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Basilea-Friburgo il derby delle fiere

Alcune considerazioni in ordine sparso sulla fiera di Friburgo, new entry tra quelle del settore pietre e gioielli. Innanzitutto il giudizio secco di molti tra espositori e visitatori: poca affluenza. Vero, ma ricordo la prima edizione della sezione Asia World di Hong Kong. Fu un disastro, ma oggi? Oggi laggiù non ti puoi districare nella calca e di un posto decente non se ne parla neppure, se ci vuoi esporre.

Altra opinione condivisa da molti: concorrenza marcata con Basilea. Non è certo un caso che UBM, il potente organismo organizzatore anglo-cinese abbia posizionato le date in parziale sovrapposizione con il colosso svizzero allestito ad appena 70 km di distanza. Ed è risaputo che la grande kermesse di Basilea abbia aumentato mediamente del 30% le tariffe per gli espositori allo scopo di finanziare una ristrutturazione ambiziosa. Certamente competizione, dunque, se già un drappello di transfughi migra verso la meno costosa Friburgo ed altri vi appresterebbero. Ma sullo sfondo anche una possibile interazione, perché no? Gli svizzeri monopolizzano di fatto grande orologeria, marche e lusso mentre i tedeschi e UBM si propongono principalmente come gateway europeo delle pietre preziose e delle gemme, con particolare attenzione alle nuove realtà asiatiche. Di sicuro i vicini svizzeri al momento non l’hanno presa benissimo tanto che le autorità del Lander tedesco hanno, a quanto pare, in animo di negoziare un futuro più disteso oltre il confine.

Conclusioni? La neonata manifestazione si è, in definitiva, proposta come una transizione che prelude allo spostamento del baricentro espositivo dei preziosi verso l’Europa centrale. Questa è un’area strategicamente meglio posizionata per servire i paesi emergenti ad Est e a Nord del continente. E con questo scenario deve fare i conti la nostra Vicenza, già impegnata in un percorso di ammodernamento. Per finire: tutti gli altri eventi del gioiello in Europa da oggi saranno sempre più costretti a posizionarsi su scale locali se questo derby sfocerà in due grandi fiere contemporanee e di respiro continentale. Ultimissimo flash: Friburgo offriva la sensazione che si assistesse alla messa in scena di una metafora dell’Europa contemporanea. Direzione inglese, amministrazione tedesca, allestitori cinesi. Per un faretto mancante ci hanno dato un numero di Hong Kong. Torre di Babele di un grande cantiere aperto verso il futuro.


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