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Basta alla soglia dei 1000 euro, spiraglio in Parlamento

Giuseppe Aquilino (Federpreziosi): Importante passo avanti nella nostra battaglia. Se la soglia fosse innalzata a 3mila euro i ricavi potrebbero crescere del 16%

contanti

Si intravede uno spiraglio nella battaglia per l’innalzamento del limite alle spese in contanti: decisivo il passo avanti compiuto ieri a Montecitorio per un ritocco al rialzo della soglia, con il via libera delle mozioni della maggioranza. Il governo così si impegna a “valutare la possibilità di assumere ulteriori iniziative normative, rispetto alle norme contenute nella delega fiscale, in materia di tracciabilità dei pagamenti e di fatturazione elettronica e contestualmente a valutare l’opportunità di una revisione della disciplina vigente in tema di uso del contante, prevedendo un innalzamento della soglia limite dei mille euro e ponendo l’Italia in linea con gli altri Stati europei”.

aquilino“È uno spiraglio importantissimo – commenta a caldo Giuseppe Aquilino, (in foto a sinistra), presidente di Federpreziosi Confcommercio, da sempre in prima linea per l’innalzamento della sogliaanche se ancora non viene specificata l’entità del rialzo. Dopo anni di battaglie e di confronto con il governo, finalmente si fa più concreta l’ipotesi di un provvedimento che aprirà le porte alla ripresa del settore. A dirlo sono i dati: alla luce della ricerca commissionata a Format Research e presentata a gennaio a Vicenzaoro, se la soglia di utilizzo del contante, attualmente a 1.000 euro, fosse innalzata a 2.500 euro come in Spagna, le gioiellerie e le orologerie italiane vedrebbero, a loro avviso, un aumento dei ricavi medi pari al 13 per cento. Se la soglia di utilizzo del contante fosse innalzata a 3.000 euro come in Francia, le gioiellerie e le orologerie italiane vedrebbero, a loro avviso, un aumento dei ricavi medi pari al 16 per cento. Se infine non fosse previsto alcun limite alla soglia di utilizzo del contante, come attualmente in Germania ed in Olanda, le gioiellerie e le orologerie italiane vedrebbero un aumento dei ricavi medi pari al 21 per cento”.

Soglia a 3mila

(Uno dei risultati dell’indagine di Format Research commissionata da Federpreziosi Confcommercio) 

Ieri, dunque, un primo passo verso la soluzione, dopo che, a febbraio si era parlato di aumento della soglia da 1000 a 3000 euro e a marzo il parlamentare Leonardo Impegno aveva presentato un’interrogazione per chiedere l’intervento del governo. Nella discussione delle ultime ore a Montecitorio, il viceministro all’Economia, Enrico Morando, ha espresso parere favorevole alla mozione (che vede come primo firmatario Maurizio Lupi) all’innalzamento del contante contestualmente a un rafforzamento dei pagamenti elettronici. I sostenitori del provvedimento di modifica fanno riferimento alla disparità tra i membri dell’Ue: molti paesi (tra cui l’Austria e la Germania) non prevedono alcun limite all’uso del contante. La Francia e il Belgio hanno una soglia di spesa di 3mila euro, la Spagna di 2.500 euro e la Grecia di 1.500 euro. In Italia, la soglia massima per l’utilizzo del denaro contante e dei titoli al portatore è 999,99 euro: per gli operatori del settore del commercio al minuto e agenzie di viaggio e turismo è possibile vendere beni e servizi a cittadini stranieri non residenti in Italia e in un Paese UE e Spazio economico europeo, entro il limite di 15.000 euro.

Secondo la mozione, l’evasione ha registrato un andamento altalenante fino al 2006, per poi scivolare progressivamente fino al 2010 con una soglia di contanti stabile. All’ulteriore abbassamento del limite da 5mila e 1000 euro, tra il 2010 e il 2011, l’evasione è salita fino a sfiorare il 16% del prodotto interno lordo, per poi tornare nel 2012 sotto il 14%. Inoltre, sempre secondo la mozione, in Italia resta poco diffuso il conto corrente in banca, soprattutto nelle famiglie e tra gli anziani, che continuano a utilizzare per lo più denaro contante.  L’intervento di innalzamento del contante, dunque, potrebbe arrivare già nel Dlgs sulla fattura elettronica (ora all’esame delle commissioni parlamentari per i pareri).


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