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Benedikt Fischer: gioie irriverenti

Nelle creazioni dell'artista la lavorazione di tipo tradizionale si associa a una varietà di materiali alternativi, spesso di recupero, come plastica e carta

Le creazioni di Benedikt Fischer sono spiritose, irriverenti ed estremamente gioiose. Nasce nel 1984 a Fraham, un piccolo comune austriaco nel distretto di Eferding, in Alta Austria. Dopo gli studi all’Istituto d’arte si sposta a Stoccolma all’Università delle Arti, dell’Artigianato e del Design completa la sua formazione alla Gerrit Rietveld Academy di Amsterdam, dove è allievo di Manon van Kouswijk e Suska Mackert. Nel 2016, insieme a Julia Walter e Morgane de Klerk, fonda lo Studio 3000, un laboratorio dedicato al gioiello contemporaneo, uno spazio inclusivo che offre la possibilità ad artisti e progettisti di lavorare alle proprie opere in un’ottica di collaborazione aperta.

Per le sue creazioni applica metodi di lavorazione di tipo tradizionale a una varietà di materiali alternativi, spesso di recupero, come plastica e carta. Nella collezione Pearly Whites ad esempio, immagina che conchiglie trovino per caso denti da latte e decidano di provali per gioco, rivelando ognuna la propria personalità: chi sussurra, chi sospira, grida o sorride, mostrando i propri dentini perlati.

Oggi i suoi gioielli sono rappresentati da numerose gallerie internazionali, come la ATTA Gallery a Bangkok, Caroline Van Hoek a Bruxelles, Galerie Rob Koudijs ad Amsterdam, Galerie Wittenbrink a Monaco di Baviera, Gallery Funaki a Melbourne, Jewelers’ Werk Galerie a Washington DC e alla OONA a Berlino.

cargocollective.com/benediktfischer/sweetness


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