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Baselworld 2012, orologi ma non solo

Baselworld, ieri taglio del nastro alla presenza del Consigliere federale Schneider-Ammann, ministro dell’Economia svizzero, di Christoph Brutschin, Consigliere del governo del Cantone Basilea-Città, Jacques J. Duchêne, Presidente  del Comitato Espositori e René Kamm amministratore delegato di MCH Group.Dall’ultimo nostro incontro 12 mesi fa, la situazione economica è andata via via peggiorando – ha detto Duchêne durante la press conference di mercoledì -. Alla drammatica crisi di indebitamento di molti paesi si è aggiunta la crisi dell’euro, del dollaro e la sopravvalutazione del Franco svizzero, per non parlare dell’incertezza di una democrazia instabile o dei continui conflitti in molte regioni. In questo mondo travagliato che sta vivendo un cambiamento profondo il settore ha potuto tenere le proprie posizioni e perfino superare numerosi record. L’industria dell’orologeria e della gioielleria è forse un caso isolato, ma non deve essere in ogni caso attribuito al destino. Accanto alle creazioni dei professionisti, desidero mettere in evidenza la capacità di adattamento del settore. Gli orologiai hanno fatto di tutto per non cullarsi nei loro allori e sono sempre stati alla ricerca di nuove possibilità di sbocco. Poiché il tema è di fondamentale importanza desidero ricordarvi, come ho già fatto negli anni precedenti, la assoluta necessità di combattere instancabilmente le contraffazioni”.

Durante il Press day, la managing director di Baselworld, Sylvie Ritter, ha ripercorso le tappe della storica rassegna dal 1917, quando ebbe luogo la prima “Fiera campionaria svizzera” con un settore dedicato all’industria dell’orologeria e della gioielleria, fino al 1973, quando aprì i battenti il primo “Salone europeo dell’orologeria e della gioielleria”. “Nel 1999 abbiamo inaugurato il padiglione 1 quale superficie espositiva per il settore del tempo – ha raccontato – che ha reso possibile una chiara suddivisione del quartiere espositivo nonché la costruzione di stand su tre livelli; nel 2004 è stato realizzato il padiglione 6, che da allora ospita le collettive nazionali; la nuova modernizzazione del quartiere espositivo sarà ancora più completa e si potrà ritenere conclusa con l’inaugurazione di Baselworld 2013”. Tutto il resto è sotto silenzio, fa sapere la Ritter, non resta che aspettare la prossima edizione.

Ieri è stata anche l’occasione per discutere degli standard della catena di custodia promossi dal Responsible Jewellery Council insieme al London Bullion Market Association (LBMA): sono intervenuti Fiona Solomon, direttore di RJC – Area sviluppo standard, e Ruth Crowell, direttore commerciale di LBMA. “IL RJC è orgoglioso di lanciare il proprio standard di certificazione per oro e platino – ha spiegato la Solomon -, per supportare le aziende ad applicare la dovuta diligenza nella catena produttiva”. “La LBMA ha ampliato il suo attuale processo di accreditamento per i raffinatori d’oro, includendo l’approvvigionamento responsabile – le ha fatto eco la Crowell -. La nostra Responsible Gold Guidance è ormai un requisito formale per tutti, per garantire che la produzione sia esente da conflitti. L’auspicio è che la collaborazione con il RJC e con gli altri organismi di settore assicuri che tutte queste misure siano applicate in modo coerente ed efficace”.

Oggi, appuntamento dalle 12, nell’Osaka Samarkand Congress Room del Convention Center: l’Idi – Israel Diamond Institute discuterà con la stampa delle nuove strategie per i prossimi anni. Oltre a Eli Avidar, managing director, sarà presente il professore David Passig, che parlerà delle “Mega-sfide” del 21esimo secolo.


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