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Beni di Lusso? ora si acquistano sul Web

IN NETTA CRESCITA IL NUMERO DI PERSONE CHE SCEGLIE L’ACQUISTO SUL WEB

Non solo showroom incastonati lungo le vie più amate dalle precious addicted. La tecnologia, sempre più primadonna, conquista anche il pianeta shopping, come testimoniato dal numero in netta crescita di persone che scelgono di acquistare online anche beni di lusso. Gioielli compresi. “Spazi” caldi, esclusivi e curati nei minimi dettagli, dove nulla è lasciato al caso e i clienti vengono seguiti e coccolati come nelle boutique più tradizionali. A volte, anche di più. Come nel caso di artemest.com e 10corsocomo.com


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10 Corso Como è il primo concept che ha instaurato un dialogo tra cultura e socialità. Quest’anno festeggia 25 anni e nel 2017 aprirà anche a New York


Silvia Bertocchi Chief buyer di 10 Corso Como


Silvia, come racconterebbe in due righe, ai pochi che ancora non la conoscono, la realtà di 10 Corso Como?
10 Corso Como è il primo concept che ha instaurato un dialogo tra cultura e socialità. La «rivista vivente» di Carla Sozzani in cui si può trascorrere un’intera giornata. Quest’anno festeggia 25 anni e nell’estate del 2017 aprirà anche a New York.
Un paradiso per chi è in cerca di oggetti esclusivi da acquistare sul posto o tramite il fornito shop online, dove è possibile trovare abiti, libri, oggetti di design e una selezione accurata di gioielli. Tutti particolarissimi. Che criteri segue nella scelta dei jewelry designer?
Non c’è una sola ricetta, né un unico riferimento. Ci piacciono gioielli in plexiglass più giocosi o altri più scultorei. Bijoux di alta scuola di design e altri di designer emergenti. Sia i bijoux degli stilisti che accompagnano la loro collezione di stagione, quasi intesi come accessorio, ma anche creazioni senza tempo.
Quanti ne “ospitate” attualmente?
Circa un centinaio di linee diverse, ognuna con le sue declinazioni.
I bestseller?
Georg Jensen, Kris Ruhs, Bea Bongiasca, i “senza tempo”. Tra le collezioni marchi moda, Maison Margiela Paris, Celine e Balenciaga.
Qual è il vostro target di riferimento?
Creativi, fashion professionals, individuals. Senz’altro persone che cercano gioielli non convenzionali.
Fasce di prezzo?
Dai 100 ai 3.000 euro.
Sono italiani o esteri i più assidui “frequentatori” dell’e-shop?
Stranieri.
Cosa pensa vi differenzi da altre realtà sul mercato?
La selezione e il contesto.
Col tempo 10 Corso Como è diventato anche un brand e accoglie capsule nate in collaborazione con prestigiose aziende…
Sì, in merito alle collaborazioni con aziende importanti posso citare quella con Swatch e più di recente con Alessi. Veri co-branding. Ma abbiamo anche presentato gioielli di marchi divenuti celebri come Delfina Delettrez e Repossi. E ancora Carmina Campus con i suoi recycling jewels o Maripol con le sue clips e i tubetti di gomma fluorescente. I Toilet Paper bijoux sono sempre di grande attrazione e anche i gioielli d’artista, come la collezione “Sfioro” curata da Franco Mello o gli anelli in argento rodiato di Cappelli e Ranzo prodotti da Antonia Jannone.

10 Corso Como www.10corsocomo.com 10 Corso Como si può considerare il primo concept store al mondo nato nel 1991 a Milano da un’idea di Carla Sozzani e che oggi vanta sedi anche a Seoul, Shanghai e Beijing. Uno spazio polifunzionale all’insegna di abbigliamento e accessori di lusso, libri e oggetti di design, con annessa galleria d’arte, café-restaurant, hotel e un esclusivo e prezioso e-commerce.  


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Con Artemest vogliamo ricreare un ambiente curato con contenuti video, foto ed editoriali che valorizzino la qualità dei prodotti


Marco Credentino founder e amministratore delegato di Artemest.com


Come nasce Artemest?
L’idea è quella di dare supporto alle migliori realtà artigianali italiane promuovendo e distribuendo sui mercati esteri i loro prodotti. Il progetto è ricreare un ambiente curato con contenuti video, foto ed editoriali che valorizzino la qualità dei prodotti e la splendida lavorazione che li caratterizza.
Come ama definirlo?
Non è un puro e-commerce e non amiamo definirlo e-shop. Siamo una società che offre prima di tutto competenze di prodotto, cercando di selezionare collezioni che abbiano grande qualità dei materiali utilizzati, artigianalità della lavorazione e contemporaneità di design. In secondo luogo, aiutiamo i nostri artigiani nella comunicazione e nel marketing sia attraverso canali online sia offline. Infine, siamo un e-commerce di lusso e come tale offriamo un servizio concierge impeccabile ai clienti cercando di soddisfare tutte le loro richieste.
Il nome a cosa si deve?
Artemest deriva dall’unione delle parole Arte e Mestieri. L’artigianalità non è solo uno strumento di storytelling, ma è parte fondante dell’offerta. Tutti i nostri prodotti sono fatti a mano e, in quanto tali, esclusivi e customizzabili. L’Italia è un Paese unico che riesce dopo centinaia di anni a tramandare le migliori tecniche di lavorazione conosciute al mondo. Ristabilire l’autenticità del lusso è parte della nostra mission.
Cosa vi differenzia da altre realtà sul mercato?
Non vendiamo prodotti di brand conosciuti, ma cerchiamo di risaltare tutto ciò che è ancora inesplorato e poco distribuito.
Attualmente quanti jewelry designer “ospitate”?
Più di trenta. E a settembre abbiamo lanciato una collezione di bijoux contemporanei curata da Alba Cappellieri.
Che criteri di selezione utilizzate?
Da due anni stiamo visitando ogni singola realtà artigianale del nostro Paese selezionando soltanto quelle che mantengono ancora le caratteristiche di vera artigianalità. La nostra Creative Director Ippolita Rostagno sceglie le collezioni da portare a sito e sviluppa insieme agli artigiani nuovi prodotti in linea con il gusto di una clientela internazionale ed esperta.
Fascia di prezzo?
Abbiamo uno scontrino medio che va dai 1.500 euro ai 2.000 euro.
Quali sono i Paesi che “frequentano” maggiormente Artemest?
USA 75%, UK 10%, 15% tra Hong Kong, Singapore, Australia e Canada.
Come cambiano, se cambiano, le scelte in base alla nazionalità degli acquirenti?
Il mercato statunitense è molto diverso da quello europeo. Mentre in Europa continua l’ascesa del design semplice e minimal, gli americani amano accostare prodotti con stili diversi, talvolta contrastanti.
Che altro bolle in pentola?
Riteniamo che l’integrazione tra l’online e offline rappresenti il futuro del retail. Vorremmo dare la possibilità ai nostri clienti di vedere di persona i prodotti, poterli apprezzare dal vivo, comprandoli in un negozio che coniughi l’esperienza tradizionale con l’innovazione. Portare i nostri artigiani nelle vetrine più importanti del mondo sarebbe per noi motivo di orgoglio e soddisfazione.

Artemest www.artemest.com Artemest.com punta sulle migliori realtà artigianali italiane. È online da un anno e le principali figure coinvolte sono Ippolita Rostagno, founder e creative director, già fondatrice di Ippolita, quarto brand di gioielli negli Stati Uniti, e Marco Credentino, founder e amministratore delegato, con un passato in Yoox e una grande passione per l’e-commerce ed il retail di lusso.


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