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Baselworld, espositori a muso duro contro gli organizzatori

Hubert du Plessix, direttore di Rolex: "Questa potrebbe essere la fine, pura e semplice, di Baselworld". Contestata anche la sovrapposizione con VicenzaOro

«Questa potrebbe essere la fine, pura e semplice, di Baselworld». Una frase forte, soprattutto se scritta nero su bianco da Hubert du Plessix, che firma la missiva come presidente del Comitato degli espositori svizzeri a Baselworld e da membro del comitato mondiale della fiera, ma che – particolare non trascurabile – è anche direttore di Rolex Holding, capo della divisione investimenti e logistica e presidente del fondo pensione dell’azienda, uno degli espositori di maggiore peso della manifestazione, a maggior ragione dopo l’abbandono del gruppo Swatch.

Hubert du Plessix

Nella lettera inviata il 6 aprile ai vertici di Baselworld e di Mch Group, proprietario dell’evento, ma anche alla Federazione dell’industria orologiera svizzera (Fh), all’associazione degli orologiai della Vallee de Joux (Apiah), all’Unione dei gioiellieri e orafi svizzeri (Ubos) e al Comitato dell’orologeria europea (Cphe), du Plessix critica le nuove date scelte dal management per il 2021 (28 gennaio – 2 febbraio) ma soprattutto le opzioni offerte alle aziende che avevano già prenotato e pagato l’edizione 2020, con tanto di sollecito a febbraio, con il risultato di farli «sentire intrappolati».

La prima prevede infatti che le imprese possano spostare sull’edizione 2021 l’85% di quanto versato, lasciando il 15% a copertura delle spese già sostenute dalla fiera; l’alternativa è spostare sul 2021 il 40% della spesa, vedersi rimborsare il 30% e trattenere altrettanto. Due opzioni inadeguate, secondo du Plessix, che ritiene poi irragionevole la richiesta di confermare la propria scelta entro fine aprile. Mentre infatti – è la critica – sono state intraprese iniziative sia da parte del Governo federale che di quelli cantonieri per mitigare l’impatto del Covid-19 sull’economia, questi sembrerebbero non aver influenzato le decisioni di Mch Group, che è al 49% di proprietà pubblica. Senza contare, rammenta, che non più tardi del 26 marzo il presidente Ulrich Vischer ha dichiarato pubblicamente che il gruppo dispone di «abbondante liquidità», mentre – rincara la dose du Plessix – si sta usando una «rigorosa lettura delle clausole contrattuali per giustificare la propria posizione». «Questa mancanza di considerazione da parte dei vertici di Mch – continua – sfortunatamente ricorda un’era che pensavamo fosse conclusa».

La richiesta è semplice: il rimborso totale delle quote pagate per il 2020, che sarebbe «il modo migliore per incoraggiare gli espositori a partecipare a una futura edizione. In caso contrario, temiamo che sarà la fine, pura e semplice, di Baselworld, specialmente considerando che le date scelte per gennaio 2021 non sono idonee per il settore gioielleria, pietre e perle e che non sono più coordinate con Watches & Wonders (Sihh)».

Decisamente differente la visione della fiera, che nell’inviare agli espositori le diverse opzioni ha sottolineato come l’organizzazione dell’evento coinvolga, si legge nella nota, «25 persone, che lavorano tutto l’anno, più i partner interni ed esterni e quando la crisi ha cominciato a manifestarsi si era a pochi giorni dall’inizio dell’allestimento e la maggior parte delle spese era già stata sostenuta. Baselworld sa qual è la posta in gioco per gli espositori e sta assorbendo una significativa parte dei costi di spostamento della manifestazione».

Michel Loris-Melikoff
Michel Loris-Melikoff

A sottolineare questo aspetto è Michel Loris-Melikoff, direttore generale di Baselworld: «Siamo tutti nella stessa barca – afferma – e per questo siamo impegnati a sostenere i nostri espositori il meglio possibile in questi tempi turbolenti. Stiamo offrendo condizioni senza precedenti, che vanno ben oltre gli obblighi contrattuali e sono molto più generose di quelle della stragrande maggioranza di simili fiere europee, che sono state cancellate o rinviate. Ci è sembrato essenziale compiere questo significativo sforzo finanziario e auguriamo a tutti noi di tornare al lavoro prima possibile».


1 commento

  1. ROBERTO ANGELETTI says:

    Full support to Hubert du Plessix.
    Considerata la generalizzata crisi del comparto fieristico anche a causa delle innovazioni tecnologhe che spingono a rivedere le modalità di interazione tra produttori e distributori, gli organizzatori di Baselworld dovrebbero rivedere completamente il pricing degli eventi e curare meglio la relazione con gli espositori


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