un paniere di 6 società quotate su mercati finanziari internazionali e operanti nel comparto orologi; le società analizzate sono quotate sui seguenti mercati: 2 sulla piazza di Zurigo, 1 sulla piazza newyorkese e 3 sul quella giapponese – riesce a contrastare il clima di incertezza presente ancora sui mercati internazionali virando in terreno positivo (+1,4 per cento).

Le previsioni per il 2012 confermano il trend positivo. L’offerta, compatibilmente con i pezzi di valore disponibili alla vendita, si prevede
sempre  più  sbilanciata  verso  opere  di  fascia  elevata:  le  case  d’asta  dovranno  dunque  concentrare  i  propri  sforzi  nella  ricerca  e nell’acquisizione di queste tipologie di opere, più rare ma con maggior appeal speculativo.

“L’investimento in orologi di lusso si conferma essere tra i più remunerativi all’interno della luxury industry – spiega Pietro Ripa, Area Pianificazione Strategica, Research e Investor Relations – Banca Monte dei Paschi di Siena (nella foto a sinistra)-. Al pari degli altri segmenti considerati (arte,gioielli, vini pregiati, fotografia,antichità etc..) anche gli orologi di valore hanno risentito di un periodo di crisi (2009), anche se la loro tenuta è stata spesso superiore alle altri asset class e contraddistinta da un andamento meno volatile e speculativo: Mps Watches Index +87,0% negli ultimi 6 anni. Il segmento sta gradualmente attirando un numero sempre maggiore di collezionisti e il grande exploit delle aste registrato anche nella piazza di Hong Kong (già prima in termini di volumi mondiali, mentre Ginevra conserva la leadership delle aggiudicazioni più esclusive) – prosegue Ripa – dimostra la versatilità del bene in oggetto che a differenza degli altri beni di valore raccoglie ampi consensi a livello internazionale, non conoscendo divieti di cultura e/o religione, differenze di gusto o limiti di spazio e trasportabilità.La crisi finanziaria ancora in atto ha (nel caso degli orologi) comportato uno spostamento verso l’alto della offerta: nei cataloghi degli orologi di lusso vi è una sempre maggiore presenza di lotti appartenenti alla fascia alta (sopra 100.000 $), mentre non ha impattato i tassi di unsold, stabili negli ultimi 3 anni su valori del 15% circa”.

Immagini Tabelle dal report “E’ l’ora di investire” di Monte dei Paschi di Siena


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